‘Saint Clare’, la sintonia thriller tra Mitzi Peirone e Bella Thorne

L'opera seconda della regista italo-americana è il film di apertura del 70° Taormina Film Festival, un thriller di stampo femminista con protagonista una giovane vendicatrice. Nel cast anche Rebecca De Mornay


TAORMINA – Una giovane donna che si crede una santa come Giovanna d’Arco e che, spinta da una fede cieca, si erge a vendicatrice di tutti gli uomini violenti che incontra sul suo cammino, adescandoli e uccidendoli. Si chiama Clare, ha il volto di Bella Thorne ed è la protagonista di Saint Clare, l’opera seconda della regista italo-statunitense Mitzi Peirone, che ha debuttato come film di apertura del 70° Taormina Film Festival.

Nata e cresciuta a Torino e trasferitasi negli States 19enne, la regista si è trovata tra le mani questo progetto improvvisamente, qualche anno dopo il buon riscontro del suo primo film, Chimera, un’opera totalmente indipendente e sperimentale. “Alla fine del 2021, i miei produttori mi hanno chiamato per dirmi che Bella voleva lavorare con me perché aveva una sceneggiatura su cui stava lavorando. – racconta – Un film tratto da un libro il cui titolo è Clare at Sixteen. Bella, ovviamente non ha sedici anni, abbiamo dovuto farla diventare più grande è spostare l’ambientazione dal liceo al collage, pur rispettando il materiale originale. Nel romanzo c’erano riferimento alla scuola cattolica, che anche io ho frequentato. Il cattolicesimo ha una rappresentazione molto grafica, è per questo che ispira molti registi horror: ti dà la possibilità di esprimerti in maniera violenta, crudele e barocca”.

Bella Thorne, che a Taormina presenta il suo cortometraggio da regista Unsettled – sempre incentrato sul tema della violenza di genere – ha co-scritto la sceneggiatura del film, avvalorando una carriera di autrice sempre più promettente. “Scrivere è importante per la mia quotidianità, per la mia sanità mentale. Quando per tutta la vita fai lo stesso lavoro, questo può diventare arido, rischi che ti faccia disamorare di questa arte. Regia e scrittura hanno dato vigore a questo amore per l’arte”.

Tutto nasce da un’affinità artistica che lega Thorne e Peirone, come rivela la stessa regista: “Ci conosciamo da 5 anni ed è stato amore a prima vista. Siamo state subito amiche. Ho visto lei in me e viceversa. È il bello delle amicizie femminile, che io trovo sorprendenti. C’è una connessione speciale che accade nel mondo dell’arte, un continuo dialogo che va avanti da migliaia di anni. Credo che entrambe siamo spinte verso un genere: un thriller attento alle tematiche sociali. Abbiamo una vena attivista che ci spinge a volere realizzare il cambiamento delle comunità in cui viviamo”.

“Il film è un thriller al 100%. – continua Peirone – Ero affascinata dall’idea di aver questo dono e questa maledizione. Clare è una persona solitaria ma con un vivido mondo interiore. Si va a rifugiare in questa tana del coniglio, una città anonima che potrebbe essere ovunque dove tutti conoscono tutti. Un posto tranquillo ma dove c’è l’insidia della violenza. Non si parla solo di violenza sulle donne, ma si mette una luce su quanto possa essere avida e corrotta la società”.

Ispirata dai motti di Giovanna d’Arco come “tutto quello che faccio viene da Dio; non ho paura di niente; le fiamme dentro di me sono più importanti di quelle attorno a me”, Clare si trova costretta a smascherare un’intrigata rete criminale che rapisce e fa scomparire giovani donne come lei. Tra colpi di scena e violenza, non manca anche un po’ di ironia e di verve comica, derivata soprattutto da due elementi secondari: il fantasma di una sua precedente vittima, proiezione delle sue insicurezze e dei suoi traumi passati, e le prove di uno spettacolo teatrale in cui, guarda caso, recitano tutti i protagonisti della vicenda.

Personaggio cruciale all’interno della trama è Gigi, la nonna di Clare, nonché sua unica familiare rimasta, che si prende cura di lei anche insegnandole a difendersi. “Questo film riflette esattamente quello che sto cercando: personaggi che rappresentano una forza differente per le donne. – rivela l’attrice Rebecca De Mornay – È sempre stato così nella mia carriera: sia che interpreti una tata psicopatica, una meccanica o una prostituta. Sono tutte donne che vivono la vita come vogliono, senza farsi definire da quello che dicono gli uomini. Questo film mostra la possibilità per le giovane donne che possono combattere contro il controllo maschile e il patriarcato. Quando avevo 16 anni ho visto Ultimo tango a Parigi di Bertolucci, un film interessante ma difficile da vedere se sei una giovane donna: pensi che funzioni davvero così, che gli uomini ti stuprino e che possa essere comunque una storia d’amore. Ora non è più possibile, è importante che le donne sappiano che si può reagire”.

Con la sua commistione di thriller, horror e comedy, Saint Claire è una sorta di variante di film come Una ragazza promettente, in cui l’empowerment femminile viene filtrato dalle maglie del genere. Donne forti e risolute contro uomini beceri e senza scrupoli. Si salvano solo alcuni giovani coetanei della protagonista, sensibili e capaci di mettersi nei panni delle donne – anche letteralmente, visto che la pièce teatrale si recita a sessi invertiti. In una società che sta imparando a fare i conti con la violenza di genere, evidentemente, non c’è qualità più importante dell’empatia.

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14 Luglio 2024

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