Addio a Gayle Hunnicutt, star di Dallas

80 anni, una vita da stella a Hollywood e sul piccolo schermo


Per mezzo mondo, Italia compresa, era la bellissima Vanessa della celebre serie TV Dallas, al punto che migliaia di bambine degli anni ’90 furono battezzate col suo nome. Ma la sua carriera da star è iniziata molto prima tra Hollywood e la Gran Bretagna, sul grande schermo.

L’attrice texana Gayle Hunnicutt è morta all’età di 80 anni, il 31 agosto scorso. La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano londinese The Guardian, ricordando che dopo esser stata sposata per sette anni, fino al 1975, con l’iconico attore britannico David Hemmings, si era trasferita nel Regno Unito, dove ha interpretato ruoli importanti in due miniserie, The Golden Bowl (1972) e La caduta delle aquile (1974), nel ruolo della zarina Alessandra di Russia.

Dopo il divorzio da Hemmings, protagonista di Blow-up di Michelangelo Antonioni e Profondo rosso di Dario Argento, Gayle Hunnicutt sposò il giornalista ed editore Sir Simon Jenkins e, insieme alla sua carriera di attrice, divenne una protagonista della scena sociale britannica.

L’attrice è ricordata soprattutto per le ultime tre stagioni di Dallas, dal 1989 al 1991, in cui interpretava Vanessa Beaumont, un’aristocratica inglese dalla cui relazione di lunga data con J.R. Ewing nacque un figlio di cui non aveva mai saputo l’esistenza.

Nata a Fort Worth, in Texas, il 6 febbraio 1943, Gayle Hunnicutt debuttò nel cinema nel 1966 con il ruolo di Suzie nel film I selvaggi di Roger Corman, mentre nello stesso anno iniziò anche a lavorare per il piccolo schermo, partecipando a popolari serie come Amore in soffitta e Get Smart. Successivamente ebbe una parte di donna fatale nel film Facce per l’inferno di John Guillermin(1968).

La notorietà giunse però nel 1969 grazie alla sua partecipazione al poliziesco L’investigatore Marlowe di Paul Bogart, nel quale l’attrice interpretò il ruolo di Mavis Wald, un’affascinante diva hollywoodiana, accanto a James Garner nella parte del detective privato Philip Marlowe.

Dopo queste due interpretazioni, in cui si fece notare per l’eleganza e il suo glamour, nello stesso anno la Hunnicutt subentrò a Tippi Hedren nel ruolo di Kassia Lancaster nell’horror Il terrore negli occhi del gatto (1969) di David Lowell Rich, al fianco di Michael Sarrazin ed Eleanor Parker.

Trasferitasi in Inghilterra nel 1970, in seguito al matrimonio con Hemmings, la Hunnicutt recitò accanto al marito nei thriller psicologici Frammenti di paura (1970) di Richard C. Sarafian e E se oggi… fosse già domani? (1973) di Kevin Billington, nel dramma La macchina dell’amore (1971) di Jack Haley Jr. e in Running Scared (1972), di cui Hemmings curò anche la regia.

Recitò anche nel film di spionaggio Scorpio (1973) di Michael Winner con Burt Lancaster e nel thriller Dopo la vita (1973) di John Hough.

L’attrice fu molto attiva sul piccolo schermo britannico negli anni ’70 e sempre più sporadiche le sue apparizioni cinematografiche, tra le quali quelle nei film Una Magnum Special per Tony Saitta (1976) di Alberto De Martino e La spia senza domani (1976) di Peter Collinson.

All’inizio degli anni ottanta la Hunnicutt fece ritorno negli Stati Uniti e lavorò ancora intensamente per la televisione in diverse serie di successo come Love Boat (1980), Matt Houston (1982) e Fantasilandia (1983).

Nel 1984 interpretò il ruolo di Irene Adler, la donna amata da Sherlock Holmes, nel primo episodio della serie Le avventure di Sherlock Holmes, al fianco di Jeremy Brett, mentre nel 1989 iniziò a comparire nel serial Dallas.

Dal matrimonio con l’attore David Hemmings (sposato il 16 novembre 1968), la Hunnicutt ebbe un figlio, Nolan, divenuto anch’egli attore. Dopo il divorzio da Hemmings nel 1975, a conclusione di un’unione burrascosa, l’attrice si risposò nel 1978 con Simon Jenkins, da cui ebbe un altro figlio, Edward. Il matrimonio con Jenkins si concluse con il divorzio nel 2009.

redazione
04 Settembre 2023

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