7 marzo 2023, la rassegna stampa

La stella sulla Walk of Fame a Giannini su “Il Messaggero”, la prima regia di Saviano di un film animato sul “Corriere”, il successo di Mare Fuori su “Il Giornale”


Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell’audiovisivo.

 LA STELLA DI GIANNINI E IL GATTO MANCATO

Gloria Satta su “Il Messaggero” celebra Giancarlo Giannini, che nella giornata di ieri (serata per l’Italia) ha ricevuto la stella con il proprio nome sulla Walk of Fame di Los Angeles, il celebre marciapiede di Hollywood: lui ringrazia Lina Wertmüller, “che mi ha creato e sono sicuro che lassù, in cielo, mi sta aspettando per fare un altro film insieme”, poi punge commentando: “ma a Venezia non mi hanno dato neanche un gatto”. 

SAVIANO CARTOON

Sul “Corriere della Sera” il debutto alla regia di Roberto Saviano, con un film d’animazioneSono ancora vivo, tratto dall’omonima graphic novel a firma dell’autore stesso e del fumettista israeliano Asaf Hanuka, il film è scritto anche con Alessandro Rak, Filippo Bologna, Stefano Piedimonte. “È la storia di un ragazzo di 26 anni condannato a morte da un’organizzazione criminale. Un ragazzo cresciuto in una terra dove la camorra ha ucciso 4000 persone. La condanna arriva a quel ragazzo perché ha deciso di scrivere quello che vede intorno a sé. Quel ragazzo sono io. E questo è il film con il quale riporto sullo schermo quello che fin oggi ho vissuto”.

KUSTURICA vs TARANTINO

Adriano Scianca su “La Verità” riprende la dichiarazione del regista balcano, che in particolare ha affermato: “Dopo di lui uccidere è diventato banale”. Kusturica riconosce la grandezza del collega americano, “lui è nella storia del cinema, ha riscritto le regole, è un Godard americano, con più ironia”, riporta il giornalista, che continua precisando come Tarantino metta in scena tutte situazioni in cui viene inseguito un “perché” etico e non ci siano “eroi arroganti che uccidono senza domande”.

MIXED BY ERRY

Il film del momento è quello di Sydney Sibilia, così anche sulle pagine di “Italia Oggi” per Pietro Diomede, per cui il regista riesce a far centro con storie dalla morale discutibile ma scritte benissimo e dirette ancora meglio, che appassionano, fanno ridere, piangere e lasciano attaccati allo schermo anche sui titoli di coda. Le gesta dei fratelli Frattasio vengono raccontate con una vena romantica: a loro non interessano i soldi ma la musica, regalare a chi sente la loro compilation un’emozione, consigliare altri gruppi o generi musicali per aumentare la conoscenza di chi ascolta. Una scelta di campo che attira i cantanti neomelodici, che trovano in loro un’etichetta discografica “indipendente”. 

HOLLYWOOD NON PARLA ITALIANO 

Alberto Crespi su “la Repubblica” dedica il suo pezzo alla presenza degli attori italiani a Hollywood, raccontando dapprima come Rodolfo Valentino, nato a Castellaneta, in Puglia, divenne famoso nella Hollywood del Muto, ma essendo italiano gli facevano fare il torero, lo sceicco, il tenente russo, il franco-argentino: tutto tranne che l’italiano. Una questione tutt’ora aperta, che chiama in causa Pierfrancesco Favino, certamente fluente nell’uso dell’inglese, ma per gli attori italiani è durissimo sfondare nel cinema internazionale. E non perché non siano in grado di recitare in inglese. Ma perché il cinema internazionale ha le sue regole. In questo mercato globale, l’Italia è una nicchia produttivamente debole (mentre la Francia, per esempio, è una nicchia più grande e produttivamente più potente: per cui Marion Cotillard può essere Lady Macbeth accanto a Michael Fassbender in un film girato in inglese; con esiti discutibili, ma intanto lo fa).

MARE FUORI METTE IN CODA YOU 

Stefania Vitulli su “Il Giornale” scrive della serie Mare Fuori, definendola l’anti-Gomorra da record, sbancando l’Auditel (anche digitale) – ha fatto il super botto di oltre 54 milioni di visualizzazioni – e accendendo i confronti sui social. La serie è rimasta in vetta anche su Netflix e ha costretto la serie You, debutto in prima posizione nel resto del mondo, a rimanere in coda. 

THE CHOSEN: GESU’, I VANGELI E IL CROWFUNDING

Andrea Fagioli su “Avvenire” parla di  The Chosen, serie su Gesù Cristo e i Vangeli, sostenuta economicamente dai suoi fan attraverso la più grande attività di crowdfunding che la storia dell’intrattenimento ricordi: 10 milioni di dollari per stagione (ne sono state finora prodotte tre per un progetto che ne prevede sette); grazie al finanziamento collettivo è stato possibile metterla in rete gratuitamente attraverso un’App apposita (tra le più scaricate in assoluto), mentre i primi episodi doppiati in italiano sono disponibili anche su Netflix, in questo caso a pagamento. Uno dei pregi di The Chosen è l’onestà intellettuale con la quale si presenta al pubblico sin dall’inizio annunciando che si basa sulle storie vere dei Vangeli, ma che alcune località o tempistiche sono state combinate e condensate, così come sono stati aggiunti retroscena, personaggi e dialoghi. Tuttavia il contesto biblico e storico e qualsiasi immaginazione artistica sono progettati per sostenere la verità e l’intenzione delle Scritture.

FICARRA E PICONE, L’IRONIA E LA MAFIA

Incastrati, la seconda stagione, è la serie con Ficarra e Picone protagonisti, titolari di una ditta di vendita e riparazioni di piccoli elettrodomestici in Sicilia, che – come scrive Pedro Armocida su “Il Giornale” – mettono in scena spassosi equivoci per cui i due  prendono in giro anche il boss della mafia Padre Santissimo, padrino che finisce arrestato, proprio come Messina Denaro. Incastrati 2 lavora sulla leggerezza e sull’ironia delle situazioni anche quando si parla di mafia, aggiungendo poi una parte familiare molto godibile con i rapporti dei due protagonisti con le loro rispettive amate e anche con la mamma di Valentino. Però non si deve sottovalutare la forza che può avere, nell’immaginario collettivo, la loro presa in giro della mafia. Anche perché, spiega Picone, “per noi è un dovere farlo, oltretutto loro non amano tanto essere presi in giro perché si prendono molto sul serio”.

n/b
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