RAI, Ammirati: “Sull’AI Italia in ritardo, anche qui subiremo il contraccolpo”

Nella sessione dell'AVP Summit dedicata alle produzioni RAI Fiction e RAI Cinema, ​Maria Pia Ammirati e ​Paolo Del Brocco si sono confrontati sulla collisione tra film e serie e il futuro del settore


Come nei migliori montaggi cinematografici, è una provocazione dal panel precedente a dare il La all’incontro dedicato alle produzioni RAI ospitato nella prima giornata dell’AVP Summit. Sul palco, Maria Pia Ammirati, Direttrice di RAI Fiction, e l’Amministratore Delegato di RAI Cinema Paolo Del Brocco. “In due hanno il budget di una sola serie americana”, aveva dichiarato pochi minuti prima dell’incontro il fondatore di Eliseo Entertainment Luca Barbareschi. “Se fosse vero saremo più bravi di loro” ha scherzato Del Brocco approfondendo il tema.

Come sottolinea Ammirati durante il suo intervento, i costi stanno crescendo  e si investe di più. “Pure troppo dal mio punto di vista, drogando il sistema e costringendoci a fare i conti con budget non sostenibili”. Se è vero che i budget dei grandi film americani sono cresciuti a dismisura, lo stesso vale, ed è ormai modello, per le Serie TV. “Un mondo che sta iniziando anche a scricchiolare perché non si hanno risorse infinite e le serie iniziano a costare”. RAI Fiction separa in due le proprie produzioni: da un lato i progetti domestici, pensati per l’Italia e il suo pubblico (“siamo ai venti anni di Don Matteo), dall’altra i titoli che travalicano i confini, come Doc: primo titolo venduto e adattato all’estero.

I punti di contatto tra TV e Cinema sono ormai evidenti e non riguardano solo i budget in crescita ma un vero scambio di maestranze e competenze che sfumano sempre più le distanze tra i due prodotti. La mente corre a Esterno Notte, film-serie di Bellocchio premiata, acclamata, vista in sala e poi in tv (3,5 milioni di spettatori nelle due serate di programmazione televisiva). “Questo è il nuovo mondo: e che mondo è? Un mondo che va a pubblici molto diversi”. E il più difficile in assoluto è quello dei giovani. “Lo inseguiamo costantemente e l’esempio più importante è Mare Fuori”. La serie dei record ha registrato 200 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma Rai Play (“un vero caso di studio”) ed è stata acquistata in oltre 40 paesi. 

Da quando è venuto meno il “Modello Silva” negli anni ’90, cinema e tv in RAI seguono iter e organizzazioni diverse. Una distanza che, in parte, fa capolino anche nel pensiero dei due responsabili. Del Brocco non è convinto infatti che oggi i due mondi, all’epoca dello streaming, collidano come si tende a raccontare. Anzi. “Alcune serie hanno raggiunto livelli estetici importanti, ma sembrano scritte da un bambino”. Il problema nasce dalla necessità delle piattaforme di appiattire i contenuti e venderli a 190 paesi differenti (“come dice Moretti”). Il risultato? “il cinema delle piattaforme è brutto”. Svanisce, spiega Del Brocco, diventa parte di un unicum in un catalogo infinito e alla fine “non si crea star system o identità”. I film cambiano valore, “sono strumenti di marketing per aumentare gli abbonati” e perdono l’unicità in seno alla sala. “Qui abbiamo un problema enorme che è lo sfruttamento dopo i cinema, che sta scomparendo in virtù di problemi economici che non fa più acquistare alle piattaforme il nostro cinema e da più di un anno ci manca un pezzo importante del conto economico della nostra industria”. La previsione è delle peggiori: “non potremo sostenere così tanti film senza quel pezzo della filiera e se prima i film medi-piccoli trovavano uno sfruttamento sulla piattaforma, ora non trovano né la sala né la tv”. Alla fine, i film diventano invisibili. “Per chi li facciamo?”.

Sull’Intelligenza Artificiale, Ammirati e Del Brocco condividono fascinazione e paura, come tutti. “Noi siamo in ritardo sul mondo americano e le discussioni in atto sul tema, centrali lì, arriveranno qui tra qualche anno”. Il riferimento è ovviamente alle posizioni dello sciopero di autori e sceneggiatori, mosse anche dalla necessità di normare uno strumento che potrebbe cambiare tutto. “Parliamo di macchine che possono sostituire molti elementi, ma per ora non possono replicare il caos e l’empatia umana”. Per ora. “Le battute di una comedy fatta con l’intelligenza artificiale manca di sfumature: oggi la macchina scrive abbastanza bene, ma senza colore”. Più inquietato è Del Brocco (“dal punto di vista di un boomer è preoccupante”), che però riporta al pubblico la recente sperimentazione RAI con un Avatar creato in AI e presentato sulle principali piattaforme social dell’azienda in collaborazione con Scuola Holden. “Vanno capite possibilità e rischi – prosegue chiudendo in battuta – non so dove andremo ma magari almeno sarà l’avatar a parlare ai produttori al posto mio”.

Di Alessandro Cavaggioni

Alessandro Cavaggioni
20 Luglio 2023

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