Cristiana Capotondi, verso le “giuste stelle” con Margherita Hack

Il biopic 'Margherita delle stelle' racconta la crescita, la formazione e la vita personale della grande scienziata. Diretto da Giulio Base, andrà in onda il 5 marzo su Rai1


“È stato un viaggio verso le stelle. Diciamo sempre di mettere le nostre energie nella direzione che sentiamo essere più connaturata alle nostre qualità. Io credo che Margherita Hack abbia fatto questa scelta, puntando la stella giusta”: esordisce così Cristiana Capotondi nella conferenza di presentazione di Margherita delle stelle, il film tv in arrivo il 5 marzo su Rai1 dedicato alla grande astrofisica, docente e divulgatrice italiana scomparsa nel 2013.

Diretto da Giulio Base, il film segue quasi tutta la vita della scienziata, dall’infanzia e adolescenza passata sotto il fascismo – Hack è nata proprio nel 1922 – agli anni universitari, fino all’affermazione in ambito accademico, divenendo la prima direttrice donna di un osservatorio italiano, quello di Trieste. Ci si concentra meno sulla Margherita Hack che tutti ricordiamo – quella pungente donna anziana ricca di idee e ironia, che per anni si è distinta per la sua visione lucida della realtà che ci circonda – per raccontare una storia di formazione, esaltando il valore di un’educazione non convenzionale. Cresciuta da genitori vegetariani e antifascisti (interpretati da Cesare Bocci e Sandra Ceccarelli), ha da sempre sperimentato la libertà assoluta delle sue scelte: dal praticare sport ad alti livelli, al restare a studiare le stelle per tutta la notte, fino a quella di non avere figli.

“La sua vivacità fisica è andata parallelamente a una vivacità intellettuale. – racconta Capotondi – Attraverso lo sport ha capito di non doversi vergognare di voler vincere, di avere un sogno, di voler realizzare una propria ambizione. Lo sport dà questo, così come la preparazione al sacrificio. In un certo senso forma allo studio, soprattutto se fatto a livello agonistico”. “Come donna non si è sottratta dalla forza, anche dolorosa, che le è stata impresa da questa educazione familiare che andava controcorrente, fuori dal tempo che viveva. -aggiunge – La poneva in contraddizione con le sue compagne di scuola. Comprende di avere dei codici di comportamento diversi, che la portano a una grandissima storia d’amore con un uomo che la prende per mano e la accompagna verso la stella giusta”.

Interpretato da Flavio Parenti, Aldo De Rosa, compagno di avventure e marito di Margherita Hack, ha abbracciato l’anti-convenzionalità di sua moglie, accettando un ruolo di spalla, che è difficile far proprio, soprattutto quando si è uomini cresciuti all’inizio del secolo scorso. “Questa storia può insegnare di mettere da parte l’ego. – continua Capotondi – Aldo è stato uno dei motivi per cui Margherita Hack è stata Margherita Hack. Ha avuto la forza di proiettare tutto se stesso dentro di lei, e il percorso di Margherita è diventato anche il suo. Aldo De Rosa è la persona che ha scritto con lei, dandole una semplicità nel far arrivare concetti complessi. Senza di lui forse non sarebbe stata la divulgatrice semplice e immediata che è stata”.

Con linearità e chiarezza espressiva, Margherita delle stelle ci regala il quadro di una donna unica nel suo genere, che, superando gli scetticismi delle persone intorno a lei, ha saputo cogliere l’eccezionalità del mondo fuori e dentro di sé per raggiungere dei risultati che per una donna del suo tempo erano semplicemente inconcepibili. Qui si può intercettare il cuore di un progetto che prima di tutto sottolinea il valore della diversità. “C’è un dato che accomuna molte ragazze, anche oggi – conclude Cristiana Capotondi, facendo riferimento alla sua esperienza di imprenditrice – fino ai 16 anni sono in molte a esprimere il desiderio di studiare materie scientifiche, ma dopo si dirottano verso le materie umanistiche. Non credo che sia un cambio di gusto repentino, ma che si tratti di un tema culturale. Non riescono a immaginare di affiancare una vita piena e realizzata con una vita da scienziata. Spero che questa storia arrivi anche in quelle famiglie che non dicono con amore quella parola in più che può portare un figlio a fare una scelta un po’ idealmente complessa. Perché credo che, invece, una vita non realizzata sia molto complessa. La vita di Margherita Hack è stata una vita felice e secondo me anche semplice, perché ha puntato il telescopio verso la stella giusta e ha avuto il vento in poppa. La vita si allea con chi punta la stella giusta e l’aiuta a realizzare i propri sogni”.

28 Febbraio 2024

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