C’erano una volta Franco e Ciccio. Oggi ci sono Ficarra e Picone. Domani potrebbero esserci I Sansoni, gli ultimi di una tradizione di comici e attori siciliani, per la precisione palermitani. E poi si vede, il primo film del duo di fratelli Fabrizio e Federico Sansone ha chiuso il suo weekend d’esordio nelle sale al quinto posto di un botteghino intasato di titoli importanti. Celebri per i loro video brevi sul web e passati recentemente in televisione, tra “Striscia la Notizia” e “Sanremo”, I Sansoni hanno ricevuto la fiducia di Warner Bros., che ha prodotto e distribuito il film. E poi si vede è stato apprezzato dal pubblico per la sua capacità di divertire parlando di tematiche attuali, su tutte, le difficoltà nell’ingresso del mondo del lavoro per le nuove generazioni.
I film parla di Federico, figlio di un politico onesto che “ruba la raccomandazione” del figlio di una senatrice durante un concorso pubblico, impedendo al più preparato Fabrizio, avvocato figlio di un operaio, di ottenere il meritato “posto fisso”. Vittima delle angherie della senatrice, Federico chiederà l’aiuto di Fabrizio per sostenere il peso del lavoro immeritatamente ottenuto.
In occasione di una delle tante proiezioni in cui hanno incontrato il caloroso pubblico palermitano, abbiamo parlato con i due comici, che arrivano per la prima volta sul grande schermo pochi mesi dopo il successo all’esordio di un loro concittadino, Angelo Duro, che ha incassato quasi 10 milioni di euro con il suo primo film da protagonista, Io sono la fine del mondo. Anche in quel caso, si parlava di un giovane che aveva emigrato per motivi lavorativi e che si trovava costretto a tornare a vivere a Palermo.
“Non è un argomento siciliano, lo tocchiamo da cittadini del mondo. – affermano I Sansoni, in relazione alla tematica del loro film – Abbiamo raccontato una storia italiana su quanto si difficile essere giovani oggi, qualcosa che probabilmente vale in tutto il mondo, con le dovute differenze. Volevamo regalare al pubblico un film godibile, leggero, che, al tempo stesso, riuscisse a raccontare un argomento che è a noi vicino. Far ridere e far riflettere è sempre una conseguenza delle cose che abbiamo scritto, ispirandoci a quello che ci sta attorno: tanti amici che vanno via perché non trovano lavoro in Italia, che si ritrovano sul divano in casa dei genitori perché magari hanno studiato anni e anni per fare qualcosa e poi sono costretti ad accontentarsi di altro. Il titolo E poi si vede è un inno a questa procrastinazione. Quando c’è un datore di lavoro che ti propone 400 euro al mese a nero, tu dici: intanto accetto e poi si vede. Quel ‘poi’ diventa troppo pesante. È arrivato il momento di dire qualche no”.
Alla prima prova da attori cinematografici I Sansoni non sono stati da soli: al loro fianco un cast di primissimo livello, in cui, a parte la romana Paola Minaccioni, troviamo il meglio che la Sicilia può offrire in termini di recitazione e comicità. “Ci siamo diverti tantissimo, con Sergio Vespertino, Lucia Sardo, Anna Finocchiaro, Ester Pantano, Domenico Centamore, Gabriele Ciciriello e, dulcis in fundo, Maurizio Bologna, che purtroppo non c’è più e a cui abbiamo dedicato il film. A lui dobbiamo una parte fondamentale della nostra carriera, penso che nei prossimi progetti ci sarà sempre, non sappiamo sotto forma di cosa però ci sarà. – dichiarano i fratelli Sansone – Quando incontri professionisti come questi è una grande fortuna. Non rubiamo solo raccomandazioni, ma anche il mestiere degli attori”.
Ma i debutti sul grande schermo de I Sansoni e di Angelo Duro sono solo gli ultimi di una serie di esordi cinematografici: ricordiamo ad esempio I Soldi Spicci, duo composto da Annandrea Vitrano e Claudio Casisa che ha già portato al cinema due commedie di stampo sentimentale (La fuitina sbagliata e Un mondo sotto social), e Roberto Lipari, che dopo l’esordio da protagonista in Tuttapposto, ha realizzato la sua opera prima da regista, So tutto di te. Infine, non vanno dimenticati altri tre palermitani doc, che negli ultimi due decenni hanno lasciato un’impronta nel cinema italiano: Pif, con le sue opere tragicomiche dal forte impegno civile, e soprattutto gli amici e mentori de I Sansoni Salvo Ficarra e Valentino Picone, reduci dai grandi successi de La stranezza e L’abbaglio dopo una collezione di titoli campioni d’incasso.
“La tradizione siciliana vede un modo bello di interpretare anche il passato. – aggiungono I Sansoni – Penso a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che, insieme a Ficarra e Picone, se si parla di commedia, sono la base della tradizione della nostra terra. Ispirandoci ad essa, troviamo la voglia di rinnovare. Se il fine della cultura è rinnovare i popoli, il vero motore della cultura è la riscrittura. Già dal nome d’arte, noi abbiamo un’anomalia: in tutte le coppie – Ale e Franz, Gianni e Pinotto, Stanlio e Ollio – spesso c’è il comico e la spalla. Nel nostro caso non c’è questa dinamica, ma la si crea ogni volta che scriviamo. È un po’ come un pugile: non sai da dove ti arriva il pugno, ovvero la battuta. Questo crea un po’ di aspettativa, che si rinnova ciclicamente scena dopo scena”.
In questo fiorire di artisti talentuosi che puntano molto sulla loro sicilianità e che si offrono al grande pubblico cercando di piacere ai giovani e ai meno giovani, passando dal piccolo schermo del web e della televisione, c’è una coppia che spesso viene dimenticata ma che proviene proprio da Partinico, cittadina poco distante da Palermo. Stiamo parlando dei Me contro Te, il re e la regina dell’intrattenimento per bambini. Grazie ai loro video su YouTube, alle loro canzoni e alla capacità di serializzare contenuti per l’infanzia senza mai dimenticarsi di crescere con il loro pubblico, Sofia Scalia e Luigi Calagna (Sofì e Luì) hanno saputo conquistare anche il grande schermo. Negli ultimi cinque anni i Me contro Te hanno realizzato ben sei film, tutti dagli incassi plurimilionari, affermandosi come una delle più importanti realtà produttive d’Italia. Al netto di una qualità realizzativa che mira a piacere esclusivamente al target dei più piccoli, il loro arrivo a cadenza regolare nelle sale è una boccata d’aria fresca per tutti gli esercenti del nostro paese. Checché se ne dica, il loro matrimonio, atteso per il prossimo settembre, sarà un evento mediatico secondo solo a quello dei Ferragnez.
Ciò che unisce tutti questi artisti palermitani è la capacità di sfruttare le potenzialità del web per mettere in mostra il proprio talento. Ma dopo la notorietà ottenuta grazie a questi strumenti, è fondamentale affinare le proprie qualità espressive: cruciali in tal senso sono lo studio e le esperienze sul palco, in cui tutti i comici sopracitati si sono cimentati negli ultimi anni. “Il web è qualcosa di troppo meritocratico per parlare di raccomandazione. – affermano i fratelli – Nel bene o nel male, questo fattore deve essere affinato con lo studio. Prima di approdare al cinema, sapevamo che il linguaggio del web è diverso: siamo stati lì a studiare cosa volesse dire una linea di narrazione orizzontale che durasse più di tre minuti. Grazie al lavoro fatto con lo sceneggiatore Fabrizio Testini e il regista Giovanni Calvaruso, non volevamo fare un film composto da un insieme di video brevi, ma un film che avesse la sua dignità strutturale”.
Mentre al cinema non sono mai mancati grandi film che sfruttassero i talenti comici romani, napoletani e toscani, il bacino di umanità e umorismo offerto dalla Sicilia è stato messo da parte per decenni, forse a causa delle carneficine e dei processi degli anni ’80 e ’90 che hanno orientato maggiormente verso un cinema di stampo civile. Il web e i social stanno cambiando le cose, mettendo in primo piano le tematiche che più colpiscono nel quotidiano la popolazione del meridione e valorizzando i talent che meglio riescono a raccontarle. Come si è visto dal calore offerto a I Sansoni dal pubblico dei suoi concittadini, il popolo siciliano accoglie le voci dei suoi figli con calore, trasporto e orgoglio, lanciandoli verso traguardi sempre più lontani.
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