Gli indesiderabili, Ladj Ly torna in banlieue

Il regista francese Ladj Ly arriva in sala dall'11 luglio con Lucky Red. Il suo secondo lungometraggio, 'Gli indesiderabili', è una radiografia del conflitto insanabile nella periferia parigina

Gli indesiderabili, Ladj Ly torna in banlieue

Rivelato da I miserabili, il regista francese Ladj Ly ha uno sguardo lucido e spietato sul conflitto insanabile nelle banlieue, l’immensa e caotica periferia parigina di cui è figlio e che conosce dall’interno. Con il suo secondo lungometraggio, Gli indesiderabili, mette in scena tutto ciò che ruota attorno a un immenso casermone ormai fatiscente – il titolo originale del film è infatti Bâtiment 5 ed è l’immobile dove lo stesso regista è cresciuto – che diventa preda della politica e catalizza le opposte fazioni fino allo scontro più esplosivo e sanguinoso.

Il film, che ha nel cast Anta Diaw, Alexis Manenti, Jeanne Balibar, si apre con il funerale di un’anziana. Tutti piangono ma portare la bara giù dalle scale, buie, strette e stipate di oggetti, è un’impresa quasi impossibile. “Qui non ha avuto pace da viva e non ce l’ha da morta”, è il commento di una delle donne in lutto. Facciamo così la conoscenza con Haby, una ragazza agguerrita, impegnata nella vita della comunità e in particolare nell’assegnazione delle case popolari. C’è un progetto di riqualificazione del quartiere che comporta lo sgombero degli edifici, ma lei si oppone fortemente, anche perché le nuove costruzioni sono composte da monolocali e bilocali, poco adatti alle famiglie numerose. Intanto il nuovo sindaco, Pierre Forges, un pediatra che prende l’incarico alla morte del vecchio sindaco, stroncato da un infarto durante una demolizione, si dimostra ben presto decisionista e pronto a usare le maniere forti contro la gente del quartiere.

Tra i primi provvedimenti impone una sorta di coprifuoco contro le bande giovanili e non esita a impegnare la polizia contro chi protesta o semplicemente prende la parola. Nel frattempo ospita nel quartiere profughi siriani, di religione cristiana, e addirittura li invita a casa sua per la cena di Natale, manovra più propagandistica che altro. Tra il sindaco e il vicesindaco, che appartiene alla comunità nera e islamica, c’è un sotterraneo conflitto anche se fanno parte dello stesso partito, ma la battaglia principale è quella con Haby, che decide di candidarsi al municipio alle imminenti elezioni. Insomma, come si vede, ci sono tutti gli elementi di un dramma sociale sull’integrazione impossibile anzi sulla disintegrazione della Francia contemporanea.

Con un precedente come L’odio di Mathieu Kassovitz, che sta per compiere trent’anni, e ben lontano dall’ironico e in qualche modo elegiaco L’albero, il sindaco e la mediateca di Eric Rohmer (1993), Gli indesiderabili, presentato in anteprima al Toronto Film Festival del 2023, ha un’ambientazione, toni e tematiche molto simili al film d’esordio di Ladj Ly, candidato all’Oscar come miglior Film Internazionale, Premio della Giuria al Festival di Cannes, Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards, nonché vincitore di quattro Premi César (Premio del pubblico, Miglior film, Migliore promessa maschile e Miglior montaggio). Senza raggiungere quel livello, mantiene comunque uno sguardo piuttosto potente nella descrizione della violenza che esplode di continuo e non risparmia nessuno in quei quartieri, emblema di uno scontro di civiltà tutto contemporaneo. Una violenza di fronte a cui la politica sembrerebbe diventare impotente se non complice. Se non fosse che…

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27 Giugno 2024

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