‘FolleMente’, nel caos mentale del primo appuntamento

'FolleMente' di Paolo Genovese, in sala dal 20 febbraio con 01 Distribution, è una rom com con Edoardo Leo e Pilar Fogliati che ci porta nella mente di un uomo e una donna al primo appuntamento. Replicherà il successo di 'Perfetti sconosciuti'?


Non è semplice replicare il successo di Perfetti sconosciuti, la commedia del 2016 che parlava di amori, disamori e telefoni cellulari. Titolo dai molti primati, e non solo al botteghino (16 mln di euro solo al box office italiano) con 25 remake in giro per il mondo tanto da far entrare il film nel Guinness dei primati come il più “replicato” nella storia.

Ci prova ora il regista Paolo Genovese, insieme agli sceneggiatori Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Costella e Flaminia Gressi, con FolleMente in sala dal 20 febbraio con 01 Distribution, prodotto da Lotus, una società Leone Film Group, con Rai Cinema in collaborazione con Disney+ in associazione con Vice Pictures. “Impossibile fare previsioni – dice Genovese – speriamo che vada bene perché FolleMente è una commedia pop che muove l’immedesimazione e che vuole bene al pubblico, c’è dentro un calore che spero di trasmettere a tutti”.

Anche in questo caso siamo di fronte a una precisa unità di luogo, l’attichetto dove Lara (Pilar Fogliati) invita per un primo appuntamento Piero (Edoardo Leo) che ha da poco conosciuto e di cui sa poco e niente. Lui è separato con una bambina piccola, lei è una single a oltranza, ma con la tendenza a innamorarsi degli uomini sbagliati, leggi sposati.

Da subito la rom com si popola dei pensieri dei due, ciascuno dei quali ha dentro la testa una piccola squadra pronta a incitare o ostacolare le prossime mosse, a litigare e discutere. Dalla parte di lei troviamo la disinibita e sarcastica Trilli (Emanuela Fanelli), la punk irriverente e anarchica Scheggia (Maria Chiara Giannetta), la femminista sicura di sé e decisionista Alfa (Claudia Pandolfi) e la romantica ad oltranza Giulietta (Vittoria Puccini). Dalla parte di lui invece c’è il professore serio e razionale (Marco Giallini), il sentimentale e tenero Romeo (Maurizio Lastrico), il disincantato Valium (Rocco Papaleo) e lo sfrenato Eros (Claudio Santamaria). Così la serata galante si trasforma in un match tra maschile e femminile dove non ci sono vincitori e vinti ma solo la voglia di giocare con la seduzione, gli stereotipi di genere e (forse) l’amore. Tra battute calcistiche e ovuli congelati, citazioni della teorica femminista Carla Lonzi ed ex amanti invadenti, la cena e il dopocena permettono di scavare nelle difficoltà di comunicazione tra i due sessi senza perdere la leggerezza di calviniana memoria.

“La genesi di questa storia – spiega Genovese – risale al ’99, e dunque prima di Inside Out, girai uno spot per la Rai in cui si immaginava che in ogni abbonato alla tv pubblica ci fossero tanti diversi personaggi che combattevano nella sua testa. Una cosa che richiede un patto surreale con il pubblico e in questo lo sceneggiatore Paolo Costella mi ha molto stimolato perché avevo qualche timore. Abbiamo buttato la prima stesura e poi ci siamo concentrati sulla confusione mentale che caratterizza il primo appuntamento, il contrasto tra quello che diciamo e le emozioni che proviamo”.

Ci sono tanti modelli cinematografici per questa riuscita e divertente rom com, da What Women Want di Nancy Meyers al primo Woody Allen. “Abbiamo cercato di far ridere con le situazioni più che con le battute – riflette Genovese – ed è anche più difficile. C’è qualcosa dell’umorismo british, ma devo dire che solo vedendo il film con il pubblico ti rendi conto se il gioco di prestigio è davvero riuscito”.

C’è un retrogusto serio in questo gioco. “Abbiamo rimesso tutto in discussione tra uomini e donne – ammette il regista – oggi dobbiamo cercare di capire come ci dobbiamo comportare fin dalle cose più banali. Chi versa il vino? Chi offre la cena? Se offri tu, sei maschilista. Se dividi, sei un pidocchio. Se paga lei, sei un approfittatore. La società è cambiata rapidamente senza darci il tempo di capire”.

Aggiunge Edoardo Leo: “Se ne dibatte da secoli, lo spostamento dei ruoli c’è sempre stato. Ma il primo appuntamento resta immutabile, devi mostrare chi sei cercando di nascondere le tue paure, anche se forse le nostre fragilità sono affascinanti. E’ una partita a scacchi che non sappiamo come giocare”.

Per Pilar Fogliati: “Resta un enorme mistero tra uomo e donna, se lo manteniamo intatto continueremo a essere vicendevolmente attratti. La donna lancia segnali, che l’uomo raccoglie”.

Fondamentale il cast (che sarà ospite al Festival di Sanremo nella seconda serata). “Immaginarlo è stata la parte più divertente – spiega Genovese – abbiamo scritto liberamente, senza pensare agli attori che sono venuti dopo”.

E Claudia Pandolfi aggiunge: “Sono meno radicale di Carla Lonzi ma anch’io credo fermamente nell’autodeterminazione e sono per la disparità di genere. Per troppo tempo c’è stata la prevalenza dei maschi e adesso dobbiamo difenderci. Io e il mio compagno, ad esempio, viviamo in due case separate”.

Infine un commento sulla situazione attuale del cinema italiano: “Con quattro film nella top ten a inizio anno sembra sia tornato l’entusiasmo – afferma Genovese – ora speriamo che le sale non chiudano o non diventino altro. La sala è un luogo meraviglioso, dove andiamo per farci raccontare una favola”.

Da segnalare la canzone dei titoli di coda di Levante.

 

 

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07 Febbraio 2025

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