Berlino 2016

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67ma Berlinale dal 9 al 19 febbraio 2017

Le date della prossima edizione del festival che chiude con un bilancio positivo con 337.000 biglietti venduti

Cuciniello (Anec) sull’Orso d’oro

“Ancora una volta il cinema italiano primeggia a livello internazionale vincendo premi prestigiosissimi”, è il commento del presidente dell’ANEC, Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Luigi Cuciniello


Documentaristi sull’Orso d’oro

Doc/it è orgogliosa per questa vittoria e per il suo significato, perché "ancora una volta la forza del documentario italiano si impone come vera opera cinematografica di creazione capace di far riflettere sulla realtà ed essere apprezzata nei grandi festival internazionali"

Congratulazioni di Mattarella a Gianfranco Rosi

"Un premio a un'opera italiana dall'alto valore artistico, culturale e sociale e a un regista innovativo e appassionato", afferma il capo dello Stato

Boldrini invita Rosi a Montecitorio

"Ho chiamato #GianfrancoRosi per complimentarmi per Orso d'oro ed invitarlo insieme a @giusi_nicolini e Pietro Bartolo giovedì @Montecitorio". Lo scrive su twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini

L’isola accoglie ciò che viene dal mare

"Noi siamo pescatori e accogliamo tutto quello che viene dal mare". Lo spiega Pietro Bartolo, un medico che da 25 anni si occupa di immigrazione a Lampedusa e che ora è diventato protagonista della pellicola Fuocoammare di Gianfranco Rosi che ha conquistato il premio più importante della kermesse. Alle sue commoventi parole il regista ha lasciato ampio spazio anche durante la conferenza stampa di chiusura. Non sono mancati i commenti dello stesso Rosi: “Continuo a dire di non aver fatto un film politico - ha detto - o comunque senza uno statement. Parla d’amore"

Monda: “Uno sguardo umanista”

"La vittoria di Fuocammare è un magnifico risultato per il cinema italiano, che conferma il grande talento di Gianfranco Rosi. Una personalità unica, dallo sguardo umanista, che costruisce il cinema attraverso immagini potenti e indimenticabili" . E' il commento del direttore della Festa del Cinema di Roma Antonio Monda

Baratta, Boldrini, Delli Colli, Zingaretti sull’Orso

Le reazioni del presidente della Biennale, della presidente della Camera, del presidente della Regione Lazio e della presidente del Sngci alla vittoria berlinese

Gianfranco Rosi: “Ora il mio film lo farei vedere a Salvini”

"Lo farei vedere a tutti i nostri politici, in Parlamento, in Senato e specialmente ai più tosti come Salvini". Così Gianfranco Rosi, protagonista di questa serata memorabile per il cinema italiano, che torna a vincere il massimo premio a quattro anni dall'Orso a Cesare deve morire dei Fratelli Taviani. Fuocoammare - coprodotto e distribuito da Istituto Luce Cinecittà - ha appena trionfato alla 66ma Berlinale, un'edizione che ha dato la scena al tema delle migrazioni, con raccolte di fondi e un'attenzione speciale dei media a questa tragedia dei nostri tempi. E il regista lancia un appello: "Se l'Europa non riesce a fare i conti con una politica europa e non nazionale, sarà la fine di tutto"

Paolo Del Brocco: “Ottima collaborazione tra risorse e istituzioni pubbliche”

Per Paolo Del Brocco: "Fuocoammare, frutto di un’ottima collaborazione tra risorse e istituzioni pubbliche (Rai Cinema, Istituto Luce-Cinecittà, MIBACT), racconta una storia che tocca ogni coscienza, che riguarda tutti noi. E’ il tempo, questo, della responsabilità nel quale tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, anche il cinema”. Il commento del dg Rai Antonio Campo Dall'Orto

L’orgoglio di Renzi e Franceschini

"Berlino premia Gianfranco Rosi, il suo talento e la poesia dell'accoglienza#fuocoammare#orgoglio". Così il premier Matteo Renzi su Twitter. Per il ministro Franceschini, che ha coprodotto Fuocoammare: "Storie di coraggio e solidarietà, raccontate con un linguaggio universale, che scuote il mondo e che fa riflettere sulla necessità di affrontare il dramma dell'immigrazione in modo unitario e umanitario"

Un Orso dedicato a Lampedusa

Il discorso del regista sul palco della Berlinale, dove ha chiamato tutti i suoi collaboratori, innanzitutto il dottor Pietro Bartolo, medico della Asl di Lampedusa e cuore del film insieme al piccolo Samuele: "L'Europa sta considerando le sue politiche, io ho paura soprattutto delle barriere mentali spero che sia chiaro che la gente non può morire in mare mentre fugge da terribili tragedie"

Tutti i premi della 66ma Berlinale

Cicutto: “ll cinema, ricchezza non effimera del nostro paese”

Per l'ad e presidente di Luce Cinecittà: "Il trionfo berlinese è frutto di un equilibrio fatto del talento dell'autore, della sensibilità del cinema pubblico (Mibact, Istituto Luce Cinecittà, Rai Cinema), della forza della produzione indipendente (21Uni Film, Stemal Entertainment), dell'appeal internazionale (coproduzione con i francesi Les Films d'Ici e ARTE). Decine di paesi hanno già acquistato il film. E viene dopo significative affermazioni anche internazionali di numerosi altri titoli. La nuova legge mette a disposizione più fondi. Facciamo tesoro di queste esperienze perché vengano impiegati sempre meglio nella convinzione che il cinema e l'audiovisivo italiano sono una ricchezza non effimera per il paese"

Fuocoammare conquista l’Orso d’oro. Tutti i premi della 66ma Berlinale

Il documentario di Gianfranco Rosi vince l'Orso d'oro della 66ma Berlinale. Gran Premio della giuria Death in Sarajevo di Danis Tanovic. Alfred Bauer Prize al film che apre nuove prospettive A Lullaby for the Sorrowful Mistery di Lav Diaz. Miglior regista la francese Mia Hansen-Love per L'avenir. Miglior interpretazione femminile Trine Dyrholm per The Common. Miglior interpretazione maschile Majd Mastoura per Hedi. Miglior sceneggiatura al polacco United States of Love. Miglior contributo artistico al cinese Crosscurrent. Miglior opera prima il tunisino Hedi di Mohamed Ben Attia

Berlinale: tre premi collaterali per Fuocoammare

La giuria ecumenica, quella di Amnesty (a pari merito con Royahaye Dame Sobh di Mehrdad Oskouei) e i lettori del 'Berliner Morgenpost' hanno premiato il docu-film di Gianfranco Rosi. "Non vogliamo vivere in una Europa che chiude le barriere”, ha commentato il regista. Altri premi da tenere d’occhio sono quello a 24 Wochen (24 Weeks) di Anne Zohra Berrached, assegnato dalla ‘Guild of German Art House Cinemas’, il CICAE a Fukushima, mon Amour di Doris Dörrie e il FIPRESCI a Smrt u Sarajevu / Mort à Sarajevo di Danis Tanović

Junction 48 vince premio del pubblico Panorama

Il miglior documentario è invece Who's Gonna Love Me Now? di Tomer e Barak Heymann

I premi di Generation: Lettonia, Cile e Svezia

Orso di cristallo a Mellow Mud di Renārs Vimba, Lettonia. Doppio premio al cileno Las plantas di Roberto Doveris e allo svedese The Body Is a Lonely Place di Ida Lindgren

A Dragon Arrives: thriller iraniano sulla ‘cultura del terremoto’

Un detective incappa nel mistero di una nave abbandonata in mezzo al deserto, vicino a un cimitero sconquassato da misteriose scosse telluriche. Un thriller con sfumature soprannaturali chiude idealmente la 66ma Berlinale, A Dragon Arrives dell’iraniano Mani Haghighi, ispirato da una storia vera, su un ricercatore che, caduto in un crepaccio, si convinse di aver parlato con una creatura soprannaturale. "Il terremoto - spiega il regista - è un topos della cultura iraniana. E’ come una roulette russa: non sai mai quando colpiranno ma li hai sempre nel fondo della tua mente”

United States of Love: l’amore ai tempi del cambiamento

Orso d'argento per la migliore sceneggiatura il polacco Zjednoczone Stany Milosci (United States of love). Il regista Tomas Wasilewski affronta l’universo femminile, collocando l’azione nella Polonia del 1990, primo anno di libertà dal comunismo. “L'amore non cambia - dice il regista - Si ama nello stesso modo, che sia il 1883 o il 2016. Cambiano però le scelte che si fanno, oggi divorziare o vivere con una persona dello stesso sesso sarebbe possibile, allora molto difficile“

Lav Diaz ipnotizza il festival con la sua Lullaby

Otto ore di proiezione, accolte con grandi applausi, per il nuovo film del cineasta filippino, Lullaby to the Sorrowful Mistery, una rievocazione allegorica della rivoluzione antispagnola del 1896 e in particolare un omaggio alla figura del padre della lotta anticolonialista Andrés Bonifacio. "Mi sono emancipato dalle regole commerciali. Del resto in poesia esistono gli haiku e i poemi epici". E cita Rossellini: "Con la sua opera neorealista, tutti abbiamo cominciato"

TVCO all’EFM: Bagnoli Jungle venduto in Argentina​ e Australia

Trattative sono in corso per Francia, Spagna, Messico e Germania per il film di Antonio Capuano

Don Cheadle: jazz a Berlino

Esordisce come regista nella sezione Berlinale Special Gala l’attore famoso prima per l’Oscar che gli valse la sua interpretazione in Hotel Rwanda, poi per ruoli in commedie brillanti e in film action come quelli dei super-eroi Marvel. Con Miles Ahead regala un ristratto intimo ed emozionante del geniale trombettista jazz Miles Davis, da lui stesso interpretato. Era la colonna sonora della mia vita. Lo ascoltavano i miei genitori. Da ragazzo suonavo il sassofono, quindi è un argomento che mi stava molto a cuore. Nel film sono io a suonare gli assoli. Ho imparato un nuovo strumento e anche questo è un modo per sperimentare"