Francesco Cinquemani: “Ho convinto Alec Baldwin perché sono pazzo quanto lui”

Presentato in anteprima mondiale al Taormina Film Festival, Billie's Magic World è un film per bambini con Alec e William Baldwin e Valeria Marini. Il regista è Francesco Cinquemani


TAORMINA – Presentato in anteprima mondiale al Taormina Film Festival, Billie’s Magic World è un film per bambini che alterna riprese in live action con l’animazione. Con un cast internazionale che vanta Alec e William Baldwin (in foto), Elva Trill e la nostra Valeria Marini, il film è una produzione 100% italiana (Minerva Pictures, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment), girata a Roma e pensata per un pubblico d’oltreoceano. Il regista Francesco Cinquemani, dopo anni di sperimentazione nei più svariati generi, dalla pandemia ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di film per bambini, realizzandone ben 7 in due anni, tutti con cast di grande spessore.

Possiamo dire che ci troviamo di fronte al genere dello “Spaghetti Children Movie”?

Sergio Leone è il mio regista preferito, infatti uno dei miei sogni e fare un western, ovviamente con il mio stile. Io amo creare cose che non esistono nella realtà, non voglio replicare la realtà. Sono un ex disegnatore e fotografo, ho tutto un immaginario mio fantastico. In questo momento ci sono tanti italiani che stanno producendo film per gli americani, io sono uno di quelli che cerca di farlo nel genere commerciale. Perché la maggior parte dei registi italiani fa cinema d’autore o fa un tipo di cinema comico all’italiana, nella nostra tradizione. Quando io ho iniziato, essendo appassionato di genere ed essendoci tantissimi autori, io ho deciso di fare l’artigiano. Con molta umiltà sono al servizio della storia, infatti cambio stile a seconda del genere.

L’elemento in comune tra tutti i suoi progetti è la fantasia?

È il mettersi alla prova, cercare sempre qualcosa di nuovo. Mi annoio facilmente, non posso fare sempre lo stesso film: la crisi privata, la crisi del lavoro, le corna con il migliore amico, i politici corrotti. Tutta questa roba era già vecchia negli anni ’50. Invece creare un universo che non esiste, fare una favola, un film di fantascienza, un horror, un action, un thriller, una sparatoria con 50 persone, quando ti capita in Italia? Un approccio ludico.

Ho visto tanti riferimenti in Billies’ Magic World: Pinocchio, Il Mago di Oz.

Il film contiene una serie di suggestioni. Abbiamo deciso di fare un omaggio alle favole e abbiamo messo tutti i riferimenti tipici della favola per bambini, a differenza dei precedenti che erano più Christmas movie. Di solito c’è la strega cattiva? Mettiamo lo stregone. Il gatto e la volpe? Mettiamoceli. Il bambino protagonista? All’inizio c’era Billy, poi abbiamo deciso di metterci una bambina, ed è diventata Billie. Perché i film sono degli esseri viventi. Cambiano in tutte le loro fasi e il risultato finale lo vedi solo alla proiezione.

Alec e William Baldwin, Morgan Freeman, Danny Glover: come fa a riempire i suoi film con attori di questa caratura? Incoscienza. Non conosco i miei limiti e non ho paura di niente. E neanche di sbagliare, perché non ho niente da perdere. Al massimo mi dicono di no.

Evidentemente li convince bene.

 Posso fare l’esempio di Alec Baldwin. Stavamo girando Andròn e abbiamo perso l’attore antagonista, che era un nome molto grosso. A una cena Danny Glover mi presenta Steven Baldwin e io lo invito sul set. Quando capisce che stavamo facendo le riprese in green screen perché ci mancava l’antagonista, mi chiede che tipo di attore stavamo cercando e io in quel momento capisco che suo fratello sarebbe perfetto. Il mio collaboratore mi dice ma sei pazzo? Sono vent’anni che mando copioni ad Alec Baldwin e li rifiuta tutti. E invece questa volta ha accettato. Quando ho finito il film, che era il mio primo lungo, gli dico: ‘Alec, negli ultimi anni hai fatto due Allen, un Mission Impossible, un Cameron Crowe e un Cinquemani. Perché?’ Lui si mette a ridere e mi dice che: primo, è un film di fantascienza, genere che ama e che nessuno gli propone; due, gli è piaciuto il copione, ci ha visto tanto ironia; tre, gli sono sembrato pazzo quanto lui; quattro, ha guadagnato talmente tanto che fa quello che gli pare. Infatti ha ribassato il cachet per lavorare con me.

Carlo D'Acquisto
29 Giugno 2023

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