Venezia 80, Barbera: “Scioperi, clima e guerre ma il cinema è vivo”

"Un combinato disposto di incertezze, difficoltà e disordini", così il direttore artistico della mostra del Cinema di Venezia descrive l'odierna situazione del mondo e del settore dell'audiovisivo


“Un combinato disposto di incertezze, difficoltà e disordini”, così il direttore artistico della mostra del Cinema di Venezia parlando del periodo storico che stiamo vivendo. Durante la presentazione del programma dell’80ma edizione del Festival, in programma dal 30 agosto al 9 settembre, Alberto Barbera si è espresso anche in merito allo sciopero:

“Uno sciopero quasi senza precedenti scuote le fondamenta stesse dell’industria cinematografica, già percorsa da tensioni profonde per le conseguenze della recente pandemia e per le trasformazioni in atto in un mercato incerto sul proprio futuro”.

E prosegue: “Incombe la minaccia che le risorse finanziarie, dopo un biennio di investimenti ingenti come mai prima, possano bruscamente ridursi sin dalla prossima stagione”.

Eppure, “se anche l’industria dell’audiovisivo mostra le sue fragilità, il cinema è vivo come non mai. La conclusione del lungo processo di selezione dei film proposti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ne parrebbe una conferma, nonostante le difficolta che anche quest’anno si sono dovute affrontare. Una conferma non soltanto quantitativa, ma anche e soprattutto in virtù della bontà del raccolto, per usare una metafora abusata”.

A preoccupare sono lo svuotamento delle sale, “che stentano a tornare ai livelli prepandemici”, e l’Intelligenza Artificiale, verso cui è diffuso un timore generalizzato per i cambiamenti imminenti che arrecherà all’intero comparto della filiera creativa e produttiva del cinema”. Infine, “la crisi climatica e una guerra infinita, che genera strazi indicibili nelle popolazioni colpite e trepidazioni crescenti nell’animo di tutti”.

“Oggi, più di prima, suonano profetiche le parole che Jean Epstein scrisse nel 1921 – conclude Barbera-: ‘Il film come la letteratura contemporanea accelera metamorfismi instabili. L’estetica muta dall’autunno alla primavera. Si parla di canoni eterni della bellezza quando due cataloghi successivi del Bon Marché rendono inutili questi vaneggiamenti’. È opportuno ricordarsene, nel momento in cui ci accingiamo a celebrare l’80esima edizione della Mostra, con l’auspicio che il programma non solo rispecchi la vitalità del cinema contemporaneo, ma contribuisca ad alimentare la fiducia in un futuro che contempla sì sfide ardite, ma anche opportunità e nuove frontiere”.

redazione
25 Luglio 2023

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