Todd Field potrebbe ritirarsi dal mondo della regia. Rientrato dagli ultimi Academy Awards a mani vuote, nonostante le sei nomination di Tár e lo slancio con cui critica e pubblico erano pronti ad applaudire la sua protagonista Cate Blanchett, scalzata da Michelle Yeoh, ha rifletto sul proprio lavoro in un’intervista a Cinema Scope.
“È una vera sfida realizzare un film di qualsiasi tipo. Non è per deboli di cuore“, ha dichiarato il regista. “Vorrei essere tagliato per cose diverse. Mi serve molto per fare un film, non so se ne farò mai un altro”.
La carriera di Field dietro la macchina da presa potrebbe dunque fermarsi qui, dopo tre film, di cui uno, l’ultimo, acclamato come instant cult. Potrebbe ancora cambiare idea, “spero sia possibile”, ma le ragioni sono profonde e personali: “non è una cosa creativa per me, è davvero una cosa fisica“.
Oltre a Tár, Todd Field ha diretto nel 2001 In the Bedroom e nel 2006 Little Children. Alla Berlinale di febbraio aveva presentato un cortometraggio legato al mondo di Lydia Tár, The Fundraiser, annunciando poi che non sarebbe mai più stato proiettato.
“Non si tratta di non avere nulla da dire. Se fosse bello e facile, filmerei sempre. Faccio pubblicità tutto il tempo, ma questo non mi toglie molto. Mi piacciono le tecniche, la sperimentazione di nuove attrezzature che escono prima, perché sono anche un fanatico tecnico. Ma quelle non sono le mie cose; quegli strumenti tecnici appartengono alle multinazionali. Ma se qualcosa è davvero tuo, e conta davvero, devi dargli tutto. E man mano che invecchi, ti rendi conto di quanto sia prezioso il tempo. Non ho più vent’anni o trenta — Avrò presto 60 anni. Inizi a pensare a queste cose.”
Una cosa di certo non cambierà: Todd Field continuerà a scrivere. “Assieme a Jonathan Franzen abbiamo composto 1200 pagine in sei mesi, è stato emozionate. La parte di scrittura, ogni giorno, non cambierà”. Proprio la sceneggiatura di Tár, oltre che l’interpretazione di Cate Blanchett, era stata applaudita e accolta con grande entusiasmo.
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