Il regista Yves Boisset è morto a 86 anni nella clinica franco-britannica di Levallois-Perret, a pochi minuti da Parigi, dopo alcuni giorni di ricovero. Il cineasta parigino, che si vantava di esser stato “l’artista più censurato di Francia”, è nato il 14 marzo 1939 e si è ritirato nel 2010, probabilmente scoraggiato dalle pressioni che lo avevano fatto desistere dall’ennesimo progetto di un film di denuncia. Nel 2011 ha affidato le sue memorie a una polemica autobiografia, La vita è una scelta.
Nel 1968 il suo debutto sul grande schermo con L’assassino ha le ore contate, a cui sono seguite tante opere, spesso di stampo poliziesco, come Il caso ‘Venere privata’ (1970); L’uomo venuto da Chicago (1970); Una donna da uccidere (1975); Dupont Lajoie (1975); Un taxi color malva (1977), con Charlotte Rampling, Peter Ustinov, Fred Astaire e Philippe Noiret; Il giudice d’assalto (1977); Alzati spia (1981), con Lino Ventura: Figli di eroi (1981); Il prezzo del pericolo (1983), con Michel Piccoli. E soprattutto il thriller del 1972 L’attentato con Gian Maria Volonté Jean-Louis Trintignant, Michel Piccoli, Jean Seberg, ispirato alla vera storia del politico socialista marocchino Mehdi Ben Barka, sequestrato ed ucciso in circostanze misteriose a Parigi nel 1965.
Dopo essere guarito da un cancro nel 2014, il celebre interprete è deceduto per le complicazioni di una polmonite. Aveva 65 anni
Variety conferma la scomparsa dell'attore, venuto a mancare per un ictus sabato 29 marzo alle Hawaii
Classe 1938, docente alla Sapienza, è stato presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra le tante pubblicazioni libri su Cinecittà, Totò, Pietro Germi, sul neorealismo e l'ultimo su Carlo Ludovico Bragaglia per il Csc
Il regista, premiato con l'Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1986, aveva 94 anni