Alla Berlinale lo spazio dedicato al confronto sulla guerra in Medio Oriente

"Ciò che vorremmo fare come festival è fornire un luogo in cui sia possibile il dialogo" ha dichiarato il direttore artistico Carlo Chatrian


Gli organizzatori della Berlinale, il più importante Festival cinematografico tedesco in programma dal 15 al 25 febbraio, annunciano la collaborazione con gli attivisti Shai HoffmanJouanna Hassoun per la creazione di uno spazio di discussione sulla guerra a Gaza. Dal titolo Tiny Space, il progetto si svilupperà in tre giorni, da sabato 17 a lunedì 19 febbraio, all’interno di una piccola cabina – letteralmente un “piccolo spazio”, come anticipa il nome – posizionata accanto al red carpet della Berlinale. L’idea è fornire un luogo aperto al confronto, dove parlare di “aspetti della guerra e del conflitto in Medio Oriente più in generale”, spiega la direttrice del Festival Mariette Rissenbeek.

“In questo momento, nella società, è diventato molto difficile combinare le due parti del dibattito [sulla guerra a Gaza] in un’unica stanza, sei costretto a schierarti da una parte o dall’altra”, afferma il direttore artistico della Berlinale Carlo Chatrian. “Ciò che vorremmo fare come festival è fornire un luogo in cui sia possibile il dialogo. Crediamo che il dialogo sia possibile se iniziamo con piccoli gruppi [e] forniamo uno spazio in cui certi argomenti o certe emozioni possano essere gestiti meglio che in un teatro con 500 o 1.000 persone”.

redazione
06 Febbraio 2024

Berlino 2024

Berlino 2024

Berlinale, social violati da hacker antisemiti

In seguito alle polemiche sulle dichiarazioni di alcuni premiati sul palco della Berlinale, sul canale Instagram della sezione Panorama sono stati pubblicati post e immagini antisemiti. Il festival ha denunciato la violazione alle autorità

Berlino 2024

‘Dahomey’, Mati Diop e l’arte che sconvolge il mondo: “Non sottovalutiamo il cinema”

Con questo documentario dedicato al rientro in Benin di 26 delle migliaia di opere depredate dall'imperialismo francese, la regista francese di origini senegalesi ha conquistato l'Orso d'oro della Berlinale 2024

Bruno Dumont
Berlino 2024

Premiato il cinema più radicale, tra venti di guerra e impegno

La giuria di Lupita Nyong'o ha vissuto discussioni animate, "ma nel rispetto delle opinioni di tutti e arrivando a una decisione unanime"

Berlino 2024

‘Dahomey’ di Mati Diop è l’Orso d’oro della Berlinale 2024

Sebastian Stan premiato per la miglior interpretazione per A different man. A Hong Sang-soo il gran premio della giuria (il secondo a distanza di soli due anni)


Ultimi aggiornamenti