Addio a Thomas Heise, nei suoi documentari le contraddizioni della Germania

Figlio del filosofo Wolfgang Heise, il regista è morto precocemente a 68 anni, dopo una breve e grave malattia. Ha documentato il passaggio dalla DDR alla riunificazione, catturando l'attenzione della critica nazionale e internazionale


Il regista tedesco Thomas Heise, autore di documentari che hanno messo in luce le contraddizioni della Germania, è morto all’età di 68 anni a Berlino il 29 maggio, per un devastante tumore. Lo ha reso noto la sua famiglia.

Nato il 22 agosto 1955 a Berlino Est, nell’allora Repubblica Democratica Tedesca, era figlio del filosofo marxista della Germania Est Wolfgang Heise (1925-1987), il “Voltaire della Ddr”, un intellettuale sia ufficiale, vicino al regime comunista, che sovversivo, a cui l’ultimo grande film del regista, il monumentale Heimat è uno spazio nel tempo (2019), ha reso omaggio, insieme alla madre, l’accademica Rosemarie Heise, alla loro famiglia e ai suoi illustri amici, gli scrittori Christa Wolf e Heiner Müller.

Heiner Müller ha avuto un ruolo importante nella formazione di Thomas Heise, prima di apparire in molti dei suoi film, tra cui Material (2009), considerato il suo capolavoro: montato a partire da filmati girati dallo stesso Heise trent’anni prima, ricostruisce la sua versione della sequenza storica che ha segnato tutta la vita e il lavoro del regista, ovvero la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989 e la riunificazione tedesca.

Iscritto alla Hochschule für Film und Fernsehen ‘Konrad Wolf’ (1978-83) e discepolo di Heiner Müller, Thomas Heise ha realizzato diversi documentari sulla cultura e sull’apparato burocratico della Germania Est (sin dagli anni Settanta); questi, però, sono stati oggetto di censura fino alla caduta del Muro (si ricordano in particolare Wozu Denn Über Diese Leute Einen Film  del 1980 e Volkspolizei, del 1985).

Tra i registi tedeschi più importanti degli ultimi anni, Heise ha documentato il passaggio dalla Repubblica Democratica Tedesca alla riunificazione, catturando l’attenzione della critica nazionale e internazionale (a partire dal 1989). Grazie a un’attenta analisi politica, sociologica e storiografica, Heise ha messo in luce la complessità e la contraddittorietà di un paese ancora in fase di trasformazione. Tra i lavori più importanti, Vaterland (2002), Mein Bruder – We’ll Meet Again (2005), Kinder – Wie die Zeit Vergeht (2007), Sonnensystem (2011), Die Lage (2012).

 

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gp
,
31 Maggio 2024

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Classe 1938, docente alla Sapienza, è stato presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra le tante pubblicazioni libri su Cinecittà, Totò, Pietro Germi, sul neorealismo e l'ultimo su Carlo Ludovico Bragaglia per il Csc


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