7 febbraio 2024, la rassegna stampa  

Sulle principali testate odierne, il sottosegretario Borgonzoni e le imprese creative; Mike Tyson, attore a Torino; l’intervista a Olga Chernykh; 'Green Border': il governo polacco ha fermato la corsa all’Oscar; 'The Crown': il set all’asta


Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell’audiovisivo.   

IL SOTTOSEGRETARIO BORGONZONI E LE IMPRESE CREATIVE

Da “Libero” a “Italia Oggi”, più di un quotidiano riprende l’appuntamento che il sottosegretario Lucia Borgonzoni ha voluto e avuto con le imprese creative, svoltosi ieri mattina al Collegio Romano a Roma. “Un incontro con gli operatori dell’industria culturale e creativa italiana per inaugurare la stagione di confronto sulle misure mirate alla crescita della filiera disposte dal Ministero della Cultura e introdotte dalla Legge sul Made in Italy”. Il sottosegretario ha parlato di ‘un momento storico per le imprese culturali e creative’ perché al settore serviva un’adeguata cornice legislativa ‘per rendere ancora più incisiva’ l’azione del ministero a favore delle imprese culturali. ‘Abbiamo mantenuto la promessa e disegnato ex novo un impianto di norme pensate per rafforzare ulteriormente il valore della filiera, visto il ruolo da protagonista che ricopre per l’economia del Paese. Le prossime settimane saranno cruciali: con la scrittura dei decreti, entreremo infatti nel dettaglio dell’articolazione dei nuovi strumenti introdotti dalla legge’. Borgonzoni ha s’è espressa sulla necessità di un lavoro di squadra, per “mettere a sistema esperienze e competenze”.

MIKE TYSON, ATTORE A TORINO

Sulle pagine del quotidiano torinese, “La Stampa”, la cronaca dell’arrivo di Mike Tyson nel capoluogo: “bagno di folla e di selfie per l’ex campione dei massimi arrivato per girare Bunny-Man”, scrivono Fabrizio Accattino e Andrea Joly. “… sono iniziate le riprese del film, nei neonati studi virtuali della Prodea, che in estate erano stati il set di Vincent Cassel per le riprese di Opera! di Davide Livermore e Paolo Gep Cucco. A Torino, Tyson ha recitato nei panni di sé stesso nel thriller Bunny-Man, prodotto dalla TaTaTu dell’italo-canadese Andrea Iervolino. Intorno al film il riserbo è massimo. Diretto e interpretato dal misterioso rapper che dà il nome al film, sarà un thriller con protagonista un uomo ossessionato dal desiderio di vendetta nei confronti di chi ha spinto al suicidio la sorella, violentandola e poi diffondendo in rete il video dello stupro. Come un novello Batman, il giustiziere batterà le strade della città nascosto dietro un’oscura maschera da coniglio. Nel cast si vocifera di una presenza di James Franco, ancora da confermare”.

OLGA CHERNYKH: UCRAINA, UNA STORIA OLTRE LA GUERRA

La regista Olga Chernykh intervistata su “Il Manifesto” da Cristina Piccino, spiega che con A picture to remember abbia “cercato una storia dell’Ucraina oltre la guerra … Questo stato d’animo di un dislocamento più o meno forzato, è una delle possibili linee che lega passato e presente. In un certo senso appartiene alla storia della mia famiglia, e non solo. Ci sono state molte migrazioni nelle diverse generazioni famigliari, mia nonna è stata evacuata durante la seconda guerra mondiale, la migrazione forzata è profondamente parte della nostra esperienza. Il mio obiettivo era proprio connettere questa parte della storia famigliare, della vita di mia madre a quanto sta accadendo oggi. Le città, il paesaggio, i ricordi, la violenza: tutto questo è anche parte del mio vissuto purtroppo. Dopo due anni di guerra e moltissime immagini è complesso trovare un equilibrio, qualcosa che si allontani dall’’abitudine’ della cronaca”.

GREEN BORDER: IL GOVERNO HA FERMATO LA CORSA ALL’OSCAR

È Paolo Mereghetti sul “Corriere della Sera” a tornare a parlare del film di Agnieszka Holland, Green Border, premiato a Venezia con il Premio Speciale della Giuria ma boicottato nel suo Paese, la Polonia, perché “denuncia gli abusi sui migranti”. Per il critico, “in un mondo che sembra voler dimenticare il significato di alcuni valori, primo fra tutti il rispetto della persona umana, il film di Agnieszka Holland ci vuole ricordare con forza che laddove il disprezzo umano e l’odio razziale esistono e ahimè prosperano, certi principi vanno difesi e messi in pratica”. Il governo, fino a ottobre scorso guidato da Morawiecki, esponente del partito di estrema destra PiS, “ha duramente attaccato l’opera, spingendo la commissione polacca per gli Oscar a non candidarla nella categoria Miglior Film Internazionale”. Nella vicenda filmica “alternando i punti di vista e approfondendo ora questa ora quella situazione, spiegando i problemi e raccontando i drammi (perché la morte finisce inevitabilmente per fare la sua tragica apparizione), la Holland sceglie di non nascondere il suo punto di vista (ben conscia che l’’oggettività’ non esiste) e di sottolineare il suo sentirsi direttamente messa in gioco da una politica che la coinvolge prima come cittadina e di conseguenza come regista. Eppure è proprio questa dichiarata scelta di campo a offrire allo spettatore gli elementi per capire e interpretare quello che vede sullo schermo e chiedergli da che parte schierarsi”.

THE CROWN: IL SET ALL’ASTA

“130 milioni di euro! Il set di The Crown attira, grandi e piccoli, l’alto e il basso del regno sfila tra la riproduzione della Gold State Coach, la carrozza d’oro usata per le grandi occasioni, con una base d’asta di 30 mila euro e il cartonato del 10 di Downing Street, l’indirizzo del primo ministro britannico”, scrive “Libero”. E tra gli appassionati “c’è anche Nicholas Coleridge, ex presidente di Conde Nast, che svela qualche piccolo retroscena, secondo cui Boris Johnson, l’ex premier conservatore, avrebbe già fatto un’offerta per potersi aggiudicare la porta più iconica di Londra. La portata dell’evento è epocale, perché è la prima volta che un intero set cinematografico viene messo in vendita nel Regno Unito, raccontano dalla casa d’aste Bonhams. Ma la portata della saga dei Windsor attraversa l’Atlantico e coinvolge altri personaggi. Tra i lotti all’asta si conta anche il tailleur rosa di Jackie Kennedy, indossato dalla First Lady a Dallas nel giorno dell’omicidio del marito, il 22 novembre 1963 … Sarà la vendita dei veri-falsi, oltre 400 pezzi riprodotti dagli originali appartenuti ai Windsor, ricreati per arredare gli ambienti e vestire i personaggi della serie dal successo mondiale”.

redazione
07 Febbraio 2024

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