12 settembre, la rassegna stampa

Le interviste a Matteo Garrone e Agneszka Holland, vincitori a Venezia. Parola alla Tokyo de La casa di Carta: Ursula Corberò. Ciak a Torino per Il gattopardo con Kim Rossi Stuart


Ogni mattina CinecittàNews vi presenta un panorama delle notizie con cui i media seguono il mondo dell’audiovisivo.

GARRONE E IL RISCHIO DELLA VITA PER EMIGRARE

Il regista, fresco di due premi alla Mostra di Venezia, è intervistato da Luca Attanasio per “Domani”, che parla di Io Capitano come di “un capolavoro assoluto che riesce a infilarsi nei meandri dell’inferno terrestre dei fenomeni migratori moderni con il lirismo e la poeticità tipica dei maestri d’arte”. Per Mamadou Kouassi, uno degli ispiratori del film “c’è bisogno di pensare ad accessi legali, nessuno può fermare chi ha necessità e possibilità di partire” e Matteo Garrone, parlando proprio di coloro che l’hanno ispirato, racconta: “fin da subito sono rimasto molto colpito dalla loro umiltà, la capacità di riuscire a vivere nonostante le ingiustizie subite senza mai cadere in atteggiamenti di autocommiserazione, noi per molto meno lo avremmo fatto. Subiscono soprusi incredibili, ma mantengono una carica vitale e una dignità uniche. Penso che questo sia un elemento che ho cercato di non perdere mai di vista, questa spinta vitale che li aiuta a superare le prove più difficili, questa carica spirituale che ho percepito in loro, una fede che gli fornisce una forza maggiore”.

AGNESZKA HOLLAND: “GOVERNO POLACCO SENZA SCRUPOLI”

La regista di Varsavia, Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia per Green Border, attacca il governo polacco: “sui migranti solo violenta propaganda”. Il cinema polacco se la prende con l’emergenza umanitaria al confine fra Polonia e Bielorussia: “sebbene tra mille difficoltà produttive è il cinema europeo in generale a dover restare ancorato alla realtà e ai problemi dei tempi in cui viviamo”, dice Holland a Giuseppe Sedia su “il Manifesto”. “Negli ultimi tempi alcuni nostri ministri hanno continuato a ripetere che i profughi sono dei terroristi e dei pedofili contribuendo ad alimentare un clima di paura e sospetto nell’opinione pubblica. È chiaro che adesso vogliono sfruttare la situazione a loro vantaggio senza farsi scrupoli. A Orbán è andata bene in Ungheria quando nell’aprile del 2022 ha fatto svolgere nello stesso giorno le parlamentari e un referendum su una legge anti-Lgbt+”, racconta.

URSULA CORBERO’: “ADDIO A TOKYO”

 L’attrice, ne La casa di carta nel ruolo di Tokyo, nel pezzo di Francesco Musolino per “Il Messaggero”, racconta: “mi sono voluta rimettere in gioco”, riferendosi a In fiamme, serie Netflix. “Con coraggio, cambiando look” è interprete di questa vicenda thriller erotico-sentimentale “tratta da una storia macabra e realmente accaduta. Era il maggio del 2007 quando l’arresto di Rosa Peral e Albert López scosse la Spagna intera. Erano due poliziotti e furono arrestati per aver ucciso e bruciato il corpo di Pedro Rodríguez, un collega di polizia nonché promesso sposo di Rosa”. “Interpretarla, raccontare una madre, una donna così lontana dallo stereotipo della madre-vittima, è stato un gesto femminista?”, domanda Musolino: “Non so se si possa o meno interpretare come una scelta femminista ma sicuramente è stata una decisione di libertà artistica … Rosa è una moglie imperfetta ma con grande personalità, una manipolatrice che volevo raccontare senza ricorrere ai soliti cliché”.

MASSIMO BOLDI E L’EPOCA DEGLI YUPPIES

L’attore, intervistato da Marco Leandri per “Il Giornale”, dice: “L’epoca degli yuppies? Meglio dell’era influencer”, ricordando gli Anni ’80, fra spensieratezza e ricchezze, e affermando: “non mi spiego come oggi si guadagni senza fare niente”. Massimo Boldi “gli anni d’oro degli yuppies e la Milano da bere li ricorda ancora con divertimento, quasi con nostalgia. E non solo perché ne fu un protagonista diretto. Dopo aver interpretato quell’epoca effervescente e quei giovani rampanti sul grande schermo, si ritrovò infatti con un bel gruzzolo sul conto corrente: così ho fatto i soldi”. Nato sul Lago Maggiore, presto orfano di papà e con due fratellini più piccoli, racconta quando è arrivata la svolta: “con un carosello girato nel ’77 e ancora reperibile su YouTube. Era lo spot dell’Audi 80 e per quella pubblicità ebbi un compenso di 50 milioni di lire. Il mio povero suocero, napoletano di origini, subito si apprestò a consigliarmi: ‘Massimo, compra ‘na casa …’. E infatti acquistai un appartamento a Luino”.

GATTOPARDO SABAUDO: KIM ROSSI STUART INCONTRA IL CONTE DI MONTECRISTO

Il set della serie Netflix, con l’attore nel ruolo del Principe di Salina, approda a Torino, come si legge da Fabrizio Accattino sulle pagine torinesi de “La Stampa”: “nonostante la storia sia interamente ambientata in Sicilia, per girare il remake in sei episodi del celebre film di Visconti si è scelta (anche) Torino. Una decisione che non sorprende, considerati i rapporti di ferro creatisi negli ultimi anni tra il gigante dello streaming e la città”. Ieri in piazza Carlo Alberto è sbarcata la nobiltà: la mattina era sul set il principe di Salina, nel pomeriggio il conte di Montecristo. Stessa location, stessa giornata per due serie televisive diverse ma già “ad agosto alla Crocetta si sono girati L’amica geniale 4 e Sei nell’anima, cinebiografia di Gianna Nannini firmata da Cinzia Th. Torrini. Davide Ferrario ha fatto del Parco della Maddalena il set di Le città visibili di Italo Calvino, documentario di un’ora e un quarto sul rapporto tra l’autore e Torino. E in questi giorni passando per Borgo Crimea, sopra Villa Genero, ci si potrà imbattere nel set della seconda stagione della serie Netflix La legge di Lidia Poet.

LOLITA LOBOSCO: CIAK A BARI

Luisa Ranieri, poliziotta protagonista, torna sul set barese per la terza stagione della serie Le indagini di Lolita Lobosco, lo scrive Umberto Sperti su “L’edicola del Sud”. Una mappa per la serie ispirata ai romanzi di Gabriella Genisi, per cui da sabato “a essere interessati dalle riprese saranno diverse strade e punti della città. Si inizia con piazzale Colombo, presso il Varco Capitaneria, il lungomare Starita, piazza Federico II di Svevia. Saranno colpiti dai riflettori altre aree, come il lungomare Imperatore Augusto, via Brigata Regina, via Brigata Bari, via Capruzzi, via Oberdan, via Di Vagno, lungomare Nazario Sauro, lungomare Arnaldo Di Crollalanza, piazza IV Novembre, corso Vittorio Emanuele II, corso Vittorio Veneto.

DISABILITY FESTIVAL CON CENA AL BUIO

Sulle pagine del “Corriere della Sera” si legge del Disability Film Al Festival a Torino: “è il tema della cura il filo conduttore della seconda edizione, che si tiene da venerdì 15 a domenica 17 settembre. Disability Film Festival si presenta come una vera e propria festa con l’obiettivo di abbattere le barriere culturali attraverso l’uso dei linguaggi espressivi: prima di tutto il cinema (verranno proiettati film dialogando con registi, registe, sceneggiatori e sceneggiatrici), ma anche i talk, la musica e l’arte in generale. In chiusura della tre giorni, la ‘Cena al buio’ con l’Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti”.

12 Settembre 2023

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