25 giugno 2024, la rassegna stampa

La 54esima edizione del Giffoni dedicata al senso di isolamento, l'intervista al capo creativo di Pixar Pete Docter, Diego Abatantuono e la sua amicizia con Gabriele Salvatores, Francesca Archibugi sulle registe in Italia e l'analisi dei successi del MiC di Lucia Borgonzoni

25 giugno 2024, la rassegna stampa

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Borgonzoni: “La campagna di comunicazione del Mic sta dando i risultati sperati”

Intervistata da Daniele Priori di “Libero Quotidiano”, il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni analizza il successo delle iniziative del MiC che hanno portato a un giugno da record nelle sale: “la nostra attuale campagna di comunicazione nelle grandi aree della mobilità, nei centri commerciali, sui media, mirata a rimettere al centro le sale cinematografiche, sta dando i risultati sperati e anche di più. Tanto che potremmo arrivare a chiudere questo mese di giugno con le sale più affollate di sempre da quando Cinetel fa rilevazioni”. Riguardo alle modifiche del tax credit, Borgonzoni spiega che il sistema precedente “portava a favorire le produzioni più grandi, che potevano permettersi di pagare i prezzi schizzati alle stelle persino delle maestranze. La nostra è stata una razionalizzazione. Non ci sono stati tagli ma soldi utilizzati meglio”.

La 54ma edizione del Giffoni dedicata al problema del senso di isolamento

Torna dal 19 al 28 luglio -per la sua 54esima edizione- il Giffoni Film Festival con i suoi 5000 giurati in rappresentanza di 33 paesi. Quest’anno l’incontro sarà dedicato al tema della vicinanza fisica e spirituale che unisce i popoli della Terra con l’obiettivo di risolvere il problema del senso di isolamento: “Da sempre noi vogliamo insegnare ai ragazzi il valore della felicità e dell’uguaglianza, metterli al centro della società, farli sentire amati e possessori della possibilità di decidere” – dichiara Claudio Gubitosi, ideatore e direttore del Festival dei ragazzi. “In particolare, realizziamo iniziative con i malati degli Ospedali Bambino Gesù e Santobono, ci adoperiamo per combattere la povertà educativa in varie regioni d’Italia. Vogliamo crescere questi ragazzi dai 3 ai 18 anni di età come se fossero figli nostri e lottiamo per difenderli dall’invadenza e dai danni del web”. Infatti “il tema della povertà educativa è assai sentito”, scrive Luca Bergamin de “Il Corriere della Sera“. Insieme all’impresa sociale “Sedici modi di dire ciao“, promossa insieme all’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, saranno coinvolte cinque regioni, 50o educatori e cinquemila ragazzi che parteciperanno a numerosi laboratori e cultural hub tra Eboli e Giffoni Valle Piana, Cittanova, Terranova di Pollino, Nuoro e San Donà di Piave.

Pete Docter: “Sempre nuovi modi per sorprendere ma con la voglia di vedere qualcosa di familiare”

“La Pixar ne ha passate tante, come tutti. Il mondo è cambiato molto, cerchiamo sempre di stare al passo con il modo in cui le persone guardano i nuovi film, interagiscono con tutto questo”. A parlare ad Arianna Finos de “La Repubblica” è Pete Docter, capo creativo di Pixar e produttore esecutivo di Inside out 2. “Trent’anni fa, quando uscì Toy story, fu un grande passo avanti per l’epoca. Ma ora è un vecchio cappello: tutte le cose che erano nuove per noi devono essere ripensate. Cerchiamo allora nuovi modi per sorprendere le persone. Però c’è, sempre, anche la voglia di vedere qualcosa di familiare. Non parlo solo di sequel, intendo un film che ti risuoni, catturi qualcosa che stai attraversando, altrimenti non ti entra nell’anima. Devi scegliere di vederlo mentre ce ne sono altri 100 a disposizione: Inside out 2 ha trovato l’equilibrio magico tra qualcosa a cui ci sentiamo connessi e la sorpresa, cose mai viste e stimolanti”.

Diego Abatantuono e la sua amicizia con Gabriele Salvatores

In occasione del prestigioso premio Fiesole ai Maestri del cinema che verrà dato a Gabriele Salvatores sabato 29 giugno, Diego Abatantuono nell’intervista con Giovanni Bogani de “Qn/Il Giorno/Il resto del carlino/La Nazione” racconta dell’amicizia che lo lega al regista. “Mi proposero un film da girare in Marocco, un personaggio minore. Lessi la sceneggiatura, e posi due condizioni: ‘Se lo faccio, voglio essere Ponchia. E lo faccio solo se lo dirige Salvatores!’ II produttore disse: ‘va bene per Ponchia, Diego. Ma perché mai dobbiamo prendere un regista spagnolo?’ Diventammo amici durante i sopralluoghi di quel film. I sopralluoghi prima di un film sono un’avventura vera, un viaggio all’estero – in quel caso – fra gente che non ti conosce. Mica puoi spiegarle, quelle cose lì. Gabriele è molto aperto, sa accogliere le idee degli altri. Molte frasi di Mediterraneo sono nate sul set” dichiara l’attore.

Francesca Archibugi: “Faticano a riconoscere i meriti a noi registe anche quando abbiamo successo”

A margine della terza edizione di “Becoming Maestre“, iniziativa di mentoring dedicata al talento femminile nel cinema e nella serialità promossa da Accademia del Cinema ItalianoPremi David di Donatello e Netflix, Francesca Archibugi racconta a Claudia Catalli de “La Stampa” del ruolo delle registe donne all’interno del cinema italiano. “C’è sempre tanto paternalismo, ti accorciano la statura. E il freno interiore è ancora forte, vediamo ragazzi di scarso talento con enorme cognizione di sé e ragazze bravissime sempre un passo indietro”. “Eravamo considerate di un altro campionato. Io non sono sempre riuscita a giocare lo stesso dei miei colleghi” spiega la regista. Neanche oggi sono considerata alla pari. Nessuno dice: “Guarda quella regista quant’è brava”, faticano a riconoscere i meriti a noi registe anche quando abbiamo successo”.

Rosario Dawson: “Per me Ahsoka è una ronin, cioè un samurai senza padrone”

In occasione dell’arrivo della seconda stagione della serie Ahsoka, ispirata all’universo di Star Wars, che ha debuttato l’anno scorso su Disney+, Rosario Dawson -da poco premiata al Filming Italy Sardegna Fest– racconta il suo personaggio di Ahsoka Tano, una ex Jedi che prova a mantenere la pace nella galassia ormai vulnerabile. “Per me Ahsoka è una ronin, cioè un samurai senza padrone, e sono stata felicissima di essere nella serie perché ho potuto esaltare alcuni aspetti mio del personaggio come la sua complessità, quel lato oscuro che è dentro ciascuno di noi e dobbiamo imparare ad accettare. Anche i supereroi sono cambiati, non risultano più infallibili” spiega l’attrice nell’intervista con Gloria Satta de “Il Messaggero“.

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25 Giugno 2024

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