‘Senza sangue’: in sala il film di Angelina Jolie tratto da Baricco e girato a Cinecittà

Le riprese si sono svolte in Italia nell’estate del 2022, tra Puglia, Basilicata e Roma, con la produzione di Fremantle, Jolie Productions, The Apartment Pictures e De Maio Entertainment


Senza sangue, il film diretto da Angelina Jolie, arriverà nelle sale italiane il 10 aprile, con Vision Distribution, dopo essere stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival lo scorso settembre e successivamente al Torino Film Festival il 24 novembre 2024.

Ispirato all’omonimo libro di Alessandro Baricco, Senza sangue si muove su coordinate narrative sospese tra allegoria e dramma post-bellico, segnando un nuovo capitolo nella riflessione della regista americana sui temi della guerra e delle sue cicatrici invisibili. Protagonisti sono Salma Hayek e Demián Bichir, rispettivamente nei ruoli di Nina, unica sopravvissuta a una strage compiuta durante un conflitto non meglio identificato, e Tito, uno degli uomini coinvolti nella violenza, che la donna rintraccerà molti anni dopo per un confronto umano e morale.

Le riprese si sono svolte in Italia nell’estate del 2022, tra Puglia, Basilicata e Roma, anche a Cinecittà, con la produzione di Fremantle, Jolie Productions, The Apartment Pictures e De Maio Entertainment. Il legame con il nostro Paese non è solo geografico: Senza sangue nasce infatti da una delle opere più emblematiche della narrativa italiana contemporanea, e lo sguardo registico di Jolie ne conserva l’essenza simbolica e introspettiva.

Parlando del film, Angelina Jolie ha dichiarato a ‘The Wrap’: “Questa storia correggeva i miei punti di vista. È stata una grande esperienza, mi ha aiutata a vedere aspetti del post-conflitto che non avevo considerato. Mi ha insegnato a comprendere la complessità del perdono”.

“Ci sono opere che ti trovano in momenti diversi della vita – ha poi continuato – la maggior parte dei film che ho diretto trattano la guerra e il conflitto, e in un certo senso questo rappresenta un capitolo finale. È il post-conflitto, e ciò che ho amato è che, mentre lo leggevo, pensavo di credere in una cosa, pensavo di volere qualcosa, e poi, man mano che la storia cambiava, mi sono resa conto che stava correggendo il mio punto di vista. Mi stava aiutando a capire qualcosa che non avevo previsto. Non mi capita spesso. Non è facile. Ma credo che sia molto aderente a molte situazioni reali del post-conflitto”.

Un’affermazione che sintetizza bene il cuore del film: non una cronaca di guerra, ma una meditazione sui suoi effetti a lungo termine, sulla memoria e sul perdono.

“Non avevo paura del dialogo – ha commentato invece Hayek – Avevo più paura del fatto che dovevo fare un intero film in cui, ogni giorno che andavo sul set, dovevo scavare così a fondo nella tortura, e affrontare un’intera giornata di lavoro senza che questo potesse venire fuori. Dovevo visitare quei luoghi dove il trauma si annida, si nasconde, ti soffoca e ti fa provare il dolore emotivo più intenso che si possa immaginare, ma non potevo lasciarlo uscire, perché quello era il personaggio. È ciò che lei voleva. Avevo paura di arrivare fin lì”.

La critica si è mostrata divisa. C’è chi ha apprezzato la prova attoriale di Hayek, capace di restituire un personaggio stratificato e ambiguo, e chi ha lamentato una certa freddezza nella regia e una narrazione più concettuale che emotiva. Per ‘The Hollywood Reporter si tratta di una “cauta metafora sulla guerra”, mentre ‘Movieplayer’ la definisce “stilizzata ma distante”. Anche le voci più severe, però, riconoscono al film il coraggio di voler affrontare il trauma senza cercare soluzioni facili.

Senza sangue si inserisce così nel percorso registico di Angelina Jolie come un’opera matura e riflessiva: meno bellica di In the Land of Blood and Honey, più intima di Unbroken, e forse più filosofica di entrambe. Un film che non pretende di spiegare, ma di osservare. E, se possibile, di comprendere.

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25 Marzo 2025

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