‘Volare’, Margherita Buy: “Marco Bellocchio è stato un grande padrino”

L’esordio alla regia dell’attrice, anche interprete del film, sulla paura irrazionale del volo aereo, che affronta con la lievità ironica della commedia, in cui – nella parte della figlia – ha scelto di aver accanto la sua nella vita reale, Caterina De Angelis. Nel cast anche Anna Bonaiuto, Elena Sofia Ricci e un cameo di Giuseppe Piccioni, il parrucchiere


Margherita Buy per il suo esordio da regista sceglie la lievità ironica della commedia.

Volare, questo il titolo del film alla Festa del Cinema di Roma 2023 nella sezione Grand Pubblic, restituisce Buy molto a proprio agio, forse perché costruito da se stessa su se stessa, su una personale paura, che però non le viene messa addosso con scherno o tono grottesco, ma è lei in prima persona a disegnarsela naturale attorno, chiamandosi in causa nel ruolo di attrice di successo, Anna Bettini, scelta da un grande maestro del cinema orientale per un film che s’annuncia come un grande salto di carriera che però… non arriva nemmeno al decollo, perché l’interprete – presa dal panico – scende dal volo verso Seoul e cerca conforto nello studio della sua agente, Mariolina, una platinata, volitiva, leonina Anna Bonaiuto che la rassicura dicendo fosse “…l’occasione della tua vita”.

“Questo film è nato da una mia esperienza, bellissima, quando sono andata al corso per vincere la mia paura dell’aereo, dopo una vita passata a non viaggiare. Così mi sono avvicinata a dei miei simili, ci siamo conosciuti per un breve periodo ma per me è stata una bellissima condivisione, di una paura che ho sempre pensato mi facesse sentire diversa dagli altri. L’idea di raccontare una mia esperienza, raccontando anche parte della mia vita, era talmente mia che ho detto: ‘mi butto’, un salto nel vuoto che non facevo da anni, abituata alla vita bellissima dell’attrice” e proprio sul fatto di dirigere se stessa attrice Buy racconta sia stata “la cosa più divertente fatta nella mia vita. Ho trovato fosse semplice parlare con i miei attori, persone che sapevano già cosa fare: dovevo solo mettere a posto alcune cose che avendole scritte e pensate io volevo andassero nella direzione giusta. Ma quello che ho ricevuto dalla preparazione, dall’entusiasmo, dal loro darsi per migliorare quello che avevo scritto, mi fa dire che a loro debba tutto, perché sono gli attori che ho sempre voluto”.

Anna Bonaiuto racconta di non aver mai “avuto un rapporto così con i miei agenti, anzi forse solo col primissimo che mi mandò da un produttore alle 7 di sera, con le luci soffuse: non c’era il film, c’era solo il produttore…! Per Volare mi si chiedeva di fare una cosa non stereotipata, che già leggendola mi divertiva: credo che la commedia sia un genere superiore, che spesso si fa in maniera volgare, qui invece ho visto grazia e gentilezza, senza spinte pesanti. La Margherita regista è stata bravissima a fare la sua opera prima parlando di ciò che conosce e ha dimostrato una tenerezza incredibile per gli attori, pur sapendo quello che voleva, che è qualcosa che un attore vuole: uno con le idee chiare, in cui riconoscere lo stile del film”.

Ha una figlia Anna B., Serena, prossima a partire per gli studi universitari in California, per cui la mamma le domanda se insomma sia proprio il caso di scegliere una destinazione così lontana, cioè così… raggiungibile solo in aereo. E la figlia che Buy mette in scena, ancora, attinge dalla realtà, perché il ruolo lo affida a Caterina De Angelis, di cui è davvero mamma nella vita reale.
Per Buy “con Caterina è stato abbastanza naturale. Lo sguardo che ha mia figlia nei miei confronti, di amore ma anche di critiche, debolezze, di sapere chi sia io, non avrei saputo trovarlo negli occhi di nessuna altra attrice. Per me ha dato un grandissimo valore in più a questo film”. E Caterina De Angelis, della mamma-regista, dice che: “a parte essere un’attrice e quindi capire gli attori è vero che non ha in nessun modo imposto una gerarchia e questo ha fatto sì che il progetto ciascuno lo sentisse un po’ proprio, con la responsabilità di portare a casa il personaggio nel miglior modo possibile: non era il suo progetto di cui noi facevamo solo parte”.

Nel film, si costruisce un mondo famigliare intorno a sé Margherita Buy, con il papà Corrado, interpretato da Massimo De Francovich, suo “analista” che durante le sedute sembra prendere appunti mentre fa le parole crociate. Tutto il consesso intimo di Anna B., dall’agente ai famigliari stretti, ne riconoscono le manie, le ansie, non le assecondano, piuttosto gliele spiattellano in faccia, a lei che in fondo non se la prende, in una dinamica ironica e comunque “rassegnata senza speranza”.

“È da tanto che faccio film drammatici ma a me la commedia piace molto, permette di poter mettere insieme tanti generi: nel film ci sono anche momenti meno divertenti, più intimisti, poi sentirmi dire che sia comica… è il più grande complimento della mia vita”, continua Buy.

Di questa famigliona filmica, che sia di sangue o professionale, fa parte anche un personaggio immancabile per una grande attrice, il parrucchiere-amico, ruolo affidato con affettuoso omaggio a Giuseppe Piccioni, coiffeur anche di… Elena Sofia Ricci, collega che passa proprio sotto la cura di Mariolina e che, guarda caso, è in partenza per la Corea, per un film scritto proprio per lei… dal suddetto maestro.

Eppure, Anna B. vuole davvero (vuole davvero?) superare la sua paura, così s’iscrive a una corso di ITA – marchio presentissimo nel film – proprio dedicato a chi voglia superare il timore volare: è qui che mette in scena una rosa di profili e storie tutte differenti: con lei, al corso, l’intollerabile critico cinematografico (Pietro Ragusa), la tecnica aeroportuale mamma di famiglia (Giulia Michelini), il dentista con la promessa sposa ammogliata in Messico (Roberto De Francesco), l’agricoltore che non ha mai preso l’aereo (Maurizio Donadoni) e, con loro, oltre all’ex dirottato e al campione di basket, anche la coppia “romantica” dell’assistente di volo (Euridice Axen) e del pilota (Francesco Colella).

Soprattutto rispetto alla figura del critico, Buy racconta di essersi “divertita a prendere in giro la categoria, che un po’ nei primi anni mi ha rovinato la carriera; c’era qualcosa di morboso, o almeno io lo percepivo così, soprattutto nei critici uomini: forse era il padre che c’era in loro che mi terrorizzava”. E ancora, rispetto invece ai registi che l’hanno diretta, dice che “mentre giravo ce ne sono stati alcuni con cui ‘mi confrontavo’, in fondo mi hanno dato una direzione: avevo due o tre esempi che tenevo di riferimento; qui sono stata tutto il contrario di quello che certi di loro sono stati con me, ho cercato per esempio di non prevaricare. Io sono una persona nevrotica e ho cercato di non esserlo, perché mettere una brutta atmosfera in un set non dà risultati, mentre ci sono registi che amano affermare il senso del potere su di sè. È un’esperienza che ho cercato di mettere in pratica”. Nessun regista, almeno ufficialmente, ha ancora visto il film ma “in segreto Nanni (Moretti) sì, so che ha chiesto il link, e domani – 25 ottobre 2023 – ci sarà una proiezione al Cinema Sacher, che mi ha chiesto lui… Marco Bellocchio l’ha visto, ma è parte della squadra di produzione: è stato un grande padrino; lui con molta discrezione si avvicinava con passo felpato e poi entrava… (ride), quindi è stato proprio complice nella costruzione del film, si è appassionato. Luca Lucini è stato uno dei primi a incoraggiarmi a fare il film e così anche Maria Sole Tognazzi”.

Ancora, Buy alla Festa è la quarta attrice – dopo Cortellesi, Mezzogiorno e Smutniak – a debuttare alla regia e a proposito di questa ricorrenza dice: “immagino che sia un caso, è un bellissimo caso di cui sono molto contenta; mi piace ci sia della competizione, è sana; io non mi ritengo ancora una regista ma ci siamo tutte esposte, messe in una posizione di grande rischio: voglio criticare il film di tutte e che loro critichino il mio, è una cosa sana”.

Ma, infine, riuscirà Anna B. a superarsi e salire sul volo per l’America per accompagnare la figlia? Tra volontà, non volontà e nello spassoso caos delle vite di lei e di tutti quelli messi in scena, Buy chiude il suo debutto dietro la macchina da presa affidando la conclusione alla voce e alle parole di Domenico Modugno e alla sua Volare, omonima del film.

Volare è stato prodotto da Marco Bellocchio, Beppe Caschetto, Simone Gattoni, Ada Bonvini, Luca Lucini, Lorenzo Ulivieri, Stefano Quaglia, Malcom Pagani, Moreno Zani e esce in sala a febbraio 2024 con Fandango.

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