Torna Ponyo, le sette perle da sapere sul capolavoro di Miyazaki

Torna per la seconda stagione al cinema la rassegna Un mondo di sogni animati, distribuita da Lucky Red e dedicata ai capolavori di Hayao Miyazaki. Il film apripista è Ponyo sulla scogliera


Torna per la seconda stagione al cinema la rassegna Un mondo di sogni animati, distribuita da Lucky Red e dedicata ai capolavori di Hayao Miyazaki. Il film apripista è Ponyo sulla scogliera, che torna al cinema esattamente 15 anni dalla prima uscita. Lo si potrà ammirare sul grande schermo dal 6 al 12  luglio.

C’è un solo aggettivo per descrivere questo film d’animazione: “magico”. Miyazaki ci regala una poesia per gli occhi, visivamente mozzafiato, emotivamente travolgente sia per adulti che per i bambini. Un inno alla meraviglia che non deve essere censurata dalla ragione. Un atto di fantasia  che non può arenarsi in spiegazioni razionali: racconta di un bambino di 5 anni – Sosuke – che vive in una casa su una scogliera e trova un pesce rosso intrappolato in un barattolo sulla spiaggia. Si tratta di Ponyo.

Liberandola, viene ricompensato da una leccata su un dito che guarisce un taglio. Assaggiando il sangue umano, Ponyo acquisisce la capacità di trasformarsi da pesce a essere umano. È l’inizio di un’amicizia fantastica, in tutti i sensi.

Ponyo sulla scogliera è uno dei rari esempi di film capaci di deliziare figli e genitori seduti accanto. È la forza di una storia che si sposa armoniosamente a una cura del dettaglio e del disegno che è solo di Miyazaki. Un autore generoso come pochi nel distribuire la bellezza di un fotogramma elevato a opera d’arte.

Su tutte la sequenza iniziale che apre il film: un incantevole tableaux vivant che mostra meduse galleggianti e abitanti del fondo che si muovono. È spettacolo puro. Ponyo è al contempo un’acuta riflessione sulla situazione del rapporto tra uomo e ambiente. tra tutte le opere del maestro giapponese è quella che più smaccatamente mostra il suo impegno ecologista.

Mai retorico, mai superficiale. Deciso, ma senza mai ricorrere al grido per far sentire la propria voce. Una perla che andrebbe riscoperta al cinema, suo habitat d’elezione.

E ora curiosi di sapere qualcosa di più sul film? Ecco sette aneddoti per conoscere meglio Ponyo sulla scogliera (1998)

Il film è stato un gran successo. Nel mondo ha incassato più di duecento milioni di dollari nel mondo, anche se va precisato che 165 solo in Giappone.

Negli Stati Uniti l’edizione è stata curata da Disney-Pixar e i dialoghi adattati dalla grande sceneggiatrice Melissa Mathison, che scrisse E.T. di Spielberg e, per inciso, seconda moglie di Harrison Ford.

Le voci appartengono a un cast stellare: Liam Neeson per Fujimoto, Cate Blanchett è Grandmammare e Matt Damon intepreta Kôichi.

Lo Studio Ghibli ha adottato tecniche tradizionali di animazione (pur con ovvio ricorso al computer in alcune fasi) e per realizzarlo ci sono voluti 170.000 disegni a matita.

Non tutti sanno che Ponyo sulla scogliera ha un’origine editoriale: il film è infatti tratto dal Iya Iya En della scrittrice giapponese Rieko Nakagawa, illustrato da Yuriko Yamawaki.

Le onde del mare per il maestro Miyazaki sono il vero fulcro narrativo della storia, tanto che le ha disegnate lui personalmente.

Ponyo è ispirata alla figlia di tre anni dell’animatore capo del film Katsuya Kondō.

Lo stesso Kondō è stato ripreso preso a modello per il personaggio di Fujimoto, padre di Ponyo.

Citazioni autoreferenziali:

Il padre di Sōsuke lavora su una nave chiamata Koganei Maru. Koganei è la cittadina ad ovest di Tokyo dove si trova lo Studio Ghibli e in una scena, Risa, cantando, cita la sigla iniziale di un amatissimo capolavoro di Miyazaki, Il mio vicino Totoro.

Manlio Castagna
06 Luglio 2023

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