Cannes oltre il cinema: sciopero, #MeToo, Ucraina e Gaza, Trump, l’AI e la fiamma olimpica

Il conto alla rovescia per l’apertura ufficiale del Festival 2024 è agli sgoccioli e la Croisette – densa di Settima Arte in tutte le sue sfumature – non manca però d’essere anche palco di questioni sociali e d’attualità: i “no comment” del delegato generale Thierry Frémaux


CANNES – “No comment”, è questa la sostanza sulle questioni che non riguardano strettamente il cinema, su cui è stato interpellato il delegato generale Thierry Frémaux nella prima conferenza stampa ufficiale a Cannes 2024, in cui s’è affrancato dalle tematiche non circoscritte alla Settima Arte, provando a scongiurare così che dalle sue parole possano innescarsi dibattiti non strettamente cinematografici: “stiamo cercando di organizzare un festival senza queste polemiche; a Cannes la politica dovrebbe essere solo sullo schermo”.

Però, si sa, il desiderata del DG è complesso da eludere, perché Cannes è indubbiamente un evento di cinema in tutte le sue sfumature, come giusto che sia, non mancando però di essere anche palco di questioni sociali e d’attualità.

In ordine sparso, gli argomenti tirati in ballo nella conferenza – ma anche intorno al Festival stesso -, sono stati l’incombere della possibilità di sciopero da parte dei lavoratori freelance del cinema francese; il #MeeToo, che tra l’altro ha avuto spunto da un corto in selezione; l’Ucraina e Gaza, dunque la guerra; Donald Trump e in generale l’impatto del Festival sulla politica e – ai bordi delle principali aree cinematografiche della Croisette – l’Intelligenza Artificiale e l’arrivo della fiamma olimpica sul red carpet.

SCIOPERO

Non è affatto certo che la questione dello sciopero dei freelance del cinema francese sia chiusa (prima ancora di cominciare), perché è abbastanza febbrile l’allarme che la categoria sta lanciando da tempo sulla sostanza precaria del proprio mestiere, e naturalmente Cannes sarebbe un megafono mondiale per far riecheggiare il proprio grido che – per esempio – denuncia, per la maggior parte di loro, il non essere coperti dal programma di assicurazione contro la disoccupazione. Ma Frémaux non ha raccolto gli sproni sul tema, se non dichiarando un diplomatico: “speriamo i negoziati abbiano successo. Tutti vogliono evitare uno sciopero”. Comunque, domenica 12 maggio, i membri del collettivo Sous les écrans la dèche, hanno trasformato un incontro informale – il cocktail di benvenuto dei lavoratori del Festival – in una manifestazione spontanea, applaudendo i rappresentanti del gruppo, che ha chiesto l’astensione dal lavoro freelance per difendere i diritti dei precari sulla Croisette: Sous les écrans ha distribuito gadget e adesivi, per mostrare solidarietà con le richieste. Uno sciopero, dunque, fermerà il Festival di Cannes?

#METOO

Era l’ottobre 2017 quando #MeToo si cominciava a diffondere in modo virale e proprio Cannes 2018 aveva offerto la sua Montées des Marches come momento simbolo, tutto al femminile, per un tappeto rosso prima, e uno scatto fotografico poi, diventati simbolici per il movimento: a braccetto 82 stelle del cinema mondiale procedevano sul tappeto rosso, con Cate Blanchett e Agnès Varda capofila, insieme a Claudia Cardinale, Kristen Stewart o Marion Cotillard, chiedendo la parità di retribuzione, durante il primo Cannes post-Weinstein. Nell’imminenza del debutto della 77ma edizione del Festival, l’ombra del #MeeToo si riaffaccia perché “Le Figaro” lo scorso 5 maggio ha reso nota l’esistenza di una lista nera di 10 uomini famosi del cinema, che potrebbe provocare un terremoto: si tratterebbe di nomi di persone accusate di violenza sessuale e potrebbe essere rivelata durante il tappeto della cerimonia di apertura.  Lo spunto per il tema, durante la conferenza, l’ha offerto però proprio il cinema puro, ovvero Moi Aussi, cortometraggio della regista e attivista Judith Godrèche, film di apertura di Un certain Regard. Il “no comment” del Delegato Generale qui ha preso le sembianze di un’interlocuzione discorsiva dedicata più alle questioni tecniche dell’opera che dell’argomento. È stato chiesto al DG se il Festival abbia assoldato un team dedicato per la gestione di possibili accuse #MeToo contro i registi presenti a Cannes: Frémaux ha risposto di non poter commentare.

UCRAINA E GAZA

Il mondo non è in guerra in senso strettamente globale, ma indubbiamente l’Ucraina e Gaza sono terreni di scontro che chiamano in causa l’attenzione, la politica, l’allarme, la solidarietà, il dibattito internazionali, ma… non per Thierry Frémaux, che dal vivo schiva anche la questione bellica corrente. Però, tra le Proiezioni Speciali e la Cinéfondation, ecco due “risposte” a tema, con la selezione di The Invasion di Serhij Loznycja, documentario di co-produzione Ucraina e Paesi Bassi; e di The Deer’s Tooth di Saif Hammash, film di produzione palestinese. 10 anni dopo l’uscita del suo Maidan, Loznitsa continua le cronache ucraine e realizza un doc sulla lotta del suo Paese contro l’invasione russa. Girato nell’arco di due anni, il film racconta la vita della popolazione civile in tutta l’Ucraina e presenta una dichiarazione unica e definitiva della resilienza ucraina di fronte a un’invasione barbarica. Nella seconda parte del suo dittico ucraino, l’autore dipinge una tela monumentale di una Nazione determinata a difendere il proprio diritto all’esistenza. Mentre il film di Hammash è la storia di un giovane in un campo profughi, che intraprende un viaggio pericoloso per esaudire il desiderio del suo fratellino: gettare in mare il suo dente da latte.

DONALD TRUMP E LA POLITICA

“Quale impatto politico potrebbe avere un Festival?” s’è chiesto apertamente Frémaux e, parlando di The apprentice di Ali Abassi, dunque di una possibile vittoria di Donald Trump alle prossime elezioni statunitensi, il DG ha affermato che probabilmente non inciderà sulle votazioni americane: “quando abbiamo assegnato la Palma d’Oro a Michael Moore per Fahrenheit 9/11, ha avuto un impatto sulla rielezione di George Bush? No”. Però, a proposito del rapporto possibile tra Festival e politica, è delle ultime ore la notizia conferma che Mohammad Rasoulof – regista The seed of the sacred fig – sia riuscito a lasciare l’Iran illegalmente, come ha annunciato su Instagram, sfuggendo così alla condanna a otto anni di carcere e alla fustigazione, confermata l’8 maggio scorso da un tribunale di Teheran. L’autore iraniano sarà presente alla presentazione del suo film in Concorso, venerdì 24 maggio?

AI- INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Se l’Intelligenza Artificiale è indubbiamente il buio e la luce, il “sacro” e il “profano”, anche per la creazione cinematografica, a Cannes non manca questa opportunità tecnologica ma… non sul grande schermo, quanto più usando la manifestazione cinematografica come terreno di prova: infatti, le telecamere programmate secondo l’AI vengono testate al Festival prima che alle imminenti Olimpiadi di Parigi 2024 (26 luglio-11 agosto). Una sicurezza all’avanguardia? Questo è l’intento dell’implementazione dell’intelligenza artificiale, che ha scelto Cannes come banco di potenziali applicazioni ai giochi olimpici che si terranno tra un paio di mesi. 40.000 circa sono i partecipanti stimati sulla Costa Azzurra fino al 25 maggio: il municipio di Cannes ha ottenuto il permesso dell’utilizzo della tecnologia grazie alle modifiche delle leggi sulla sorveglianza, introdotte per le Olimpiadi; il sindaco David Lisnard ha dichiarato che la città ha già la “rete di protezione video più fitta della Francia”, con 884 telecamere, una ogni 84 residenti. Insomma, il 77mo Festival di Cannes sarà “osservato” per la prima volta  da 17 telecamere di videosorveglianza dotate di AI, un sistema destinato a individuare “eventi anomali’. Come riportato da “Il Sole 24 ORE”, il direttore della polizia municipale della località sulla Costa Azzurra, Yves Daros, ha spiegato che: “le telecamere si trovano nei pressi dei palazzi del Festival. Si tratta di un’intelligenza artificiale sperimentale, Cannes fa da precursore, siamo i primi a testarla, permetterà agli operatori del Centro di protezione urbana, il centro di telecamere più denso della Francia, di avere un aiuto tramite l’intelligenza artificiale, che permette di essere informati in tempo reale”. Non c’è rilevamento biometrico, tiene a precisare il Capo dei Vigili, è una sorta di “algoritmo degli eventi insoliti”.

LA FIAMMA OLIMPICA

La fiamma olimpica destinata a Parigi 2024 salirà la Montée des Marches. Come una star del cinema, anche la Fiamma è annunciata ospite sulla Croisette, il 21 maggio, lo ha annunciato l’organizzazione. L’atleta paralimpico francese Arnaud Assoumani porterà la fiaccola. Tony Estanguet, Marie-José Pérec, Thierry Rey, Iliana Rupert, Marie Patouillet, Nélia Barbosa, Alexis Hanquiquant, Christine Caron e Brahim Asloum accompagneranno Assoumi nella salita. La fiamma olimpica tornerà poi a Cannes il 18 giugno, in occasione del tour francese organizzato come anticipazione della competizione parigina. La Fiamma però non arriva senza cinema, infatti per l’occasione verrà proiettato in anteprima il documentario di Mickaël Gamrasni, Olympiques! La France des Jeux. “E’ una gioia accogliere così tante stelle olimpiche”, hanno affermato Iris Knobloch, presidente del Festival di Cannes, e Thierry Frémaux. “Non vediamo l’ora di continuare a scrivere la grande Storia tra lo sport e la Settima Arte, e di immergerci con tanto fervore quanta felicità in un secolo di partecipazione ai Giochi Olimpici, che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra memoria collettiva”. Nel film, prodotto da France Télévisions, tre generazioni di atleti francesi spiegano perché il Paese abbia un rapporto così speciale con i Giochi.

14 Maggio 2024

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