Massimo Recalcati: il limite del Sé

Secondo appuntamento, nello spazio conferenze dell’Italian Pavilion, con Lido Philo, con l’intervento dello psicanalista sul tema del confine del Sé


VENEZIA – Ieri si è tenuta nello spazio conferenze dell’Italian Pavilion la seconda conferenza di Lido Philo, con l’intervento dello psicanalista Massimo Recalcati . “Il confine del Sé è la barriera che separa l’interno dall’esterno?” da Freud in poi il confine diviene ciò che separa l’inconscio dal subconscio ovvero il conosciuto dall’uomo nero, cioè l’inconscio del desiderio, vale a dire ciò di cui non abbiamo padronanza. “Il Sé – continua Recalcati – è costituito al suo interno dal limite fra Io e inconscio. Il confine interno, a sua volta, può essere esperito come muro o come intercapedine porosa che consenta l’accesso del desiderio inconscio al suo riconoscimento. La malattia, continua Recalcati, ha origine da un’esperienza di blocco comunicativo tra le due dimensioni del Sé. A livello politico si riproduce la stessa dinamica: l’irrigidimento immunitario all’Altro esterno e all’Altro interno, produce derive patologiche come il panico nel sistema. L’esempio classico è quello del rapporto fra Occidente ed emigrazione.

Oggi alle 17,30 all’Italian Pavilion Franco Berardi Bifo interverrà sull’architettura del Sé.

Venezia 73

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Microcinema distribuirà ‘The Woman who Left’

Sarà Microcinema a distribuire nelle sale italiane il film Leone d'Oro 2016, The woman who left, nuovo capolavoro di Lav Diaz. La pellicola, che nonostante il massimo riconoscimento al Lido non aveva ancora distribuzione e che si temeva restasse appannaggio soltanto dei cinefili che l'hanno apprezzata alla 73esima Mostra di Venezia, sarà quindi visibile a tutti, permettendo così agli spettatori del nostro Paese di ammirare per la prima volta un'opera del maestro filippino sul grande schermo

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Future Film Festival Digital Award 2016 a Arrival

Il film di Denis Villeneuve segnalato dalla giuria di critici e giornalisti come il migliore per l'uso degli effetti speciali. Una menzione è andata a Voyage of Time di Terrence Malick per l'uso del digitale originale e privo di referenti

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Barbera: “Liberami? E’ come l’Esorcista, ma senza effetti speciali”

Il direttore della Mostra commenta i premi della 73ma edizione. In una stagione non felice per il cinema italiano, si conferma la vitalità del documentario con il premio di Orizzonti a Liberami. E sulla durata monstre del Leone d'oro The Woman Who Left: "Vorrà dire che si andrà a cercare il suo pubblico sulle piattaforme tv"

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Liberami: allegoria del mondo moderno

Anche se l’Italia è rimasta a bocca asciutta in termini di premi ‘grossi’, portiamo a casa con soddisfazione il premio Orizzonti a Liberami di Federica Di Giacomo, curiosa indagine antropologica sugli esorcismi nel Sud Italia. Qualcuno ha chiesto al presidente Guédiguian se per caso il fatto di non conoscere l’italiano e non aver colto tutte le sfumature grottesche del film possa aver influenzato il giudizio finale: “Ma io lo parlo l’italiano – risponde il Presidente, in italiano, e poi continua, nella sua lingua – il film è un’allegoria di quello che succede nella nostra società". Mentre su Lav Diaz dice Sam Mendes: "non abbiamo pensato alla distribuzione, solo al film. Speriamo che premiarlo contribuisca a incoraggiare il pubblico"


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