L’ottimismo di Greta Gerwig: “Stiamo andando nella giusta direzione”

La conferenza della giuria del 77° Festival di Cannes, presieduta dalla regista di 'Barbie', è stata caratterizzata da tematiche delicate come la questione #MeToo, il ruolo delle donne nel cinema, gli scioperi e la guerra


CANNES – “Cerco di approcciarmi a ogni film con la mente e il cuore aperto”. A Greta Gerwig, presidente della Giuria del 77° Festival del Cinema di Cannes, è toccato l’onere di rispondere alle domande più delicate che, inevitabilmente, sono fiottate nel consueto incontro con la stampa che dà formalmente il via alla prestigiosa kermesse francese. Come era prevedibile, infatti, le tensioni politiche che agitano il mondo hanno un diretto impatto su Cannes, orientando il dibattito e influenzando il lavoro della giuria.

La regista del fenomeno mondiale chiamato Barbie si è espressa in particolare sul movimento #MeToo, che dopo la prima esplosione a Hollywood ha lasciato strascichi e cambiamenti in tutto il mondo, in particolare in Francia, dove si teme un possibile nuovo terremoto a causa di una vociferata “lista nera” contenente 10 nomi celebri del cinema transalpino. “Penso che sia una cosa positiva che le persone che lavorano nel mondo del cinema cerchino di raccontare storie e di cambiare le cose. Ho visto cambiamenti sostanziali nella comunità cinematografica americana e penso che sia importante continuare ad approfondire quella conversazione. – ha dichiarato Gerwig – Penso che ci stiamo muovendo nella direzione corretta. È un processo in continua evoluzione, sui cui dobbiamo lavorare tutti assieme per capire come vogliamo trasformare la nostra industria cinematografica. Uno degli aspetti positivi del movimento è stato l’ascesa dei coordinatori dell’intimità che ora vengono integrati nei film. Lo considero allo stesso modo di un coordinatore degli stuntman o di un coordinatore dei combattimenti. È un’arte, si tratta di costruire un ambiente sicuro”.

C’è poi la questione relativa agli scioperi dei lavoratori precari che hanno minacciato di compromettere la serata d’apertura del festival: “Sicuramente sostengo i movimenti sindacali. – rivela la regista – Ne abbiamo già parlato con i nostri sindacati. Spero che i festival e i lavoratori possano stringere un accordo che sia positivo per loro e che sostenga il festival. È importante che le persone abbiano protezione e un salario dignitoso”.

A chi sottolinea una scarsa rappresentanza di registe donne nella competizione di quest’anno, risponde senza allarmismi. “Sono onorata di essere presidente di giuria 10 anni dopo Jane Campion. Nel periodo in cui ho lavorato nella creazione di film, le cose sono cambiate molto e sono molto migliorate. Il processo non è ancora concluso, ma certamente ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Ogni anno sono felice di vedere sempre più donne che vengono rappresentate. 15 anni fa non avrei potuto immaginare che così tante registe sarebbero state presenti nei festival e nella distribuzione internazionale. Sono fiduciosa che questo processo continui”.

Per quanto riguarda l’argomento guerra, mai così attuale, è intervenuto l’attore italiano Pierfrancesco Favino, che ha fin da subito stuzzicato la curiosità della stampa accennando all’importanza di “trovare spazi liberi dove condividere e discutere idee riguardo al cinema”. “Penso che una delle cose più pacifiche che possiamo fare sia ricercare la bellezza. – ha dichiarato – Penso che i film possano parlare alle persone ed è per questo che sono un attore. Ricordare che c’è bellezza nel mondo, è una delle poche cose che noi artisti del cinema possiamo fare per dire che c’è un significato nel nostro lavoro. Per questo non mi sento in colpa di essere qui. Perché se cerchiamo la bellezza, allora potremmo cercare la pace e le cose belle della vita”.

“Avere l’opportunità di guardare i film degli incredibili registi che sono in selezione, condividerli con queste persone, scambiarci le idee, imparare l’uno dall’altro, credo che sia uno dei più grandi doni che potessi ricevere”. Ha concluso l’attore, facendo riferimento al prestigioso gruppo di artisti che lo accompagnano nella responsabilità di assegnare la 77ma Palma d’oro. Troviamo la popolare attrice francese Eva Green, star di film come The Dreamers, Le crociate, Casino Royale e recentemente protagonista della saga I tre moschettieri, la regista e sceneggiatrice libanese Nadine Labaki, candidata all’Oscar con Cafarnao, il regista e sceneggiatore spagnolo Juan Antonio Bayona, candidato all’Oscar con La società della neve, il regista giapponese Kore-eda Hirokazu, Palma d’oro con Un affare di famiglia, la sceneggiatrice turca Ebru Ceylan, l’attore e produttore francese Omar Sy, star di Quasi amici, Jurassic World e della serie Lupin e l’attrice Lily Gladstone.

“Pensavo di avere finalmente superato la mia sindrome dell’impostore e ora devo ricominciare tutto daccapo!”. Ha scherzato l’attrice candidata all’Oscar per la sua interpretazione in Killers of the Flower Moon, sottolineando l’importanza di un ruolo, quello di giurata, che tra meno di due settimane – con l’assegnazione della Palma d’oro – contribuirà a “cambiare la vita di un artista”.

14 Maggio 2024

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