Federica Pagliaroli: “L’arte è lo specchio della realtà e può aiutarci a cambiare il mondo”

L'attrice, tra i volti dell'ultima stagione di 'Che Dio ci aiuti', sarà protagonista di 'Even' opera prima di Giulio Ancora


Federica Pagliaroli ha scoperto l’amore per la recitazione sin da piccolissima, quando i genitori la portavano a teatro. Ha iniziato a studiare per diventare un’attrice, fino ad entrare al Centro sperimentale di cinematografia. Ha dato il volto a Emma nella serie di RaiPlay Mental, mentre quest’anno è entrata a far parte della settima stagione di Che Dio ci aiuti nel ruolo di Sara Luparini. Prossimamente la vedremo protagonista dell’opera prima di Giulio Ancora, Even, dove interpreta una giovane ribelle che vive la sua adolescenza con spensieratezza finché una violenza la legherà inconsapevolmente a un femminicidio. Abbiamo incontrato la giovane attrice di Roma, 25 anni, all’ultimo Filming Italy Sardegna Festival, dove è stata premiata, insieme al collega con Luca Grispini, con il Filming Italy Spotlight Award in collaborazione con il Nuovo Imaie.

Federica, come nasce il tuo amore per la recitazione?

Quando ero molto piccola i miei genitori mi portavano a teatro, sperando che non mi annoiassi. Ricordo che vedere gli attori sul palco per me è sempre stata una magia. Rimane incantata nel guardare quegli artisti. A 7 anni ho iniziato a studiare recitazione, e ho avuto la fortuna di incontrare Camilla Cuparo. Da lì non ho mai smesso. Poi sono arrivati i primi, piccoli ruoli.

Quali consideri i progetti più importanti a cui hai fatto parte fino ad ora?

Ho finito da poco di girare l’ultimo film di Nicola Conversa (Un oggi alla volta), lo stesso regista del documentario sui Pooh, una storia bella ed emozionante che si muove tra toni leggeri e drammatici. Ho trovato una famiglia ed è meraviglioso quando si crea un gruppo armonioso con cui lavorare. Anche Mental è stata un’esperienza molto importante per me. È una serie che parla di ragazzi in una clinica psichiatrica, e facendola ho capito delle cose che non sapevo sulla malattia mentale. È stato bello ricevere i messaggi di ragazzi che mi e ci ringraziavano per aver raccontato qualcosa che esiste nella nostra società, ma di cui si parla poco. Ho girato qualche tempo fa a Cosenza il mio primo film da protagonista, Even, che dovrebbe uscire fra qualche mese. Un film che parla di violenza sulle donne. 

Cosa ha significato prendere parte a una serie così di successo come Che Dio ci aiuti?

In molti mi hanno detto di essere più un’attrice drammatica. E invece mi è piaciuto lavorare a questa serie, dove non manca un registro più leggero e da commedia. Il nostro mestiere ci dà la possibilità di fare cose diverse, senza schemi. Nella serie ho interpretato Sara, una ragazza con un passato oscuro e di violenza che si innamora di Emiliano (Pierpaolo Spollon) e scopre di avere un figlio. Non so se ci sarà un’ottava stagione, è ancora presto per dirlo, ma spero di ritrovare il mio personaggio.

Cosa vuol dire far parte di una nuova generazione di attori che si sta facendo strada nel mondo dello spettacolo? 

Credo sia una bella responsabilità. Attraverso l’arte si possono cambiare le cose. L’arte è lo specchio della realtà, anticipa la vita e quel che mi piace fare in questo mestiere è raccontare punti di vista diversi guardando il mondo che ci circonda. Da giovane attrice spero di continuare a lavorare raccontando tematiche importanti. 

Quanto si sente la competizione nel tuo lavoro?

Beh, non posso dire che non ci sia. Anche in accademia c’è competizione. Ma io spero di poter continuare a lavorare, anche se ci sarà sempre qualcuno che dirà che è più bravo di te e che tu non sei giusta per un ruolo. L’ansia si sente. Io sono felice di essere qui e ora, anche se è vero che siamo molti a fare questo lavoro.  

Sei un’amante del grande schermo o preferisci lo streaming?

Per me non si può rinunciare al cinema. Certo esistono film più da piattaforme, che oggi offrono una grande varietà di titoli. Ma mi è capitato recentemente di vedere a casa Blonde e guardando un film così mi sono detta di aver sbagliato e che avrei dovuto vederlo in sala.  

Con chi ti piacerebbe lavorare? 

Sogno di essere diretta un giorno da Luca Guadagnino e Paolo Sorrentino. Qui in Sardegna ho avuto modo di incontrare e parlare anche con Matteo Garrone, che considero un grande autore italiano. 

Giulia Bianconi
02 Luglio 2023

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