Locarno76, Tsai Ming-Liang Pardo alla Carriera

Il maestro taiwanese ritirerà il riconoscimento il 6 agosto in Piazza Grande, mentre il 3 sarà protagonista di un panel sul futuro del cinema. In omaggio al suo lavoro una mostra di opere sperimentali


Tra le figure fondamentali della seconda ondata del nuovo cinema di Taiwan, Tsai Ming-Liang ha esordito all’inizio degli Anni ‘90 catturando con il suo cinema minimalista, rigoroso e sensuale lo smarrimento e l’impotenza di una generazione a cavallo tra due millenni.

Da sempre attento ai nuovi linguaggi espressivi, è diventato un punto di riferimento anche per l’arte contemporanea, grazie a installazioni ed esperienze in VR presentate in gallerie di tutto il mondo.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival, commenta il Pardo alla Carriera all’autore taiwanese: “Il cinema di Tsai Ming-liang è un appassionante crocevia di storie e linguaggi. Sin dal suo esordio ha saputo mettere in scena le molteplici identità di un percorso creativo riflesso nelle articolazioni della Storia taiwanese segnata dalla sua vicenda personale di cinese cresciuto fra la Malesia e Taipei. Nel suo lavoro erotismo e osservazione, ricerca formale e narrazione hanno dato corpo a una filmografia di bellezza folgorante e attonito stupore, nella quale lo spleen urbano della metropoli postmoderna ha trovato nuovi accenti. Tsai Ming-liang ha creato un’opera che interroga il cinema e il mondo con lucidità e commozione”.

In occasione del Premio, che verrà consegnato la sera del 6 agosto sulla Piazza Grande, durante la manifestazione sarà proposta una delle sue più recenti opere cinematografiche: Rizi (Days); giovedì 3 agosto, inoltre, Tsai Ming-liang incontrerà il pubblico del Festival durante una conversazione sulle esplorazioni dei contesti sociali nel cinema e sul futuro dell’audiovisivo.

A completare la panoramica sulla sua vasta produzione, una mostra che inaugurerà il 5 agosto alla presenza dell’artista, e rimarrà aperta al pubblico per tutta la durata del Festival. In questa sede sarà possibile ammirare una selezione di produzioni sperimentali come Transformation (2012), Ni de lian (Your Face, 2018) e la performance The Tree (2021). 

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