L’amore di Cocteau e Radiguet al Teatro Strehler

Al Festival Mix Milano di cinema gaylesbico e queer culture l’amore di Cocteau e Radiguet, raccontatao da 'Opium'


Fino al 24 giugno a Milano il Teatro Strehler (Largo Greppi 1) ospita la 27a edizione del Festival Mix Milano di cinema gaylesbico e queer culture. Evento speciale d’apertura è Yossi del regista Eytan Fox, considerato tra i nomi di punta del nuovo cinema israeliano. Sequel del film Yossi & Jagger, girato nel 2002, dove la vicenda ruotava attorno alla relazione segreta tra l’ufficiale Yossi e il suo caporale Jagger, a distanza di dieci anni Eytan Fox ci ripresenta Yossi, i cui i tormenti del passato hanno preso il sopravvento, sullo sfondo di una società israeliana molto cambiata, che riconosce Yossi e gli consente di accettare la sua identità.
Eytan Fox insieme a Gal Uchovsky – personaggio di spicco in Israele, oltre che produttore cinematografico anche sceneggiatore, giornalista, critico – sono ospiti del Festival MIX Milano che gli dedicherà una speciale retrospettiva con la proiezione dei primi corti, di Yossi & Jagger e di alcuni estratti in anteprima assoluta del nuovo film Cupcakes Bananot che debutterà dopo l’estate al Toronto International Film Festival.

Il Concorso Lungometraggi presenta quest’anno 20 titoli, tra i quali, oltre a Yossi, l’atteso Interior Leather Bar degli americani James Franco e Travis Mathews, passato prima al Sundance 2013 e poi al Festival di Berlino che sarà presentato dallo stesso Travis Mathew. Il film diretto a 4 mani ricostruisce tra documentario e finzione i quaranta minuti tagliati di Cruising di William Friedkin, spingendo a riflettere sull’omofobia e sul punto di vista prettamente eterosessuale del cinema mainstream.
Tra le anteprime si segnalano Opium di Arielle Dombasle, presentato al recente Festival di Cannes, musical che rende omaggio al celebre amore fra Jean Cocteau e Raymond Radiguet nei primi anni Venti.
Nella sezione dei Documentari, attenta alle produzioni indipendenti e alle nuove tendenze, troviamo JOY! The Portrait of a Nun di Joe Balass, sorprendente lavoro del premiato regista di Baghdad Twist – sugli ebrei iracheni – che offre un curioso e puntale ritratto delle Suore della Perpetua Indulgenza, un gruppo di circa 400 suore gay formatosi a metà degli anni 70’ a San Francisco, che sia nel passato sia oggi continuano a lottare per i diritti civili dei gay e di tutti gli oppressi.

Nel Concorso cortometraggi è presente Dykes Online, ciclo di corti lesbici prodotti per la rete da gruppi di lesbiche creative e combattive sparse nella Penisola, da Torino alla Capitale passando per la Toscana.
Per la prima volta quest’anno si affianca alle sezioni competitive EXTRAMIX, una selezione che intende allargare lo sguardo verso il panorama italiano indipendente, e che presenta una raccolta di opere che raccontano il sentimento e la sessualità in forme diverse e assolutamente fuori dagli schemi, sia per contenuti tematici che per modalità di racconto e rappresentazione.
Il programma presenta cinque storie vere, un po’ queer e un po’ normali: Walking di Luca Donnini, Look Love Lost di Giovanni Maderna, Sms-Save my soul di Piergiorgio Curzi, Che cos’è un Manrico di Antonio Morabito e Mignon di Massimo Alì Mohammad.

Torna infine la finestra sul cinema censurato del passato con UNCUT, con la proiezione, organizzata in collaborazione con il Goethe Institute, di Querelle de Brest, ultima opera postuma di Reiner Werner Fassbinder, che sarà presentato nella sua forma integrale senza il taglio di 48 metri pellicola operato dalla commissione censura italiana.

In occasione del trentennale della morte di Mario Mieli – filosofo, scrittore, teorico degli studi di genere e tra i fondatori del movimento omosessuale italiano – il festival MIX gli dedica uno speciale tributo con la proiezione di Una favola spinta, un film frutto del lavoro di scrittura tra Mario Mieli e Guido Tosi, realizzato per la TV e prodotto dalla sede Rai della Lombardia, che lo trasmette un anno dopo la morte di Mieli. Girato in bianco e nero, in una Milano futuribile (scenografie di Piero Panseca) con voci e corpi trattati secondo il migliore/peggiore teatro d’avanguardia, il film vede la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Mieli e di Claudio Bisio e Paolo Rossi (all’epoca attori del Teatro dell’Elfo).

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