SIC@SIC tra amori perduti e foto di gruppo

Tra i corti in concorso De l’amour perdu di Lorenzo Quagliozzi e Foto di gruppo di Tommaso Frangini, per la seconda volta a SIC@SIC


di Andrea Guglielmino

“SIC@SIC regala ogni anno il piacere della scommessa, fase che addirittura precede la scoperta vera e propria. La sfida si risolve sempre in un’intuizione, una scintilla. Una possibilità. Anzi, sette”, su legge nella cartella stampa di presentazione della sezione cortometraggi della Settimana della Critica.

“Sette ipotetiche vie per il futuro del cinema italiano. È dal 2016 che la Settimana Internazionale della Critica e Cinecittà camminano insieme in questa direzione. Otto anni di collaborazione che stanno dando i loro frutti. Ma i lusinghieri risultati di quanti approdano al lungometraggio dopo essere passati di qui non devono distrarci dal compito di guardare avanti e scommettere ancora”.

L’importanza del cinema “breve” si manifesta sin dall’apertura che rende omaggio a Liliana Cavani, proprio nell’anno in cui riceve dalla Biennale il Leone d’oro alla carriera: Incontro di notte (1961) non è solo il suo primo corto, ma la prima regia in assoluto, a indicare come il potenziale artistico di un autore/autrice possa svelarsi nella sua evidenza già in germe.

Anche la selezione di quest’anno, come in passato, riflette le inquietudini del presente e in certa misura conferma le linee tematiche e formali tracciate dalla selezione ufficiale della SIC: la tendenza a forme di narrazione ibrida o non-fiction, il dialogo tra spazio e individuo, la connessione circolare tra passato e presente, la centralità dell’immagine.

Dice la delegata generale della SIC Beatrice Fiorentino: “È attraverso una cura estetica di rara precisione che De l’amour perdu di Lorenzo Quagliozzi ci conquista, con una piccola vicenda intima e universale che oltrepassa il tempo e la Storia; e il tempo che passa, con il suo carico di dubbi e incertezze è poi elemento fondante in Foto di gruppo di Tommaso Frangini, per la seconda volta a SIC@SIC, ancora attratto dal tema dell’amicizia maschile, mentre We Should All be Futurists di Angela Norelli gioca alla provocazione riportando in vita, con una nuova maliziosa forma, scene tratte da una serie di film del periodo del muto; ancora filmati di archivio e diari personali tracciano una rotta geografica ed emotiva ne La linea del terminatore di Gabriele Biasi; (veri) adolescenti e spazi da conquistare sono materia pulsante in Pinoquo che, dopo il pluripremiato Inchei, riporta Federico Dematté alla SIC; la città come labirinto e crocevia di destini è al centro del blues metropolitano It Isn’t So di Fabrizio Paterniti Martello; la foresta amazzonica vive e respira in Las memorias perdidas de los árboles di Antonio La Camera, viaggio spirituale alla scoperta di un passato che appartiene a un’altra dimensione”.

In chiusura Tilipirche di Francesco Piras, un “western” aspro e duro ambientato in Sardegna, alza la soglia di attenzione sull’emergenza ambientale che incombe sul nostro presente e futuro.

SIC@SIC raggiunge quota otto edizioni e 56 cortometraggi presentati, in un progetto di collaborazione tra Cinecittà e la Settimana della Critica che è diventato il momento dell’anno più importante per il lancio ed il confronto dei giovani autori italiani. Il dato oggettivo e inequivocabile è arrivato da Locarno, dove il regista lanciato da SIC@SIC Simone Bozzelli, concorrerà con Patagonia.

“Quel che accadrà a Venezia al momento è solo un auspicio – afferma Carla Cattani di Cinecittà – eppure saremmo pronti a scommettere su altre possibili presenze in posizioni prominenti. Il cerchio si chiude, i giovani autori di SIC@SIC condividono lo stesso contesto festivaliero con gli esordienti che hanno fatto il loro stesso percorso. In questa lunga estate calda rincuora la conferma che le migliori intenzioni di chi ha pensato e voluto questa piccola ma preziosa sezione siano diventate realtà. Cinecittà farà viaggiare la selezione dei cortometraggi alla Mostra de Cinema Italià de Barcellona e, sorpresa, anche a Tokyo.

Il programma nasce dalla sinergia fra il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e Cinecittà, ed è una delle iniziative per il supporto allo sviluppo del nuovo cinema italiano e per la promozione dei giovani autori. I PREMI I sette cortometraggi in concorso, tutti presentati in prima mondiale, competono per i seguenti premi, assegnati da una giuria composta da tre professionisti dell’industria cinematografica. Premio al Miglior Cortometraggio offerto da Frame by Frame e consistente in servizi di post-produzione per il prossimo cortometraggio del regista premiato. Premio alla Migliore Regia offerto da Stadion Video e consistente nella realizzazione dell’edizione inglese sottotitolata per il prossimo cortometraggio del regista premiato. Premio al Miglior Contributo Tecnico offerto da Fondazione Fare Cinema e consistente nella partecipazione all’edizione 2024 del Corso di Alta Formazione Cinematografica in Regia “Fare Cinema”. Dopo l’anteprima a Venezia, il dipartimento Promozione Internazionale Cinema Contemporaneo di Cinecittà offrirà ai cortometraggi presentati in concorso a SIC@SIC varie opportunità di promozione a livello internazionale attraverso una serie di iniziative e festival, come la Mostra de Cinema Italià de Barcelona (sezione Concorso Cortometraggi), in programma a dicembre 2023 in Spagna.

Inoltre, i corti saranno messi a disposizione dei professionisti di settore attraverso le piattaforme online Festival Scope e Italian Short Film Video Library – strumento di promozione del cortometraggio italiano realizzato dal Centro Nazionale del Cortometraggio in collaborazione con Cinecittà – e a novembre 2023, i tre premiati di SIC@SIC parteciperanno al TSFM – Talents and Short Film Market, organizzato dal Centro Nazionale del Cortometraggio.

Andrea Guglielmino
24 Luglio 2023

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