Joel ed Ellie, il ‘The Last of Us’ che riguarda tutti noi

Dal videogioco alla serie tv, le ragioni del successo di 'The Last of Us' sta nella perfetta amalgama dei suoi due protagonisti


Senza Joel non ci sarebbe stata Ellie, e senza Ellie non ci sarebbe stato Joel. È impossibile tenerli separati, almeno per la prima parte del loro viaggio. Perché in qualche modo si somigliano e si rispecchiano l’uno nell’altra e viceversa. Se Joel ha perso sua figlia, Ellie ha perso i suoi genitori. E in questa perdita hanno finito per ritrovare sé stessi e per costruire un legame che, nel corso del tempo, nonostante le infinite difficoltà, si è dimostrato impossibile da infrangere e spezzare.

Grazie a Ellie, Joel ha imparato a convivere con il dolore e a capire che nel mondo, intorno a lui, c’è tanto altro che merita di essere protetto. Grazie a Joel, invece, Ellie ha avuto la famiglia che non ha mai conosciuto, si è sentita amata e accettata. Il loro rapporto assomiglia solo in parte, e solo superficialmente, a quello che unisce un padre e una figlia. Per Joel, probabilmente, è così. Ma per Ellie Joel è soprattutto un amico, qualcuno da osservare con attenzione, come esempio, da tenere in alta considerazione e da ascoltare.

Dopotutto è Joel che le insegna a cacciare, a muoversi e a sopravvivere. Ed è sempre Joel che, per il suo compleanno, le fa sorprese, le mostra parti di quel mondo di cui ha sempre e solo sentito parlare. Lo spazio, i musei, gli zoo. La musica. Se Ellie è la promessa di una vita che non potrà mai essere vissuta al meglio, con tutte le comodità e le possibilità, Joel rappresenta un passato in cui gli esseri umani non hanno capito come fare per stare insieme e per proteggersi a vicenda.

Joel ed Ellie non sono due eroi e non sono nemmeno due anti-eroi: sono persone. Oltre qualunque etichetta e nomenclatura forzata. E in quanto persone sono fallibili, mediocri, spesso superficiali e approssimative. Passionali e facili alla rabbia. Fanno quello che fanno perché credono che sia giusto, non perché hanno una qualche convinzione o certezza. E sono pronti a distruggere tutto ciò che li circonda pur di potersi vendicare.

Ecco, in questo Joel ed Ellie sono estremamente simili. Quasi sovrapponibili. E non si capisce se è sempre stato così o se è stato un effetto collaterale del loro incontro. La realtà in cui vivono, spezzata da una pandemia e popolata da mostri, è una realtà in cui non è facile fidarsi degli altri, in cui non è naturale credere agli estranei e alle loro parole. In questo modo, però, ogni cosa viene amplificata. E se il dolore si trasforma in una sofferenza cieca e assordante, l’amore si diventa qualcosa di più profondo e viscerale.

In Ellie, Joel vede una seconda possibilità per fare bene, per riprendere il controllo della propria esistenza. Ed Ellie, in Joel, vede il genitore che non ha mai incontrato, una guida da seguire ciecamente, senza porsi troppe domande. La loro storia viene, come sappiamo, da un videogioco: il The Last of Us campione di vendite e apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Poi, a un certo punto, è diventata una serie tv scritta e creata da Craig Mazin e da Neil Druckmann.

Joel ed Ellie si sono adattati, per così dire, a una nuova versione di sé stessi, interpretata da Pedro Pascal e Bella Ramsey. E se dopo il primissimo annuncio una parte dei fan del videogioco si è mostrata tiepida, successivamente, con la messa in onda della serie e con la pubblicazione di contenuti girati nel dietro le quinte, è apparsa evidente la chimica che teneva uniti i due attori e la somiglianza – più caratteriale che fisica – con i personaggi originali.

The Last of Us non è, banalmente, una storia di zombie o di mostri – anche qui, è fondamentale precisare che a fare davvero paura sono gli uomini e le donne, e non chi prova furiosamente a divorarli. The Last of Us è il tentativo di catturare l’umanità nella sua essenza, spogliandola di qualunque sovrastruttura sociale, di compromessi e diplomazia. Dandola in pasto, di fatto, alla violenza più ferina e bestiale. In un contesto del genere, con riferimenti così chiari e allo stesso tempo così semplici e immediati, Joel ed Ellie hanno la possibilità di crescere e di maturare, di attraversare uno spettro pressoché infinito di emozioni e sentimenti.

C’è molta più attualità in questa serie che in un qualsiasi racconto autobiografico. Perché non c’è nessuna intenzione di compiacere il pubblico, e non c’è nemmeno la voglia a tutti i costi di sconvolgerlo. Le cose succedono. Da sole, quasi naturalmente, messe in fila e scritte con maestria. E quella che Joel ed Ellie vivono, puntata dopo puntata, grazie all’incredibile lavoro di Pascal e Ramsey, è una vita da protagonisti. Una vita che si divide perfettamente tra un passato prossimo familiare e un futuro catastrofico.

Gianmaria Tammaro
17 Febbraio 2024

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