6 giugno 2024, la rassegna stampa 

Per Sofia Coppola, Roma è “città di bellezza e arte incredibili, e casa di Cinecittà!”. L’intervista a Vanessa Scalera. GB: nasce agenzia anti molestie. Lanthimos non stupisce più. Il 7 ottobre 2023 diventa un film: quando Hamas attaccò Israele. 'Becoming Karl Lagerfeld': la serie con Daniel Brühl. L'addio a Rosalina Neri: Marilyn per sempre


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PER SOFIA COPPOLA, ROMA E’ “CITTÀ DI BELLEZZA E ARTE INCREDIBILI, E CASA DI CINECITTÀ!”

Sofia Coppola ha conquistato Roma, arrivata nella capitale per ricevere il “McKirn Medal”, premio consegnato all’interno dell’annuale Gala organizzato dall’American Academy in Rome, istituzione culturale che da 130 anni, nella sua sede al Gianicolo, offre residenza e sostegno ad artisti e studiosi nelle discipline umanistiche. La regista ha dichiarato: “è sempre d’ispirazione essere a Roma, città di bellezza e arte incredibili, e casa di Cinecittà! Sono molto fiera delle mie origini italiane e grazie mille per avermi fatta sentire la benvenuta”. Il “McKirn Medal” è “un riconoscimento al talento, all’impronta narrativa e alla visionarietà”, si legge sul “Messaggero”. Per “complimentarsi è arrivata l’intellighenzia del cinema italiano”, dopo la direttrice dell’American Academy, Aliza S. Wong, e Carla Markell, moglie dell’ambasciatore USA, ecco Ginevra Elkann e Maria Teresa Venturini Fendi, Delfina Delettrez Fendi, Catrinel Marlon, Nicola e Beatrice Bulgari, Marco Mengoni, Alessandro Preziosi, Seydou Sarr e Moustapha Fall, protagonisti del film Io capitano e, ancora, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Lorenzo Mieli e Fotinì Peluso, Margherita Buy e la figlia Caterina De Angelis.

VANESSA SCALERA: “LA FELICITA’ E’ UNA VERA CAZZATA”

L’attrice, fresca del Nastro d’argento – Grandi Serie per il film tv Napoli milionaria di cui è interprete, afferma: “la felicità è una vera una cazzata”, questo il titolo dell’intervista di Federico Pontiggia su “Il Fatto Quotidiano”. Lei precisa: “sono una serena infelice”. Il giornalista apre proprio sul tema in questione e le domanda: “Amalia Jovine di Napoli milionaria è pronta a vendersi l’anima in cambio della felicità: Vanessa Scalera, lei?”, e l’interprete non ha dubbi: “Non credo affatto nella felicità: vendersi sarebbe un esercizio inutile … Le solite puttanate: ‘Ah, la felicità negli attimi’. Io sono pendente all’infelicità, faccio di tutto per essere infelice. Cerco di rendermi la vita più serena, ma non felice. Per quello servono gli altri, e il mio mestiere. Ho imparato negli anni che la mia felicità dipende tanto dal percorso professionale, e mi fa rabbia … Sono abbastanza felice, quando tutto intorno a me si acquieta. È la famosa controra meridionale … obbliga tutti quanti a non fare nulla. A Roma non esiste, purtroppo”. Pontiggia le ricorda che: “Ha fatto anche Filumena Marturano, qual è il segreto di Eduardo?”, e per Scalera: “Prima di essere un grande drammaturgo che ha scritto capolavori, è stato un grandissimo attore. Era la sua ricchezza, portava in scena, di più, viveva per gli attori. Amalia non è forse la quintessenza dell’autodeterminazione femminile senza smancerie e infingimenti? Di sicuro non è Barbie, semmai richiama la protagonista di Anatomia di una caduta: scomoda, ambigua, è una donna che non si lascia amare, tutt’altro. Sì, oggi l’autodeterminazione femminile passa per parti non edificanti”. Scalera, poi, tiene a precisare: “Io ho avuto un grande insegnamento: mia madre, che mi ha educato da subito a provvedere a me stessa. È una grande forma di libertà, non dipendere da nessuno economicamente, per una donna è fondamentale”.

GRAN BRETAGNA: NASCE L’AGENZIA ANTI-MOLESTIE

“Il #MeToo non basta” così le attrici britanniche fondano un’agenzia anti-molestie, si legge sul “Corriere della Sera” a firma di Paola De Carolis. “Si tratta di un ente indipendente a cui chiedere consigli, mediazioni e, in alcuni casi, assistenza in procedimenti legali contro il bullismo nel settore creativo”. Si tratta di “una campagna che mira a creare e sostenere un garante per cinema, teatri, tv e piattaforme di streaming per sanare il settore. Si tratta dei maggiori nomi del momento, da Keira Knightley … a Emerald Fennell … da Cara Delavingne a Carey Mulligan. Per quanto il movimento #MeToo, nato sulla scia del caso di Harvey Weinstein, abbia portato maggiore attenzione al bisogno di rivoluzionare il trattamento di attrici e attori soprattutto laddove c’è una disparità di potere – attori giovani da una parte e produttori e registi affermati dall’altra – nella realtà l’ambiente cinematografico, televisivo e teatrale rimane problematico”. Così, si legge in una lettera ufficiale: “c’è bisogno … di un’organizzazione esterna che possa punire comportamenti inappropriati che spesso si manifestano sui nostri palcoscenici, sui set e dietro le quinte”.

LANTHIMOS NON STUPISCE PIU’

È Alberto Crespi su “la Repubblica” – anche se non è l’unico a dedicare attenzione a Kinds of kindness – a scrivere che manipolazioni, plagi e sette religiose non bastano a stupire, come ci aveva abituati il regista greco. “Scordatevi la visionarietà spiritosa di Povere creature!, qui siamo in zona Lobster e Sacrificio del servo sacro, con in più il tentativo di uno sguardo sinistro sulla società americana … Lanthimos è un cineasta che vorrebbe stupire e inquietare ad ogni inquadratura, ma quando tutto, in un film, sembra già visto e stravisto stupore e inquietudine evaporano … il greco ormai hollywoodiano Yorgos Lanthimos torna alle atmosfere torbide e vagamente provocatorie dei suoi primi film”.

IL 7 OTTOBRE 2023 DIVENTA UN FILM: QUANDO HAMAS ATTACCÒ ISRAELE

Gli autori della serie Fauda raccontano l’eroismo dell’ex generale Noam Tibon, ne scrive Alessandra Menzani su “Libero”. Nell’articolo si legge che “L’irrazionale e il disordine sono gli elementi insieme alla violenza che dominano, soprattutto dopo lo scorso 7 ottobre, quando i miliziani di Hamas, uscendo dalla striscia di Gaza, attaccarono di sorpresa il territorio di Israele uccidendo almeno 1194 persone fra civili e militari … La qualità del prodotto dovrebbe essera garantita dal marchio Fauda. Una serie apprezzata soprattutto perché realistica e verosimile. Il protagonista e sceneggiatore, Lior Raz, è prima di tutto un ex membro delle Duvdevan Unit, forze antiterrorismo israeliane … Oltre ad avere co-creato Fauda, che è andata in onda dal 2026 al 2023, è ideatore anche di altre serie come Hit & Run e Noam Tibon. Nonno e generale in pensione dell’esercito israeliano, Tibon è diventato una star internazionale quando ha salvato la sua famiglia dalle forze di Hamas che avevano invaso il kibbutz. ‘La sua storia trascende religione, Paese o conflitto e riflette splendidamente i sacrifici che una persona è pronta a fare per salvare quelli che ama’, dicono gli autori”.

BECOMING KARL LAGERFELD: LA SERIE CON DANIEL BRUHL

Da “Elle” a Giulia Bianconi su “Il Tempo” attenzione per la serie dedicata a Karl Lagerfeld interpretata da Daniel Brühl. “Il mio Kaiser della moda: insicuro, fragile e romantico”, si legge sul quotidiano romano. Becoming Karl Lagerfeld è una serie Disney+, dal 6 giugno in streaming, ispirata al bestseller Kaiser Karl di Raphaélle Bacqué. “A 38 anni Lagerfeld era uno stilista di prét-à-porter, sconosciuto al grande pubblico. Osò sfidare il suo amico, e rivale, Yves Saint Laurent (Arnaud Valois), genio dell’haute couture, e si innamorò dell’ambizioso e problematico Jacques de Bascher (Théodore Pellerin). Per Brühl “la sua era una solitudine contrapposta a una grande visibilità. Era sempre sotto i riflettori. E anche io a volte provo quella sensazione” e “il rischio, nell’interpretare ‘un personaggio così impegnativo, eccentrico e misterioso’ poteva essere per Brühl ‘renderlo una caricatura. Era riservato e discreto e anche io lo sono. Ho cercato di capire quest’uomo che voleva conquistare Parigi, ottenere rispetto e fama, trovare un amore. Mi piace esplorare le contraddizioni dell’essere umano. Lagerfeld è stato un intellettuale, appassionato di Proust, che teneva sul comodino otto libri contemporaneamente, e un’icona della cultura pop, immersa nel mondo della moda dai ritmi frenetici e folli. Non ha mai perso la curiosità e la voglia di rapportarsi al mondo dei giovani’, ha detto ancora Brühl, che ha anche svelato di essere cresciuto, grazie al padre, regista documentarista, con i film di De Sica, Fellini e Visconti, e che il suo mito è Marcello Mastroianni da quando ha 15 anni”.

ADDIO A ROSALINA NERI: MARILYN PER SEMPRE

Più di una testata annuncia la scomparsa della Marilyn nostrana: infatti, come si legge su “la Repubblica”, si è spenta a 97 anni colei che è sempre stata “definita ‘la Marilyn Monroe italiana’ per via della somiglianza con il mito hollywoodiano. Nata in provincia di Varese è stata cantante lirica, soubrette e attrice, lavorando per il cinema, la tv e il teatro. Il debutto con Renato Rascel, la carriera in Rai, poi l’incontro con Strehler”. (n/b)

06 Giugno 2024

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