Massimiliano Gallo: “da luglio sul set di ‘Napoli Milionaria’, diretto da Luca Miniero”

L'intervista all'attore, premio ai Nastri d’argento Grandi Serie per Filumena Marturano – Miglior Film Tv: l'annuncio in anteprima del set di un’altra storia di Eduardo, sempre accanto a Vanessa Scale


NAPOLIMassimiliano Gallo, un napoletano a Napoli nel nome di Eduardo: l’attore è infatti tra i premiati dell’edizione corrente dei Nastri d’argento Grandi Serie 2023. Filumena Marturano (Rai Fiction) è stato designato Miglior Film Tv.

Con la sceneggiatura di Massimo Gaudioso, Filippo Gili e Francesco Amato, anche regista del film, e Gallo nel ruolo di Domenico Soriano, quello che nel film omonimo di Vittorio De Sica fu di Marcello Mastroianni. Con lui, Vanessa Scalera, per la parte di Filumena. 

Massimiliano, banale quanto inevitabile: qual è stato il pensiero artistico rivolto al precedente illustre, il film del ’64, quando le è stato proposto il progetto e il personaggio?

 Io avevo incontrato Eduardo più volte nel mio cammino: due con Carlo Giuffré, quando avevamo messo in scena Non ti pago e poi Natale in casa Cupiello, la prima edizione senza Eduardo stesso, in cui io interpretavo il ruolo di Luca De Filippo: 500 repliche, 10mld di incasso; poi è capitato con Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone; quindi, quando mi hanno chiamato, noi conoscevo la formazione – Vanessa Scalera, Francesco Amato e io -, sapevamo che potevamo ‘proteggerci’. Francesco è un regista molto attento, che ha approcciato con il giusto timore reverenziale, con grande onestà ma senza la paura di non poter affrontare Eduardo, e l’abbiamo affrontato pressappoco allo stesso modo; se tu pensi ai paragoni non fai un buon lavoro, né di attore, né per il pubblico, perché rischieresti di scimmiottare quello che è già stato fatto, mentre noi volevamo semplicemente leggere il testo, cosa fatta con grande attenzione, e poi volevamo proporre una nuova versione: volevamo raccontare la dipendenza di queste due persone, altrimenti non si giustificava perché un commerciante, bell’uomo, pieno di soldi, si tenesse a casa, negli Anni ’50, una ex prostituita. Nell’immaginario collettivo, il film di De Sica, che non è Filumena Marturano ma è una rivisitazione dell’originale, con due divi dell’epoca – Loren e Mastroianni -, è diventato una versione straordinaria, per me straordinaria, ma contestata da Eduardo, che paradossalmente non c’entrava niente con Filumena, quindi noi – capendo quanto fosse forte quel ‘marchio’ – abbiamo cercato di fare una via di mezzo tra una trasposizione teatrale e un film. 

E a proposito di linguaggio, in cosa rintraccia il valore aggiunto del racconto filmico per la televisione?

In generale, il racconto filmico ha sempre una potenza superiore: con immagini e musica riesci a condensare quello che a teatro riesci a fare in dieci minuti di drammaturgia, quindi secondo me questo tipo di narrazione, se ovviamente usata bene, porta in sé un valore aggiunto. 

Con un registro completamente differente, ha ritrovato accanto Vanessa Scalera, compagna di scena già nella serie Imma Tataranni: come vi siete misurati per Filumena?

 Dalla prima volta in cui ci siamo incontrati in assoluto è nato fra noi un amore artistico, per cui è come se ci fosse una sintonia tra i musicisti che improvvisano jazz, come una jam session: ci piace ascoltare ‘le note’ dell’altro, intonarsi all’altro, quindi ero consapevole che lei fosse una delle poche, se non l’unica, a poter affrontare quel macigno di Filumena, poi in scena ci siamo solo divertiti ad ascoltarci. 

Per lei, quindi per il suo personaggio, ‘l’anima’ di Eduardo è stata presente? È qualcosa che l’ha accompagnata?

 Per gli attori napoletani c’è nel DNA un po’ dell’attore guitto, di rivista, dell’attore dell’avanspettacolo, della Commedia del’Arte, poi c’è Totò, c’è Eduardo, c’è Troisi, cioè sono cose in cui finisci perché hai avuto un imprinting talmente forte che anche se non te ne accorgi ci sei già andato dentro. 

S’è intuito possa continuare il filone delle opere di Eduardo in tv: è così? Con la stessa squadra artistica?

La squadra sarà la stessa, lo stesso gruppo di sceneggiatori e poi Vanessa e io, mancherà solo Francesco Amato che sta girando con Ficarra e Picone, ma ci sarà Luca Miniero, regista di grande esperienza: affrontiamo Napoli Milionaria, un altro macinio, meno nell’immaginario collettivo, quindi forse più facile scavalcare rispetto a Filumena, ma più difficile come testo, straordinario; nessun drammaturgo dopo pochi mesi dalla fine della Guerra avrebbe potuto avere uno sguardo così lucido sul conflitto, di solito ci vogliono almeno dieci anni per riuscire, mentre Eduardo c’è riuscito immediatamente dopo, e secondo me è un capolavoro, molto attuale rispetto all’Europa e al mondo che ci aspetta.

Miniero è un regista molto cinematografico, anche se qui si tratta comunque di un film e non di un racconto seriale: cosa si aspetta da questa regia?

 L’impronta sarà cinematografica e cercherà di uscire un po’ di più dal basso, il testo chiaramente è improntato lì; riproporlo a livello cinematografico potrebbe risultare un po’ claustrofobico, quindi ci saranno più uscite e poi Luca ha un grande senso estetico, per cui mi aspetto anche un lavoro in tal senso. Sarà, secondo me, uno dei prossimi prodotti belli della Rai. 

Questo chiama in causa il grande pubblico. Lei ha detto che Napoli Milionaria ha dei forti punti di contatto con la contemporaneità: come pensa potrà essere un ponte tra spettatori e attualità?

 Questo è sempre relativo alla qualità del lavoro e un po’ a quello che il pubblico vuole recepire. Quando Eduardo scrisse era talmente fresca la ferita che non si voleva più parlare di guerra, questo sarà interessante capire come verrà percepito: Napoli Milionaria racconta le brutture non della guerra intesa come bombardamenti militari ma come bombardamenti interni, dell’animo umano, e quindi è interessante vedere come le persone si trasformino durante una guerra, come diventino, come si possano abbruttire, ma questo dipende molto dalla percezione che chi guarda vuole avere. 

Lei ha già iniziato a lavorare al suo personaggio?

No, non ancora, perché come al solito inizio dalla prova costumi e dal parrucco: sono stato l’altro giorno a Roma per capire qualcosa sui capelli e ho cominciato a provare qualche abito, quello mi aiuta molto a leggere il copione.

Le riprese di Napoli Milionaria cominceranno il prossimo 10 luglio

Nicole Bianchi
17 Giugno 2023

Nastri 2023

Nastri 2023

Nastri d’Argento, ‘C’è ancora domani’ è il film dell’anno

“Anticipare questa decisione è il modo migliore per esprimere i nostri auguri al cinema italiano” spiega la Presidente Laura Delli Colli a nome del Direttivo Nazionale

Nastri 2023

Nastri 2023, il trionfo di Bellocchio: 7 premi a Rapito

Premi anche alla miglior attrice protagonista Barbara Ronchi, sceneggiatura, attore non protagonista Paolo Pierobon e il montaggio di Calvelli e Mariotti. Questa sera i Nastri d'Argento 2023, domani su Rai Movie

Nastri 2023

Borgonzoni: “I Nastri d’Argento mostrano un cinema italiano in salute”

Il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni si è complimentata con i vincitori dei Nastri d’Argento e ha ringraziato il premio per il supporto a Cinema Revolution, che porterà 20 milioni di euro in sostegno delle sale cinematografiche

Nastri 2023

Ralli, Nastro alla carriera: “Torno indietro nel tempo, quando ero una figurante a Cinecittà”

L'attrice 88enne racconta all'ANSA i primi ricordi d'infanzia, quando sentiva il padre fischiare per le scale di casa: "io e mia madre ci guardavamo e capivamo che aveva vinto alle corse dei cavalli". Ralli riceve il Nastro d'Argento speciale; da poco è tornata sul set



Ultimi aggiornamenti