Sora, la nuova IA che può competere con Hollywood

Il nuovo strumento di generazione video presentato da OpenAI è impressionante e preoccupa non poco l'intero mondo dell'audiovisivo


Nelle ultime ore i social network sono stati invasi da brevi video di pochi secondi: cuccioli tenerissimi, paesaggi mozzafiato, animazioni di qualità e paesaggi sci-fi da sogno. C’è solo un problema: sono stati tutti generati con Sora, il nuovo strumento di intelligenza artificiale presentato da OpenAI capace di creare video di massimo 60 secondi in pieno stile hollywoodiano partendo da un semplicissimo prompt di comandi. Fotorealismo, animazione, computer grafica, qualsiasi tono fotografico e stile di ripresa: niente è impossibile per Sora.

La velocità con cui si sono sviluppati questi tools semplicissimi da utilizzare e dal potenziale infinito rischia di mettere in crisi l’intero mercato audiovisivo. Quello compiuto oggi da OpenAI ne è la prova definitiva. La stessa società ha ammesso di non aver ancora reso disponibile il programma al pubblico perché lo sta analizzando per capire i pericoli e i rischi. La sensazione è che questa volta ogni passo vada compiuto con molta calma, perché se i precedenti strumenti avevano allarmato il sistema cinematografico di Hollywood tanto da aver contribuito a dare vita allo sciopero più lungo di sempre, con Sora la questione diventa ancora più delicata.

Senza particolare sforzo si possono generare minuti e minuti di video, a volte del tutto indistinguibili da immagini che, se girate normalmente o ricostruite in cgi, costerebbero decine di milioni di dollari. Gli evidenti limiti attuali di questa tecnologia non bastano a rassicurare il settore, vista soprattutto la velocità con cui questi sistemi si stanno evolvendo. Basti pensare che, secondo quanto dichiarato da OpenAI, il modello sarebbe già in grado di realizzare più riprese all’interno di un singolo video generato, come se venissero utilizzate più telecamere,  facendo sì “che persistano accuratamente i personaggi e lo stile visivo”. Insomma, il passaggio da un breve video decontestualizzato a qualcosa di più lungo e coerente, come un cortometraggio, è imminente.

Le questioni aperte sono molteplici, dai diritti d’autore (spesso questi video assomigliano terribilmente a prodotti già esistenti) al deepfake (si potrebbero realizzare video compromettenti utilizzando l’immagine altrui) e tanto altro ancora. Insomma, la strada è definitivamente tracciata e quella dell’intelligenza artificiale sarà di certo la sfida più grande che Hollywood e tutto il mondo dell’audiovisivo dovrà affrontare nei prossimi anni.

 

Carlo D'Acquisto
16 Febbraio 2024

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