‘La Musica è di Scena’ e corre per il David. Con qualche nota stonata.

Presentate a Roma le due cinquine delle opere musicali in nomination

‘La Musica è di Scena’ e corre per il David. Con qualche nota stonata.

“Questa è una festa della musica per la musica”. È Pivio, presidente e fondatore dell’Associazione Compositori Musica per Film (ACMF), ad aprire le danze dell’evento speciale dedicato alle nomination musicali del David di Donatello 2023, che ogni anno presenta al pubblico gli autori candidati in cinquina nelle categorie ‘migliore compositore’ e ‘migliore canzone originale’. L’iniziativa, inaugurata nel 2018, si è tenuta nello Spazio Scena nel quartiere romano di Trastevere e ha visto la partecipazione di numerosi musicisti del direttivo ACMF: Pivio, Alessandro Molinari, Pasquale Catalano, Fabrizio Fornaci, Riccardo Giagni, Stefano Mainetti, Stefano Reali, Kristian Sensini e Giuliano Taviani.

“La caratteristica di questa serata è che a presentare i candidati al premio sono i candidati stessi, intervistati dai colleghi musicisti dell’ACMF” – continua Pivio, che arriva subito al punto dolente. “Come diceva Ennio Morricone, il nostro nome parla chiaro: ci occupiamo di musica ‘per’ film, non ‘da’ film. Le colonne sonore sono fatte dall’impegno del compositore che le realizza ‘per’ il film. Certo, se ne possono fare e se ne sono fatte di bellissime anche con musiche già esistenti: noi non troviamo giusto che queste vengano candidate al premio, ma invece lo sono. Noi, in ogni caso, le presentiamo tutte. Sono anni che chiediamo all’Accademia del David di essere coinvolti nella valutazione delle opere filmiche, in quanto secondo la legge siamo tra gli autori a tutti gli effetti, come i soggettisti, gli sceneggiatori e i registi: invece veniamo lasciati fuori. Per noi questo è un vulnus, che crea le condizioni per il verificarsi di problemi, come quello dei criteri di accesso alle candidature”.

Ma la festa è festa e tale resta, come un’allegra riunione tra amici che festeggiano altri amici, tutti innamorati della propria arte. Si comincia dalle colonne sonore candidate al David 2023, ognuna introdotta da una o più videoclip tratte dal film, per poi lasciare la parola ai compositori candidati, che siano presenti in sala o con un videomessaggio. La prima è quella di Esterno Notte, il film di Marco Bellocchio, composta da Fabio Massimo Capogrosso. “Nel nostro primo incontro lui mi parlò del suono del gong nell’Andrea Chénier” – racconta il musicista.  “da lì ho capito che l’uso delle percussioni per il film poteva essere l’idea giusta. Ho scritto la mia musica sulla sceneggiatura, ma del resto lo faccio spesso ispirandomi a romanzi o quadri… Dopo cinque giorni avevo scritto cinque pezzi, un valzer e un requiem per coro e orchestra, gli sono piaciuti tutti”.

Poi è la volta della musica de La Stranezza di Roberto Andò, realizzata da Michele Braga ed Emanuele Bossi. “Avevamo poco tempo, tre settimane e mezzo in tutto, ma come sempre in questi casi tutte le energie si concentrano verso l’obiettivo ed è andata molto bene” – dice Braga. “Non è stato facile capire il tono giusto del film, che si tiene su un equilibrio precario tra commedia, dramma, grottesco e metafilm, ma Roberto ci ha aiutato molto, come anche l’essere in due”. “È stata una partitura scritta di getto. Creare in due qualcosa di individuale come la musica è uno sforzo quasi come quello della buona riuscita di un matrimonio, e farlo diventare naturale richiede intelligenza, umiltà  e capacità di ascolto, cosa che paradossalmente non è abituale per i musicisti” – aggiunge Bossi. “Con Andò avevamo già collaborato per le musiche della serie tv su Letizia Battaglia”. (Solo per passione, Rai 2022, ndr) – chiosa Braga. “È un intellettuale che sa parlare al popolo, ma volando sempre alto. È un gran piacere lavorare con lui, hai sempre la sensazione di imparare qualcosa, e poi è un grande appassionato di musica e regista di teatro musicale”.

La terza candidata al David è la colonna sonora di Siccità di Paolo Virzì, composta dal pluripremiato Franco Piersanti. “La mia musica su questa scena finale è l’unica davvero armonica, perché finalmente piove” – spiega il musicista dopo la proiezione della clip. “L’avevo scritta per un altro film, ma poi quella volta mi chiesero di farla con la batteria e mi rifiutai. Non è stato per un ripiego che l’ho proposta a Virzì, ma perché era il tema perfetto che si apriva in quella scena. Ho usato 25 archi e il pianoforte, che ho suonato io – continua Piersanti. “Con Virzì avevo già lavorato in Tutta la vita davanti”.

Poi è il turno delle musiche de Il Pataffio di Francesco Lagi, composte da Stefano Bollani. Dopo la clip del film, sullo schermo parte il videomessaggio del compositore, che esegue al piano il tema d’apertura: “Il Pataffio è ambientato in un medioevo immaginario, la mia musica parte come finto-antica, poi diventa tutta un’altra cosa”.

Ultima delle candidate tra le soundtrack è quella ‘incriminata’, firmata da Daniel Norgren per Le otto montagne di Charlotte Vandermeersh eFelix Van Groeningen. “È semplicemente doveroso dirlo,” – precisa Pivio – “noi come associazione abbiamo fatto una verifica e qui non ci sono musiche originali se non in minima parte, bensì canzoni già esistenti di Norgren, quindi per noi quella de Le otto montagne non doveva essere una candidatura”.

L’evento continua con la presentazione delle cinque opere che concorrono al David di Donatello 2023 per la miglior canzone originale: Se mi vuoi di Diodato, per Diabolik. Ginko all’attacco! di Manetti Bros; Culi culagni composta da Stefano Bollani e Luigi Malerba e interpretata da Stefano Bollani per Il Pataffio di Francesco Lagi; Proiettili di Joan Thiele, Elisa Toffoli, Emanuele Triglia ed Elodie, interpretata da Elodie e Joan Thiele per Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa; Caro amore lontanissimo composta da Sergio Endrigo e Riccardo Sinigallia e interpretata da Marco Mengoni per Il Colibrì di Francesca Archibugi… e, gran finale, La palude di Niccolò Falsetti, Giacomo Pieri, Alessio Ricciotti e Francesco Turbanti, interpretata da Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti e Matteo Creatini per Margini di Niccolò Falsetti, la canzone della band ‘hard core punk’ di Grosseto protagonista del film: “La musica punk è la ragione di vita di queste persone, volevamo che quella sentita dal pubblico fosse essere sempre quella che sentono i personaggi del film” spiega Falsetti a Pivio, che gli chiede cosa ci sarà da aspettarsi dalla loro presenza ‘colorita’ alla serata finale del David. “La lotta di classe ovviamente – risponde ridendo il compositore-regista. “Ma stavolta staremo buoni, belli e vestiti bene, per salutare le nostre mamme a casa”.

L’Associazione Compositori Musica per Film rappresenta la quasi totalità dei compositori italiani che lavorano per cinema, televisione e videogiochi. Nata nel 2017 con la presidenza onoraria di Ennio Morricone, ha tra i suoi soci onorari nomi autorevoli come i premi Oscar italiani Nicola Piovani e Dario Marianelli, e sta suscitando grande interesse anche all’estero, con l’adesione di musicisti importanti, come Charles Bernstein, Hans Zimmer, Michael Nyman e Roger Waters. Ecco qualche dato statistico che riguarda l’attività degli iscritti ACMF: ad oggi sono circa 3400 le colonne sonore composte dai suoi membri, tra cui 5 Oscar, 27 David di Donatello, 31 Nastri d’Argento, 11 Globi d’Oro, 7 Ciak d’oro, 6 British Academy Film Awards, 4 European Film Awards, 3 Golden Globe e 2 Grammy.

 

 

 

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gp
,
19 Aprile 2023

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