Basta frequentare anche solo marginalmente i social network per avere incrociato negli scorsi giorni dei meme o delle immagini che ripropongono foto celebri e ritratti di personaggi realizzati con l’iconico stile di Hayao Miyazaki. Seguendo il trend del momento, infatti, tantissimi utenti e brand celebri hanno sfruttato il nuovo strumento di ChatGPT, l’intelligenza artificiale di OpenAI, capace di trasformare in pochi istanti un’immagine in un frame che sembra uscito con sorprendente verosimiglianza da un film dello Studio Ghibli. Una sfilza infinita di meme che ha divertito il web ma, al tempo stesso, ha suscitato non poche polemiche.
In molti hanno sottolineato come sia eticamente scorretto imitare artificialmente uno stile artistico così riconoscibile, specchio della sensibilità e del talento di pochi artisti, che ha richiesto decenni di lavoro per essere perfezionato e reso celebre. Senza parlare poi della questione legata ai diritti d’autore: è legittimo dare in pasto all’intelligenza artificiale centinaia di migliaia (se non milioni) di immagini originali coperte da copyright?
A tutto ciò si aggiungono le dichiarazioni dello stesso Miyazaki, che nel 2016 si era espresso così in merito alle immagini generate con AI: “Sono profondamente disgustato. Se volete davvero fare cose inquietanti, potete andare avanti e farlo. Non vorrei mai incorporare questa tecnologia nel mio lavoro. Sento fortemente che questo è un insulto alla vita stessa“. Tuttavia, la dichiarazione è di molto precedente ai moderni sviluppi della tecnologia e lo Studio Ghibli si è rifiutato di commentare la vicenda attuale. In sostanza, nessuno conosce l’opinione del maestro dell’animazione giapponese, anche se non è scorretto ipotizzare possa essere fortemente negativa.
La legittimità di quanto avvenuto non è affatto chiara e la questione è molto problematica. Le tante polemiche portate avanti dagli appassionati del lavoro dello studio d’animazione giapponese – celebre per la poeticità delle sue opere e per l’artigianalità del processo produttivo, ancora fermo a uno stile d’animazione classico – potrebbero avere delle conseguenze nei prossimi tempi. Nel frattempo, infatti, il nuovo prompt di comandi sembra essere stato bloccato alla radice, segno che probabilmente le linee guida e le politiche sui contenuti siano state aggiornate. Forse OpenAI, questa volta, ha stuzzicato il fandom sbagliato. (C.DA)
Aperte le iscrizioni alla seconda edizione della a competizione internazionale per cortometraggi realizzati con gli strumenti di Intelligenza Artificiale
Lilly Wachowski, Paul McCartney, Ava DuVernay, Cate Blanchett, Alfonso Cuarón e molti altri scrivono alla Casa Bianca per fermare l’IA che minaccia le leggi sui diritti d'autore
154, il nuovo WeShort Originals, piattaforma globale di streaming, distribuzione e produzione dedicata ai cortometraggi, debutterà nelle sale italiane il 19 marzo, nel giorno della Festa del Papà. Un cortometraggio...
L’intervista all’autrice del docu-film che esplora il futuro della Società 5.0. Con l’attore di Nirvana anche Francesca Inaudi, Fortunato Cerlino e Dean Michael Gregory. Al cinema dal 17 marzo