Un ‘Casablanca’ alternativo con echi di ‘Spoon River’

Se il titolo del film di Adriano Valerio alle Giornate degli Autori rimanda al classico con Humphrey Bogart, l'influenza dichiarata dal regista è l'antologia di Edgar Lee Master


Alle Giornate degli autori c’è Casablanca di Adriano Valerio – vincitore di une menzione speciale a Cannes e di un David con il cortometraggio 37°4S – storia di Fouad, figlio dell’Imam di un quartiere popolare della città titolare, che si ritrova in Italia senza documenti da dieci anni, in attesa di cure mediche.

Daniela proviene invece da una famiglia pugliese esoterica dell’alta borghesia. Ex tossicodipendente, prova una profonda solitudine. Si trovano per caso in Umbria. Ed entrambi, senza esitazione, affermano di essersi salvati la vita reciprocamente. Quell’incontro è l’inizio di un amore che li aiuta a guarire al ritmo lento delle stagioni e dei riti quotidiani, un luogo sospeso che danza nel tempo. Tuttavia, con il passare degli anni, Fouad si stanca di aspettare i documenti, stremato da un ambiente a cui sente di non poter mai appartenere. Tornerà a Casablanca, anche se questo significherà non rientrare più in Italia? “

Ho conosciuto Fouad in un bar di Gubbio, nel 2016 – dice il regista – avevo presentato un mio film e sono andato a bere in un bar. Lui si è avvicinato e mi ha chiesto una birra, che gli ho offerto volentieri. Mi ha raccontato la sua storia e ho immediatamente sentito il desiderio di farne un documentario. Ho filmato lui e Daniela dal 2016 fino al 2022, tra l’Umbria, Parigi e Casablanca, cercando di cogliere i momenti più salienti della loro relazione, ma anche la profondità delle loro anime, tutte le sfumature di sofferenza, umorismo e poesia che ne hanno segnato le vite. Come agisce il tempo sulle loro esistenze? E come agisce nel racconto cinematografico? Ho cercato di creare un flusso narrativo ed emotivo che, prescindendo dal tempo, fosse in grado di ricostruire l’eccezionalità della loro relazione. Gli anni e i mesi si confondono in un processo creativo che, liberando la storia dalla sua cronologia, ne cristallizza i sentimenti. Casablanca è una storia d’amore tra due persone che hanno costruito una famiglia atipica, un’isola al riparo dall’ignoranza che li circonda, un’intimità nella quale ognuno riesce grazie all’altro ad affrancarsi dall’esclusione della società”.

Il film porta un titolo importante, con un precedente iconico nella storia del cinema: “E’ tutto molto consapevole – ammette il regista – del resto anche questa è una storia di amicizia e amore, in senso molto largo, e la storia di questo amore era ciò che più mi interessava delle vite dei miei protagonisti. E’ un Casablanca alternativo, lontano dallo stereotipo di Humphrey Bogart, ma abbiamo giocato con le musiche, il romanticismo e lo humour, anche nel trattare una storia di resilienza e grande fatica di vivere, il buonumore e l’onirismo diventano salvifici, scardinando le regole della storia d’amore classica”.

Ma più che al cinema, i riferimenti di Valerio guardano alla letteratura: “Amo ‘L’Antologia di Spoon River’ di Edgar Lee Masters, un classico che attraverso lo stratagemma di far parlare i morti tira fuori l’umanità al di là degli archetipi: l’ubriacone, la prostituta, l’avaro, il giudice cattivo. Ci sono degli aspetti più profondi da mettere in scena e ho sentito che era ciò che mi richiedevano i miei personaggi”.

Fouad possiede una fisicità particolare e molto cinematografica: “sotto la quale – specifica l’autore – si trovano un’intelligenza e una delicatezza fuori dal comune. Nonostante un italiano non forbito, Fouad riesce a sintetizzare in maniera eccelsa e precisa la realtà che lo circonda. Il mio intento è stato di trattare i miei protagonisti con rispetto e senza giudizio, e devo dire che mi è venuto piuttosto naturale”.

E’ decisamente cinema del reale, ma non esente da inserti di fiction: “E’ un documentario spurio – spiega Valerio – io vivo in Francia dove stanno molto attenti a definire cosa sia documentario e cosa fiction, per me conta l’onestà rispetto al dispositivo. Una parte è del tutto documentaristica, quando seguo i personaggi o faccio interviste. Poi ci sono alcuni passaggi in cui gli chiedo di rimettere in scena discussioni che tra loro sono davvero avvenute. Spesso li abbiamo colti in momenti di attrito o separazione”.

Tra la prima parte di lavorazione e la seconda ci sono stati di mezzo il Covid e la pandemia: “produttivamente li abbiamo circumnavigati – chiude Valerio – il primo blocco lo abbiamo fatto nel 2016 e ha anche portato alla realizzazione di un cortometraggio, Mon amour mon ami che è passato proprio qui a Venezia in Orizzonti e poi a Toronto. Un secondo blocco è stato fatto tra Gubbio e Parigi nel 2019 e infine la parte a Casablanca, nel 2022. Tra loro è stato una cartina di tornasole, che ha esasperato le loro dinamiche, inasprendo gli attriti ma anche rendendo più forti i momenti di ritrovamento”.

di Andrea Guglielmino

autore
07 Settembre 2023

Venezia 80

play
Venezia 80

‘Adagio’. La salvezza di un mondo in rovina è affidata alle nuove generazioni

Intervista al regista e sceneggiatore Stefano Sollima, e agli attori Pierfrancesco Favino e Gianmarco Franchini

Venezia 80

‘Los angeles no tienen alas’ apre la Mostra di Cinema Iberoamericano

Torna a Roma, dal 15 al 17 settembre 2023 SCOPRIR - Mostra di Cinema Iberoamericano, giunta alla sua undicesima edizione. Quest’anno verrà presentata la sezione Espacio Femenino, ciclo del cinema dedicato alla cultura femminile

Venezia 80

FantaLeone 2023, i vincitori del fantasy game dedicato a Venezia 80

Dopo avere scoperto il palmarès di Venezia 80, è il momento di rivelare i primi cinque classificati della prima edizione del FantaLeone di CinecittàNews, il primo fantasy game dedicato alla Mostra del Cinema

Venezia 80

“La ricerca, lo sviluppo e la centralità delle produttrici italiane”: Doc/It a Venezia

“La ricerca, lo sviluppo e la centralità delle produttrici italiane” è il titolo dell’incontro promosso da DOC/it, associazione dei Documentaristi e delle Documentariste italiane, nell’ambito del Venice Production Bridge di Venezia che si è tenuto durante l'80ma Mostra


Ultimi aggiornamenti