Berlinale, social violati da hacker antisemiti

In seguito alle polemiche sulle dichiarazioni di alcuni premiati sul palco della Berlinale, sul canale Instagram della sezione Panorama sono stati pubblicati post e immagini antisemiti. Il festival ha denunciato la violazione alle autorità

Berlinale, social violati da hacker antisemiti

Domenica 25 febbraio il canale Instagram della sezione Panorama della Berlinale è stato brevemente violato e sul canale sono stati pubblicati post con immagini e testi antisemiti sulla guerra in Medio Oriente con il logo della Berlinale. Lo denuncia in comunicato lo stesso Berlino International Film Festival, che scrive: “Queste dichiarazioni non provengono dal festival e non rappresentano la posizione del festival. I post sono stati immediatamente cancellati ed è stata avviata un’indagine su come possa essersi verificato questo incidente. La Berlinale condanna questo atto criminale con la massima fermezza e ha cancellato i post e avviato un’indagine. Inoltre, la Berlinale ha presentato accuse penali contro ignoti. La LKA (ufficio penale statale) ha avviato un’indagine. La Berlinale denuncia penalmente la diffusione di post antisemiti e la critica alle dichiarazioni degli artisti durante la cerimonia di premiazione della Berlinale”.

Le polemiche sono scoppiate a partire dalle dichiarazioni dell’attivista Basel Adra e del giornalista israeliano Yuval Abraham (in foto) registi del documentario No Other Land, vincitore del ‘Documentary Film Award’ al Festival di Berlino. Durante la cerimonia di premiazione il palestinese Basel Adra aveva rimarcato quanto fosse difficile essere sul palco per festeggiare “quando decine di migliaia di persone del mio popolo vengono massacrate da Israele a Gaza”. Abraham, dal canto suo, dopo aver precisato di essere israeliano aveva aggiunto che “tra due giorni torneremo in una terra in cui non siamo uguali… Questa situazione di apartheid tra noi, questa disuguaglianza deve finire”.

In risposta alle polemiche emerse dopo queste affermazioni la Berlinale risponde: “Le dichiarazioni talvolta unilaterali e attiviste dei vincitori dei premi erano espressione di opinioni personali individuali. Non riflettono in alcun modo la posizione del festival. In una dichiarazione di apertura sia alla cerimonia di apertura della Berlinale che alla cerimonia di premiazione, la direzione della Berlinale ha preso una posizione chiara sugli attuali conflitti e combattimenti in Medio Oriente. Nel suo discorso sul palco, la direttrice esecutiva della Berlinale Mariëtte Rissenbeek ha condannato l’attacco omicida di Hamas del 7 ottobre, ha chiesto il rilascio dei prigionieri e ha ricordato la sofferenza di tutte le vittime della violenza in Israele e Gaza”.

In seguito all’atto hacker la stessa Mariëtte Rissenbeek ha dichiarato: “La Berlinale è sinonimo di democrazia e apertura. Ci opponiamo esplicitamente alla discriminazione e a ogni forma di odio. Vogliamo scambiare idee con altre istituzioni sociali e politiche su come condurre un discorso sociale su questo argomento estremamente controverso in Germania – includendo prospettive internazionali – senza che le singole dichiarazioni vengano percepite come antisemite o anti-palestinesi. Dobbiamo affrontare questo argomento controverso, come festival cinematografico internazionale e come società nel suo insieme”.

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27 Febbraio 2024

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