Secondo un’antica leggenda, gli Elfkins sono piccoli gnomi che, nell’ombra, aiutano gli umani nei loro mestieri. Ma Elfie, una giovane e audace Elfkin, sogna molto più di una vita dedicata al lavoro: desidera avventure, emozioni e libertà, sfidando le rigide tradizioni del suo clan.
La sua esistenza prende una svolta inaspettata quando incontra Bo, un Elfkin di un clan rivale che ha scelto un destino ben diverso: vivere di puro divertimento e di furti ingegnosi, resi possibili da straordinari gadget tecnologici. Insieme, i due finiscono nel mirino della determinata poliziotta Lansky e del suo astuto gatto Polipette, dando il via a un inseguimento rocambolesco.
Ma la loro avventura più grande non sarà fuggire, bensì cercare di riunire i loro clan, divisi da oltre 250 anni. Riusciranno Elfie e Bo a superare le antiche rivalità e a riportare l’armonia tra i loro popoli?
Al cinema dal 13 marzo con Plaion Pictures il cartoon Elfkins – Missione gadget.
Il film è una produzione Akkord Film, realizzata in collaborazione con ARX Anima, Seru Animation, Tobis Filmproduktion, ZDF e ORF Film/Fernseh-Abkommen.
Il progetto ha ricevuto il supporto di diversi enti e fondi cinematografici, tra cui Film- und Medienstiftung NRW, MFG, MOIN Filmförderung Hamburg Schleswig-Holstein, Nordmedia, Medienboard Berlin-Brandenburg, FFA, BKM, Deutscher Filmförderfonds, FISA, FFW – Filmfond Wien, ÖFI e Creative Media.
La regia è affidata a Ute von Münchow-Pohl, per una produzione tedesco-austriaca del 2024.
Dopo il successo della prima avventura, Elfkins – Missione Best Bakery, Ispirato alla leggenda degli “Heinzelmännchen” di Colonia, che ha conquistato il pubblico sulle piattaforme streaming e in TV, aggiudicandosi il premio come Miglior Film Animato ai Bavarian Film Awards 2019 e al Giffoni Film Festival 2020, arriva il sequel tanto atteso.
“Penso che il fattore decisivo per questo ritorno – dice il regista – sia stato il grande successo del primo film, Elfkins – Missione Best Bakery, e anche il fatto che ci siamo davvero divertiti a lavorarci. C’è tanto negli Elfkins che mi sta molto a cuore e che considero importante. Questo carattere creativo e ribelle di Elfie fa di lei una vera e propria eroina femminile, che guarda il mondo con un atteggiamento curioso e aperto. Per me, personalmente, è stato un vero e proprio obiettivo da raggiungere.
Sentivamo di voler continuare la storia. Dopo aver messo gli Elfkins in una nuova situazione alla fine del primo film, è stato naturale pensare a cosa sarebbe successo loro successivamente.”
Ma quanto influisce il passato, tramandato da un’antica leggenda, sul presente degli Elfkins?
“La vecchia leggenda getta le basi per la trama del film – continua Münchow-Pohl – poiché gli Elfkins furono molto indignati dal trucchetto astuto della curiosa moglie di un sarto: non volevano essere visti dagli esseri umani. Così, nel primo film, abbiamo esplorato cosa accadde agli Elfkins dopo questo episodio e raccontato la loro decisione di ritirarsi in esilio sottoterra. Non volevano più avere nulla a che fare con gli umani, dedicandosi esclusivamente all’artigianato per sé stessi. A causa di ciò, finirono per perdere una parte del loro scopo esistenziale.Grazie a Elfie, però, sono tornati alla luce, si sono riconciliati con gli esseri umani e ora vivono nella soffitta del pasticciere la cui attività hanno salvato. Qui, hanno ripreso a fare ciò che li caratterizzava un tempo: aiutare gli umani nel loro lavoro, di notte.
Per il secondo film, invece, abbiamo immaginato un nuovo conflitto: la cattiveria della moglie del sarto ha portato gli Elfkins a dividersi in due gruppi. Mentre il nostro gruppo, deluso dagli umani, ha scelto l’esilio sottoterra, l’altro ha intrapreso un cammino diverso. Questi Elfkins vivono alla luce del sole, ma senza alcun interesse per gli umani: non intendono aiutarli, preferiscono divertirsi e fare loro scherzi. Quindi, tutto nasce dalla leggenda e si sviluppa a partire da essa.”
Nel film, culture e filosofie diverse collimano. L’universo Elfkin continuerà dunque ad espandersi?
“Sì, abbiamo aggiunto un’altra sfumatura agli Elfkins. Ora volano nell’aria con un drone e possiamo mandarli ovunque. Inoltre, aiutano le persone anche alla luce del sole, il che ha aperto loro un intero mondo di possibilità. Abbiamo collocato il clan viennese nella torre della Cattedrale di Colonia. La mia idea preferita è che i bambini che si trovano davanti alla cattedrale possano chiedersi se gli Elfkins vivano davvero lassù. Dopotutto, si potrebbe immaginare che siano ovunque… magari anche a casa mia o in qualsiasi altro posto!”, chiude l’autore, aprendo anche la possibilità a un seguito.
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