Dall’altra parte: il dramma post-bellico diventa ‘giallo’

A Berlino il film ha conquistato una menzione speciale Europa Cinemas ed è stato il candidato della Croazia agli Oscar 2017, nella categoria “miglior film straniero


Sono passati più di vent’anni, ma il conflitto jogoslavo si porta ancora dietro molti strascichi. Il regista croato Zrinko Ogresta si interroga sul perdono e i sensi di colpa nel film Dall’altra parte, visto a Berlino nel 2016, in concorso al 28esimo Trieste Film Festival e ora in uscita con Club Ciné dopo un’anteprima nazionale all’Apollo 11 di Roma.

Da 20 anni Vesna è arrivata a Zagabria con la famiglia in fuga da eventi che hanno rischiato di distruggere la loro vita. Una telefonata inaspettata fa riaffiorare i segreti che la donna aveva cercato di nascondere per tutti quegli anni. Riemerge un marito rimosso e relegato solo nei più atroci ricordi, nascosto, segreto, capace di macchiarsi dei peggiori crimini di guerra tanto da spingere il al gesto estremo del suicidio. E’ un thriller psicologico in cui le colpe dei genitori ricadono sui figli, con un’accurata orchestrazione a gestire le parole e i silenzi, e un colpo di scena inaspettato nel finale, che avvicina questo dramma post-bellico al genere ‘giallo’.

“Ho cercato di adottare un atteggiamento umanitario – ha detto il regista in un’intervista a Cineuropa – che credo che tutti noi che viviamo qui nei Balcani dovremmo adottare, se abbiamo intenzione di continuare a vivere come vicini di casa. Ma parla anche di complessità umana, di tutti gli strati della personalità che sono complicati e si sovrappongono. Il titolo del film Side ha per me un significato metaforico sia nella forma che nel contenuto. Significa anche “sull’altro lato della mente” perché le azioni dei personaggi sono spesso oltre il raziocinio, anzi molto irrazionali. Anche il modo in cui vengono mostrate le immagini è “dall’altra parte”, spesso vi è un ostacolo tra la macchina da presa e il personaggio nella scena, come se fosse osservato dall’esterno. Ogni scena è costituita da una sola sequenza ininterrotta. Sono contento che nessuno che abbia visto il film l’abbia notato, perché se così fosse, sarebbe una parte “visibile” dell’approccio, sembrerebbe forzato. Ho fatto questo in primo luogo per far sembrare le immagini più autentiche possibile, per creare la sensazione che non vi è alcuna manipolazione della realtà”.

Poi, in conferenza stampa: “Ho fatto questo film anche per un bisogno personale, per esorcizzare gli avvenimenti di una guerra che mi ha toccato personalmente, e per raggiungere una sorta di catarsi in questo senso. Anche io ho fatto parte “dell’altra parte”, di quella parte carica di odio verso l’altra, ma sono riuscito a liberarmi di questo sentimento, che va contro la natura dell’uomo. In tal senso Dall’altra parte parla anche di comprensione.”

E sul successo ottenuto dal film in tutta l’area dell’ex Jugoslavia: “Ho avuto successo con il film in tutta la ex Jugoslavia perché ho cercato di adottare un atteggiamento umano durante la sua realizzazione. Mi spiego meglio: ci sono due tipi di cineasti, nei nostri territori, che si occupano di raccontare il conflitto: il primo lo fa in maniera semplificata, scendendo spesso a qualche compromesso narrativo per farsi capire meglio dal pubblico straniero. Io appartengo al secondo tipo, racconto le cose senza filtri, come sono andate secondo il mio punto di vista.”

A chi gli chiede se parte è un film politico, Ogresta risponde seccamente: “E’ un film sulla gente, sul tentare di capire le ragioni che stanno dietro alcuni comportamenti, senza mai trattare la politica, che rimane sullo sfondo, come semplice contesto”. E l’Europa? Cosa ha imparato dal conflitto jugoslavo e in generale dalle guerre che hanno sconvolto il mondo negli ultimi decenni? Qui Ogresta è lapidario: “L’Europa non ha imparato un bel niente, ne è una dimostrazione l’escalation di attentati terroristici e violenze che la sta dividendo sempre più; se avesse adottato una politica diversa e di “maggiore polso” avrebbe potuto bloccare il conflitto jugoslavo molti anni fa.” E proprio parlando di Europa, il regista ha svelato che quest’ultima, con le sue politiche spesso inefficaci, sarà uno degli argomenti toccati dal suo prossimo progetto, su cui però ancora non si sbilancia : “Non ho detto nemmeno a mia moglie di cosa si occuperà il mio nuovo film!”.


La pellicola è co-sceneggiata da Mate Matišić, anche autore delle musiche,  e interpretata da Lazar Ristovski  (Underground, La polveriera, Padre vostro), Tihana Lazović (Sole alto, Shooting Star all’ultima Berlinale) e Ksenija Marinković (Sole alto, A Good wife, The Constitution). A Berlino ha conquistato una menzione speciale Europa Cinemas ed è stato il candidato della Croazia agli Oscar 2017, nella categoria “miglior film straniero. 

23 Marzo 2017

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