Il convegno di “Box Office” apre Ciné 2023 con la senatrice Borgonzoni e Vittoria Puccini per UNITA

È ormai un appuntamento tradizionale a Riccione, un incontro della rivista in collaborazione con ANICA e ANEC: nel parterre anche Paolo Del Brocco, Mario Lorini, Luigi Lonigro


RICCIONE – Le Giornate di Cinema di Riccione hanno aperto la prima giornata di lavori con un appuntamento che è ormai tradizione, il convegno a cura della rivista “Box Office”, in collaborazione con ANICA e ANEC.

Tema dell’incontro: “Cinema italiano, è vera Revolution?”, domanda che naturalmente strizza l’occhio alla campagna MiC in corso, Cinema Revolution appunto.

Il convegno apre il sipario con Massimo Proietti, CDA Cinetel, che presenta alcuni dati sul ritorno del pubblico in sala, secondo profilazione di Cinexpert – primo semestre 2023.

La fotografia dei dati Cinetel dei primi 6 mesi dell’anno in corso dice che gli ingressi al cinema hanno raggiunto 31milioni e 600mila presenze: +56% rispetto al 2022. I primi tre mesi riflettono un continuum dell’anno precedente, poi da inizio aprile c’è stata un’accentuata inversione di tendenza con +21,4% a giugno, un dato performante, proprio del mercato pre pandemia. Proietti fa un confronto con la Francia, che vale circa tre volte tanto il nostro mercato, ma ciascuno ha sue caratteristiche, a parità di film usciti.

C’è poi un dato qualitativo interessante: grande parte del recupero della % del pubblico in sala è dovuto al contribuito del pubblico femminile: +80% (maschi +39%). Proietti illustra poi uno spaccato del pubblico per fasce di età: gli over 50 è il pubblico che più fortemente è tornato al cinema nel primo semestre: +10% (Francia +37%), con una piccola crescita dall’anno scorso. Per il pubblico under 25 si registrano: fascia 3-14 anni +13%, fascia 15-24 anni +21%.

Il prodotto italiano medio è adulto, il pubblico medio ha più di 50 anni: fascia 50-59 anni corrisponde al 19%, fascia 60+ corrisponde ad un altro 19% (tot.38%; in Francia 58%).

Ancora, viene mostrata una Top Movie Map, da cui si evince che i film italiani siano scelti da donne e da over 25: si distingue un “target Favino”, da Nostalgia a La prima notte di Amore. 

Il primo intervento al convegno è poi affidato alla senatrice Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al MiC: “Non può essere messa in campo una sola cosa, ma Cinema Revolution è stato fatto anzitutto per supportare le sale, offrendo prodotti che possano far salire i numeri delle sale. E i dati dicono che a giugno siamo riusciti a portare un po’ più di persone in sala, poi naturalmente la strada è ancora lunga. C’è comunque un trend di crescita che ci fa sperare per luglio e agosto. Il prossimo anno lo ripeteremo, convinti ci saranno molti più film italiani. Noi poi faremo anche un grande lavoro sul tax credit, sulla produzione: c’è un incontro il 10 luglio; lo scopo del lavoro è sempre la qualità, nella difficoltà di non penalizzare i produttori più piccoli; questo perché la qualità chiama in sala più persone. La sperimentazione dei generi – lo dice La prima notte di Amore – è una riflessione a cui invito sempre. Piano piano, tutti insieme, credo riusciremo a recuperare tutti gli spettatori di prima, perché la sala è sempre un’esperienza che le persone desiderano e quindi ringrazio gli esercenti per la resistenza”.

Federica Lucisano, AD di Lucisano Media Group/IIF spiega che “Un produttore indipendente si deve concentrare sulla qualità del prodotto: c’è stato un boom del cinema italiano nel decennio 2006-2016, poi s’è avvertita una stanchezza, per mancanza di ricambio, e poca sperimentazione: con la pandemia la sofferenza del prodotto medio è stata accentuata. Inoltre, bisogna lavorare molto sulla comunicazione: magari, una parte dei soldi, in forma di tax credit, potrebbe essere destinati a creare contenitori di comunicazioni a livello editoriale, perché per ora il prodotto italiano è promosso poco e male. Dobbiamo fare innamorare il pubblico dell’andare al cinema”.

È la volta di Mario Lorini, Presidente ANICA, che risponde alla questione: “Qual è il ruolo dell’ esercente per permettere il successo di un film?”: “Vorrei che tutti avessimo un pizzico in più di realismo, con al centro la sala: l’esercizio ha contribuito in questi tre anni che ci fossero strategie fondamentali, come Cinexpert; l’esercizio è un operatore culturale che deve poter mettere le idee in campo. E spero che anche UNITA sia un tassello ulteriore“.

L’associazione è rappresentata nel convegno da Vittoria Puccini, attrice e presidente, per cui: “È intanto un risultato che anche gli interpreti possano avere una voce: tutte le parti in causa devono poter contribuire nel nome dell’industria. Come Unita abbiamo proposto un incentivo del tax credit per quelle produzioni straniere che vengono da noi e impiegano talent italiani, questo per creare uno star system italiano, qualcosa che andrà a fare bene a tutta l’industria. Le piattaforme in tal senso hanno dato visibilità Internazionale agli attori – da Sabrina Impacciatore a Matilda De Angelis -, quindi è il momento giusto. Inoltre, il sostengo c’è anche con l’incentivare gli incontri con gli interpreti e il pubblico in sala. Ancora, il pubblico è diventato esigente e richiede più qualità: penso al Contratto di categoria e al welfare, perché incentiva il professionismo: garantire a tutti gli interpreti di vivere in maniera dignitosa il mestiere è una garanzia di performance migliore quando si è sul set e questo è sinonimo di maggior qualità, da cui nessun soggetto dell’industria può prescindere. E penso che la sala sia un diritto che ogni cittadino deve proteggere”.

Poi, Luigi Lonigro, Direttore 01 Distribution e Presidente unione editori e distributori ANICA, interviene con un punto di vista sui numeri: “Ci sono stati falsi miti nel tempo che hanno condizionato il mercato, come quello per cui il pubblico non va in sala in estate. Cinetel è un’eccellenza assoluta che ci ha permesso di fare analisi dettagliate; abbiamo avuto un recupero incredibile entro fine giugno, cosa che succede se ci sono ‘i titoli’, la campagna di comunicazione, se siamo competitivi a livello europeo. Siamo stati l’unico territorio al mondo ad avere un sostegno illuminato del MiC, in cui tutta la filiera è stata allineata: siamo il territorio in Europa che ha perso meno sale cinematografiche; la sottosegretaria Borgonzoni è uscita dalla sola politica ed è diventata un ‘uomo di mercato’, capendo e sostenendo i nostri problemi. Ricordo che, a questo proposito, Cinema Revolution è un progetto triennale: un’opportunità per costruirci il nostro futuro. Ci vuole sopratutto comunione d’intenti”.

04 Luglio 2023

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