Razzie e Oscar: le due facce dei premi

Ogni anno, i Razzie Awards accendono i riflettori sull’altro lato di Hollywood: quello dei film meno riusciti, delle interpretazioni discutibili e delle scelte artistiche che non hanno convinto


Vincere un premio è il sogno di chiunque crei qualcosa, perché non è solo un semplice riconoscimento, ma il segno che il proprio impegno ha lasciato una traccia. Eppure non tutti i premi vengono per dare piacere.

Che suono fa una pernacchia?

Ogni anno, alla vigilia degli Oscar, i Razzie Awards accendono i riflettori sull’altro lato di Hollywood: quello dei film meno riusciti, delle interpretazioni discutibili e delle scelte artistiche che non hanno convinto.

Istituiti nel 1981 da John J. B. Wilson come parodia degli Academy Awards, i Razzie nacquero quasi per gioco, con una prima edizione organizzata nel soggiorno di Wilson insieme a un gruppo di amici. Lo stesso nome porta in sé la sua natura di sberleffo: deriva infatti dall’espressione inglese “to razz”, che significa prendere in giro o deridere in modo scherzoso. Il termine si ispira al suono onomatopeico “razzing”, simile a un fischio di disapprovazione o a una pernacchia, un simbolo ironico per sottolineare la critica pungente ai film considerati peggiori dell’anno. Con il tempo, l’evento si è evoluto fino a diventare un appuntamento fisso che mescola ironia e critica cinematografica.

La cerimonia si è spostata da una riunione informale tra amici a un evento mediatico seguito a livello internazionale. I Razzie, il cui “trofeo” consiste in un lampone appoggiato su una pellicola Super 8 dipinto in oro dal valore di 4,97 dollari, hanno ampliato le categorie premiate nel corso degli anni, includendo non solo attori e registi, ma anche sceneggiature, sequel, coppie cinematografiche, effetti speciali, colonne sonore e persino le performance più deludenti di star rinomate.

Ogni categoria riflette una critica specifica, spesso ironica, su aspetti che non hanno convinto né il pubblico né la critica. La categoria delle peggiori coppie sullo schermo, ad esempio, punta a evidenziare la mancanza di chimica tra gli attori, mentre quella dedicata ai sequel e ai remake sottolinea i tentativi falliti di rivisitare storie di successo. Inoltre, negli ultimi anni sono stati introdotti premi come il peggior prequel, spin-off o rip-off, a dimostrazione di come i Razzie si siano adattati alle tendenze del cinema contemporaneo.

Frizzi, Lazzie e Razzie

Tuttavia, ci sono casi curiosi in cui lo stesso film è stato candidato sia ai prestigiosi Oscar che ai temuti Razzie, dimostrando quanto possa essere soggettiva la percezione dell’arte cinematografica e come il contesto culturale e le aspettative del pubblico possano influenzare il giudizio. In tre casi addirittura la stessa persona ha avuto entrambe le nomination.

È successo nel 1982 per l’interpretazione di James Coco in Solo quando rido, nel 1984 per l’interpretazione di Amy Irving in Yentl e nel 2021 per l’interpretazione di Glenn Close in Elegia americana. In tutti e tre casi i candidati non vinsero né l’uno né l’altro premio.

Il film di Oliver Stone (del 1987) Wall Street è l’unico film ad aver vinto sia un Oscar che un Razzie. Michael Douglas ha vinto l’Oscar come miglior attore, mentre Daryl Hannah si è aggiudicata il Razzie come peggior attrice non protagonista. Una doppia faccia che evidenziò il divario di giudizi tra performance e qualità complessiva del film.

Un altro esempio sorprendente è The Bodyguard – Guardia del corpo (1992), il celebre thriller romantico con Kevin Costner e Whitney Houston. La colonna sonora, con l’indimenticabile I Will Always Love You, conquistò il pubblico e vinse il Grammy Award e due candidature agli Oscar, ma il film ottenne sette nomination ai Razzie tra cui sceneggiatura e la regia.

L’interpretazione di Marilyn Monroe in Blonde da parte di Ana de Armas le è valsa una nomination alla statuetta come miglior attrice. Ma è la visione dello scrittore e regista Andrew Dominik a essere riconosciuta unicamente dai Razzies, con Blonde in lizza per Peggior film, Peggior remake, rip-off o sequel, Peggior regia e Peggior sceneggiatura.

Joker del 2019 è stato premiato ai Razzies per il “peggior spregio della vita umana e della proprietà pubblica” e ha ottenuto al contempo 11 nomination agli Oscar, tra cui quella per il miglior film. Joaquin Phoenix si è aggiudicato l’Oscar come miglior attore per il ruolo di Arthur Fleck.

anche il Grinch diretto da Ron Howard nel 2000 ha un’anima divisa in due. Mentre ha ottenuto una nomination ai Razzie per il peggior remake o sequel, il film è stato anche candidato a tre Oscar, tra cui quello per i migliori costumi, la migliore direzione artistica e quello per il miglior trucco.

L’unica attrice ad aver vinto un Razzie e un Oscar lo stesso anno è Sandra Bullock, che nel 2010 fu insignita del premio di Peggior attrice per il suo ruolo in A proposito di Steve di Phil Traill e del premio Oscar come Migliore attrice protagonista per The Blind Side di John Lee Hancock.

tra l’altro lei ha mostrato anche uno spirito davvero straordinario e una grande autoironia presentandosi alla cerimonia dei Razzie per ritirare il premio. non tutti anzi in pochissimi lo fanno. Paul Verhoeven è stato il primo a recarsi alla cerimonia per ricevere il poco ambito lampone per il film Showgirls. Tra gli altri premiati che hanno accettato figurano Tom Green (Peggior attore/Peggior regista), Halle Berry, Alan Menken e i produttori di Cinquanta sfumature di grigio Dana Brunetti e Michael De Luca.

Così vicini, così lontani

Questi episodi dimostrano quanto il cinema possa suscitare reazioni opposte. Un film può incantare gli spettatori con una colonna sonora o una performance memorabile, ma deludere per la sceneggiatura o la regia. La soggettività del giudizio si manifesta proprio in queste contraddizioni, che rendono il mondo del cinema ancora più affascinante e complesso. È interessante notare come i diversi contesti culturali, le aspettative del pubblico e le interpretazioni personali possano portare a valutazioni diametralmente opposte.

I Razzie Awards, pur con il loro tono sarcastico, rappresentano anche un’occasione per riflettere su cosa non funziona in certe produzioni. Non a caso, alcuni artisti hanno accolto con autoironia il loro premio: Halle Berry, premiata come peggior attrice per Catwoman, si presentò alla cerimonia con il suo Oscar vinto per Monster’s Ball, dimostrando che si può ridere anche dei propri insuccessi.

In fondo, sia Oscar che Razzie fanno parte dello stesso universo cinematografico, dove il successo e il fallimento convivono spesso a pochi passi di distanza. E forse è proprio questa imprevedibilità a rendere il cinema così irresistibile.

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01 Marzo 2025

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