‘Gian Maria Volonté 30’, chiusura da Oscar con ‘Indagine’

Mimmo Calopresti e Andrea Occhipinti presentano il capolavoro di Elio Petri che nel 1971 vinse la statuetta per il Miglior Film Internazionale, nella terza serata della Mostra-Evento in corso fino al 24 marzo al WeGil

‘Gian Maria Volonté 30’, chiusura da Oscar con ‘Indagine’

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è un film semplicemente pazzesco”. Tocca a Mimmo Calopresti introdurre alla platea dello Spazio Scena il terzo titolo scelto dall’Archivio Storico di Cinema Enrico Appetito per ricordare Gian Maria Volonté a trent’anni dalla sua scomparsa, nel terzo appuntamento allo ‘Spazio Scena’ di Roma la sera del 20 marzo 2024, nell’ambito di Gian Maria Volonté 30, la Mostra-Evento a lui dedicata al WeGil, aperta al pubblico dal 1 al 24 marzo 2024.

Come la mostra, anche le proiezioni e gli incontri sono a ingresso gratuito, realizzati in collaborazione con la rivista LEFT con artisti, registi e critici cinematografici, e moderati da Giusi De Santis e Francesco Della Calce, che 30 con Tiziana Appetito è curatore di Gian Maria Volonté 30.

Il pluripremiato film di Elio Petri con Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan, premio Oscar nel 1971 per il Miglior Film Internazionale, è considerato uno dei migliori film del grande regista oltre che una delle migliori opere cinematografiche prodotte in Italia, tanto che venne inserito nella lista 100 film italiani da salvare.

“Ho parlato più volte di Indagine con Ugo Pirro (lo sceneggiatore, ndr): è un film che rende l’idea di un preciso momento storico, in cui chi scriveva il cinema ci metteva davvero una grandissima attenzione”, continua l’attore, regista e sceneggiatore. “Un film che Pirro ha scritto e riscritto più volte, insieme al regista, fatto da un gruppo di attori straordinari: oltre ai due protagonisti – un immenso Volonté e Florinda Bolkan – pensiamo tra i tanti anche solo a Salvo Randone, che fa una parte molto bella, quella del piccolo uomo trovato per strada che viene coinvolto in una vicenda assurda. È un film che si presenta da solo, che è molto dentro la società italiana di quel momento storico: il potere, il sistema, le manifestazioni… Eppure, rivedendolo adesso, se da ragazzo mi era sembrato un film enormemente politico, ora mi è chiaro come è la politica a passare attraverso il cinema: perché Indagine è anzitutto un grande film, prima di essere un racconto della politica. Questo fa capire quanto il cinema era capace di raccontare bene, senza essere affatto realista, ma al contrario del tutto surreale, in questo caso attraverso la recitazione semplicemente sublime di Gian Maria Volonté: una recitazione capace di essere dentro e fuori di sé e anche il proprio contrario, protagonista di un film scritto su di lui e in cui è intervenuto pesantemente, come faceva sempre – e non solo nelle battute – entrando completamente nei film, sempre e solo quelli che sceglieva di fare”.

“La sceneggiatura di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ha una struttura estremamente originale”, afferma Andrea Occhipinti, prendendo la parola. “Mentre il personaggio che Volonté interpreta è molto complesso, perché è un uomo di potere che commette un crimine e si autodenuncia ma il sistema attorno a lui resiste, perché non vuole riconoscere la sua colpevolezza, e il tutto è raccontato come un thriller. Un altro aspetto fondamentale di questo film è la colonna sonora: la musica di Ennio Morricone ormai è assimilata a questa storia, legata a quell’epoca, è inimmaginabile pensare a questo film senza di essa. Questo film oggi è nostro, della Lucky Red, perché Ugo Pirro un giorno venne da me e mi disse, commuovendomi, ‘sono vecchio e voglio affidare questo film a qualcuno che lo possa in qualche modo diffondere al meglio’. Quindi, oltre a sentirmene molto onorato, sento molto questa responsabilità.

“Questo film è grande cinema ma c’è anche molto teatro”, aggiunge Calopresti – “penso al sogno in cui tutti i colleghi della questura entrano in casa del commissario assassino – che è molto bello anche come recitazione collettiva, sembra di essere tutti su un palco… Cosa posso dire a un ragazzo di oggi? Che è un film che deve vedere assolutamente, perché c’è grande cinema e c’è grande racconto della realtà, della società e del mondo, per cui se vuole capire qualcosa del mondo di adesso deve vedere quel film. La recitazione formidabile di Volonté fa sì poi che questo sia un film veramente importante, non so se con un altro attore avrebbe avuto la fortuna che ha avuto. La sua presenza è assolutamente iconica, non c’è altro termine, e rende questo film unico, raro e sempre bello da vedere”.

“Oltre a quella del titolo, c’è poi la vera e propria ‘indagine’ che lo stesso Volonté fa sui personaggi del film, non solo sul suo”, dice la scrittrice Giusi Del Vecchio. “Ricordo la storica intervista che l’attore rilasciò a Gianni Minà in cui parlava di questo lungo studio che ogni volta faceva su ogni suo personaggio, e della sua scelta consapevole e necessaria per l’accettazione o meno di un progetto, a seconda dell’interesse personale”.

“Negli anni ’70 nel cinema, poi, c’erano ancora i cosiddetti caratteristi, come in questo film quelli come Aldo Rendine nel ruolo di Panunzio, che viene nominato così tante volte da diventare, come personaggio, più famoso dell’attore stesso”, sottolinea uno dei curatori della Mostra, Francesco Della Calce. “Ma tornando a Volonté, non dimentichiamo quel che raccontò Marina Cicogna, la produttrice del film, ovvero che Volonté a un certo punto ci aveva quasi ripensato, perché, le aveva detto, lui ‘non faceva film borghesi’. E quindi loro avevano pensato ad altri grandi attori, come Albertazzi, Trintignant, che tuttavia non avevano il fisique du role che solo Volonté poteva incarnare in quel momento storico. Ma per convincerlo volarono botte: Petri si ruppe un femore inseguendolo con una sedia, Ugo Pirro ci litigò ancor più violentemente perché Volonté voleva ridiscutere tutte le battute, che a lui sembravano troppo ‘dolci’… E tutto questo avveniva perché c’era una passione che apparteneva ad un impegno civile e ad un coraggio che avevano solo gli attori come lui, che non a caso sceglievano di fare film tutt’altro che semplici”.

“I film del passato che arrivano a noi oggi sono davvero il meglio, i più importanti, quelli che hanno superato il fattore tempo”, chiosa Occhipinti. “C’è un filtro molto severo, perché non tutti i film riescono ancora ad essere attuali vedendoli oggi. Quelli che hanno un peso come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto sono quindi da considerarsi dei classici, perché hanno una forza e un’efficacia che ci risuona sempre”.

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21 Marzo 2024

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