L’istrionico Sergio Castellitto compie 70 anni, una carriera di successi tra cinema, teatro e tv

Per celebrare il suo compleanno, ripercorriamo i momenti cruciali del percorso artistico di uno degli attori e registi più significativi del cinema italiano, amato anche in Francia


All’ultimo Giffoni Film Festival Il più bel secolo della mia vita che lo vede protagonista nei panni del centenario Gustavo ha vinto il Gryphon Award nella sezione Generator+18. La carriera di Sergio Castellitto, lunga oltre quattro decenni, è stata costellata di successi. Tre David di Donatello, altrettanti Globi d’oro, cinque Nastri d’argento, un Pardo d’onore a Locarno. È stato diretto da Scola, Monicelli, von Trotta, Archibugi, Besson, Tornatore, Ferreri, Bellocchio. Da Il grande cocomero a Non ti muovere, da L’ora di religione a Il cattivo poeta. Sul piccolo schermo è stato Padre Pio, Enzo Ferrari, Fausto Coppi e al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, mentre al cinema ha dato vita a Gabriele D’Annunzio e Giovanni Boccaccio. L’attore, regista e sceneggiatore romano compie oggi 70 anni. E per celebrare questa ricorrenza, ripercorriamo la carriera dell’istrionico e versatile artista. 

GLI ESORDI

Nato il 18 agosto 1953, inizia a frequentare l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, per poi interrompere gli studi. Il suo primo amore è il teatro, negli anni Ottanta lavora con Muzii e Trionfo, mentre inizia il suo percorso anche sul grande schermo. Nel 1981 debutta come comparsa in Tre fratelli di Francesco Rosi e Carcerato di Alfonso Brescia. Cinque anni dopo è protagonista con Marina Confalone di Sembra morto… ma è solo svenuto, diretto da Felice Farina, L’anno seguente ne La famiglia di Ettore Scola, presentato in concorso al Festival di Cannes, è il protagonista Carlo, nipote di Vittorio Gassman, di cui seguiamo la vita dal battesimo agli 80 anni. La sua carriera prosegue parallelamente negli anni Novanta tra teatro e cinema. Recita in A piedi nudi nel parco di Neil Simon e debutta come regista nel 1996 nello spettacolo Manola, scritto e interpretato da Margaret Mazzantini (sposata nel 1989) e da Nancy Brilli.

I PRIMI SUCCESSI

Nel 1990 vince il David di Donatello come Miglior attore non protagonista per l’interpretazione di un coraggioso giornalista in Tre colonne in cronaca di Carlo Vanzina. Quello stesso anno riceve anche la candidatura nella categoria Miglior attore protagonista per la commedia Piccoli equivoci, opera prima di Ricky Tognazzi. Nel 1993 conquista il David per il ruolo del tormentato giovane psichiatra Arturo ne Il grande cocomero di Francesca Archibugi. Due anni dopo Giuseppe Tornatore lo dirige ne L’uomo delle stelle, dove nella Sicilia degli anni Cinquanta interpreta un uomo che si presenta in diversi paesini come inviato di una casa cinematografica per fare dei provini, promettendo fama e denaro ai futuri attori.

DAL FILM IMPEGNATO ALLA COMMEDIA

Castellitto si è messo alla prova con ruoli sempre diversi. Ha mostrato un lato più intenso, profondo e doloroso in film come L’ora di religione e Il regista di matrimoni, entrambi diretti da Marco Bellocchio. Ha dimostrato di saper essere più leggero e ironico nelle commedie Stasera a casa di Alice di Carlo Verdone, L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, Caterina va in città di Paolo Virzì. Nel più recente Il tuttofare di Valerio Attanasio dà vita al professor Salvatore “Toti” Bellastella, principe del foro e docente di Diritto penale, che si rivela essere un uomo spregevole. Ne Il cattivo poeta di Gianluca Jodice ha fatto rivivere sullo schermo Gabriele D’Annunzio, mentre Pupi Avati gli ha dato il ruolo di Giovanni Boccaccio in Dante

LA REGIA AL CINEMA

L’esordio dietro la macchia da presa di Castellitto avviene nel 1999 con Libero Burro, anche nome del protagonista da lui iinterpretato, un nullafacente di origine meridionale che vuole intraprendere la carriera di manager a Torino. Seguono altri sei film da regista. Non ti muovere, del 2004, rimane il suo più grande successo. Tratto dall’omonimo romanzo di Mazzantini, racconta dell’incontro in una calda Roma tra un chirurgo e una ragazza extracomunitaria di umili origini, Italia, con il volto di una giovane Penélope Cruz. Entrambi i protagonisti hanno vinto il David per la loro interpretazione, mentre il film, presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes, ha conquistato anche quattro Nastri d’argento. Castellitto è tornato a dirigere l’attrice spagnola nel 2012 in Venuto al mondo, sempre tratto da un libro di Mazzantini e ambientato in parte durante la guerra dei Balcani. Nel 2017 Castellitto torna in competizione a Un Certain Regard con Fortunata, con protagonista Jasmine Trinca nei panni di una 30enne della borgata romana che cresce da sola la figlia di 8 anni. L’ultima regia di Castellitto risale a due anni fa. Il materiale emotivo, basato su un soggetto inedito di Ettore Scola, è ambientato in Francia. La libreria partigiana e il quartiere dove vive Vincenzo insieme alla figlia Albertine (Matilda De Angelis) e incontra Yolande (Bérénice Bejo) sono stati realizzati nel Teatro 5 degli Studi di Cinecittà. Durante la presentazione al Bif&st del film, l’attore ha detto che quella sarebbe stata la sua ultima regia.

IN TV

Castellitto è sempre stato un attore che si è messo a servizio anche del piccolo schermo, senza preconcetti. E nelle case degli italiani ha portato le storie di grandi personaggi del nostro Paese. Dal mito del ciclismo Fausto Coppi nella miniserie del 1995 di Alberto Sironi, al sacerdote Don Milani che ha speso la sua vita aiutando i ragazzi più disagiati, da Padre Pio allo storico pilota e imprenditore automobilistico italiano Enzo Ferrari in due miniserie dirette da Carlo Carlei, fino al magistrato siciliano ucciso da Cosa nostra Rocco Chinnici e al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. In tv l’attore si è misurato anche Eduardo De Filippo nella trilogia napoletana diretta da Edoardo De Angelis. 

I PROSSIMI FILM

Tre anni fa Castellitto aveva espresso il desiderio di essere diretto dal figlio Pietro, che nel 2020 ha intrapreso la carriera da regista. Se non è riuscito a ottenere un ruolo nell’opera prima del primogenito, I predatori, è andata diversamente stavolta. Lo vedremo, infatti, alla prossima Mostra del cinema di Venezia nel cast di Enea, uno dei sei titoli italiani in concorso quest’anno. E al Lido l’attore riceverà il Premio Pietro Bianchi, riconoscimento assegnato dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani. Dal 7 settembre Castellitto sarà nelle sale italiane protagonista de Il più bel secolo della mia vita diretto da Alessandro Bardani, dove recita al fianco di Valerio Lundini.

Giulia Bianconi
18 Agosto 2023

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