Shakeday, i film da non perdere per l’anniversario del Bardo

Ecco i 7 film imperdibili e da recuperare per lo Shakeday: dal Coriolanus di Ralph Fiennes a Romeo + Juliet di Baz Luhrmann


Il 23 aprile è l’International Shakespeare Day. Non una festa ufficiale, ma in molti Paesi le celebrazioni sono vive eccome e lo sono anche su CinecittàNews!

La data di nascita di William Shakespeare non è mai stata registrata ufficialmente perché non si usava farlo nel XVI secolo. Tuttavia si considera proprio il 23 aprile (1564). Inoltre, per capriccio della cabala o per onorare il Bardo di Stratford upon Avon con un divertissement drammatico, il destino volle che morisse nella stessa data, cioè il 23 aprile 1616.

Quale occasione più propizia per recuperare i film tratti dalle sue opere? A distanza di oltre 400 anni, infatti, Shakespeare sembra essere lo “sceneggiatore cinematografico” più prolifico di sempre. Saccheggiato, rimaneggiato, omaggiato, declinato in mille forme: il forziere delle sue commedie e delle sue tragedie è un pozzo senza fondo per i produttori in cerca di storie che resistono agli scuotimenti del tempo e le sue opere continueranno a essere adattate, reimmaginate e sviscerate su schermi grandi e piccoli finché si continuerà a fare cinema.

Dalle opere di Shakespeare sono stati tratti centinaia di film, fin dagli albori del cinema, prima ancora che le persone potessero parlare su uno schermo. Il primo film sonoro shakespeariano fu La bisbetica domata nel 1929, con Mary Pickford e Douglas Fairbanks.

La scelta di cosa vedere è difficile. In questo elenco vi proponiamo un mix tra gioielli sepolti, un po’ sotto traccia e adattamenti straordinari, sempre in grado di trasformare le opere del Bardo in qualcosa di speciale sul grande schermo.

Sono tutti film che utilizzano i veri dialoghi di Shakespeare, poiché la splendida poesia e la prosa sono fondamentali per la sua eredità. Ciò significa niente West Side Story, niente Ran, niente Re Leone o qualsiasi altro film che prenda ispirazione per poi stravolgere.

Ecco i 7 film imperdibili e da recuperare per lo Shakeday.

CORIOLANUS (2011) Quando Ralph Fiennes ha scelto per il suo debutto alla regia Coriolanus è stata una gran sorpresa: un’opera mai adattata prima per il grande schermo. Fiennes interpreta il personaggio principale, un generale romano eletto alla carica con aperto disprezzo per il pubblico. Lui e lo sceneggiatore John Logan trapiantano l’opera ai giorni nostri, girando a Belgrado al posto di Roma. Un film incredibilmente sottovalutato al botteghino, un assoluto gioiello reso splendente dalle performance di grandi personalità come Gerard Butler, Brian Cox, Vanessa Redgrave e Jessica Chastain. Un film capace di portare sullo schermo una visione moderna e metaforica dei politici, dei media e della guerra. Riscopritelo, non ve ne pentirete.

RE LEAR (1971) di Peter Brook Il Re Lear di Peter Brook è forse il più cupo adattamento cinematografico di un’opera di Shakespeare. Come il protagonista, Paul Scofield alle prese con uno dei personaggi più difficili del drammaturgo, il film è freddo e duro, girato in una Danimarca coperta di neve, che fa sentire il bisogno di infagottarsi in una coperta. Il Lear di Scofield riesce a trovare il perfetto equilibrio tra mostruosità ed empatia senza sembrare due personaggi diversi, e non cade mai nella trappola di cercare di fare troppo. Non facile da rintracciare, ma se riuscite a trovarlo avrete tra le mani un capolavoro assoluto.

AMLETO (1996) di Kenneth Branagh Non c’è William Shakespeare senza Kenneth Branagh. È lui che ha ridato al Bardo una nuova popolarità e riportato le masse a interessarsi alle sue storie. Il suo più grande successo, e uno dei più grandi degli ultimi 30 anni, è il suo Amleto. Branagh per questo film sceglie di non scegliere, cioè non taglia nulla della tragedia originale. Non una sola parola dall’Amleto di Shakespeare è tenuta fuori da questa epopea di quasi quattro ore girata in un magnificente 70 mm. L’ambizione è enorme come la durata del film.  In questi tempi di ristrettezze economiche e di vedute che sta attraversando il cinema, le possibilità che un film del genere venga mai più realizzato sono davvero scarse. Da vedere, anche solo per questo (oltre che per un cast tra cui spiccano Kate Winslet, Julie Christie e il mai abbastanza compianto Robin Williams).

TITUS (1999) di Julie Taymor Impressionante questa opera prima dell’artista Julie Taymor che ha concettualizzato l’opera in un luogo fuori dal tempo. Gli abiti tradizionali romani convivono con stupore accanto alle motociclette. Le parole di Shakespeare si integrano alla perfezione in un corpo cinematografico d’avanguardia. Il paesaggio sonoro allestito da Elliot Goldenthal incorpora generi che vanno dalla classica all’elettronica fino all’alt-rock: sorprendente! E poi c’è un Anthony Hopkins in stato di grazia che ci offre una tra le sue migliori interpretazioni in assoluto. Guardate Titus (anche questo non facilissimo da trovare). È audace, sanguinoso e bellissimo.

MACBETH (1971) di Roman Polanski Uno dei più grandi film su Shakespeare è stato diretto da Roman Polanski. Non c’è alcun dubbio. Un Macbeth così coinvolgente che qualsiasi nuovo adattamento faticherà ad eguagliarlo, compreso il recente La tragedia di Macbeth di Joel Coen. Polanski diresse Macbeth subito dopo l’omicidio della moglie Sharon Tate, e la crudezza della vita e la barbarie della violenza hanno intriso ogni singolo fotogramma del film. Macbeth è un’opera vibrante ed emozionante sulla morte, la disperazione e la follia. Non presenta un cast pieno di nomi altisonanti, ma gli attori, guidati da Jon Finch e Francesca Annis, scavano in profondità e offrono interpretazioni elettriche e senza compromessi.

FALSTAFF (1965) di Orson Welles Per chi è il creatore di Quarto Potere l’asticella da superare è così alta che tutto ciò che viene dopo appare più piccolo. Eppure con Falstaff, il genio di Kenosha ci va terribilmente vicino. Innanzitutto fa qualcosa di unico: prende l’Enrico IV parte 1 e 2, pezzi di Riccardo II, Enrico V e Le allegre comari di Windsor, e li filtra tutti attraverso il personaggio di Sir John Falstaff. E ci regala una bellissima storia di amicizia, tradimento e dovere vista con gli occhi di un personaggio secondario. La scarsità di finanziamenti e il poco tempo a disposizione costrinsero Welles a reinventare in maniera piuttosto drastica il modo in cui dirigeva i film, e lo stile frenetico e immediato di Chimes at Midnight (questo il titolo originale) sembra estremamente contemporaneo.

ROMEO + JULIET (1996) I Montecchi e i Capuleti sono famiglie mafiose rivali nella California contemporanea, e i ragazzi innamorati della tragedia sono interpretati da una coppia di giovani attori luccicanti e “bucaschermo”: Leonardo DiCaprio (prima di Titanic) e Claire Danes. Il tagliente e barocco adattamento di Baz Luhrmann di Romeo e Giulietta è un “cult” che ha avvicinato milioni di giovani alla più famosa opera di Shakespeare. 

Pur con una dose massiccia di trasfusioni di contemporaneità nella storia, come pistole e auto sportive, il regista australiano si attiene religiosamente al testo del Bardo, compresi i dialoghi elisabettiani, il che, a distanza di quasi trent’anni dall’uscita, permette al film di commuovere il pubblico con la stessa intensità di qualsiasi produzione tradizionale della tragedia sul palcoscenico. E non dimentichiamo che Luhrmann e il suo team hanno anche realizzato una delle migliori colonne sonore pop della storia del cinema.

Manlio Castagna
23 Aprile 2023

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