Dopo due mesi di riprese nella sua Livorno, Paolo Virzì sta ultimando a Roma la lavorazione della sua nuova commedia La prima cosa bella, interpretata da Stefania Sandrelli, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi. Scritto dal regista toscano con Francesco Bruni e prodotto da Motorino Amaranto, Indiana Productions e Medusa che lo lancerà all’inizio del 2010, il film ricostruisce nel corso di 40 anni il rapporto tra una madre bellissima, vitale e prorompente e i suoi due figli, mettendo in campo sentimenti e risentimenti, antichi furori e nuove capacità di accettazione e secondo Virzì ambisce ad essere “una sorta di romanzo che ripercorre le avventure e le disavventure di una piccola famiglia sciagurata della Livorno degli anni’ 70 e ’80 che poi ai nostri giorni si riconcilia. Non è un Amarcord, ma rappresenta l’occasione di un mio bilancio esistenziale di livornese viscerale che a 20 anni per frequentare a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia è andato via della sua città che da 25 anni cerca di lasciarsi alle spalle senza riuscirci”.
In scena si vedrà come ai nostri giorni il quarantenne Bruno Michelucci (Valerio Mastandrea) viene convinto suo malgrado da sua sorella Valeria (Claudia Pandolfi) a tornare a Livorno, la città in cui è nato e cresciuto da cui manca da oltre 20 anni, per porgere l’estremo saluto alla madre Anna che sta morendo (Stefania Sandrelli). Spiega Virzì: “All’epoca Bruno se ne era andato infuriato odiando la sua città e soprattutto quella madre così vivace, disponibile ed imbarazzante ed ora quel commiato finale dalla donna diventa per lui l’occasione per ripercorrere le vicissitudini familiari patite, da bambino prima e da ragazzo poi, al seguito di una mamma così bella, scapestrata e in perenne adorazione dei miti della celebrità (interpretata in giovane età da Micaela Ramazzotti). Piccolo insegnante di italiano in un istituto alberghiero che cerca di spiegare le poesie di Caproni ad un’aula totalmente disinteressata, Bruno inizia allora un viaggio a ritroso nella sua memoria che lo porterà probabilmente a ricevere l’ultima lezione di vita da parte di quella madre ingombrante ma molto più vitale di lui”.
Il regista sottolinea che se c’è un significato nascosto per questo film così personale ed intimo che riguarda da vicino la sua vita e la sua formazione è “il racconto della possibilità per una persona disincantata e forse un po’ anaffettiva di imparare a volere bene. Tengo a rassicurare però i futuri spettatori che questo ‘romanzone’ livornese sarà anche pieno di humour e di spirito avventuroso e divertente”.
La prima cosa bella, titolo mutuato dall’omonimo brano dei Ricchi e Poveri, segnatempo d’epoca per la protagonista acclamata nel 1971 Miss Estate nei celebri ed ambiti Bagni Pancaldi, rappresenta secondo l’autore “allo stesso tempo un inno ed un invettiva verso Livorno, una città bella e infame che adoro e che mi fa soffrire, ma è anche il mio nutrimento, una benzina che alimenta il mio desiderio di raccontare storie”. E a proposito della scelta degli attori rivela: “Volevo lavorare da una vita con Stefania Sandrelli, che considero da sempre un’icona di talento naturale, femminilità ed ironia, la quintessenza del cinema italiano che più amo. Ho trovato poi in Micaela Ramazzotti che la interpreta in età giovanile non tanto una somiglianza fisica quanto un’affinità di spirito e di candore: quella loro capacità così speciale di essere buffe e sexy nello stesso momento le rende complementari e perfette nel rendere le varie anime di Anna Nigiotti in Michelucci, prima giovane e mitica miss Pancaldi, e dopo donna matura rimasta sola e chiacchierata, che dovrà tirare su i due figli Bruno e Valeria, interpretati da attori diversi da bambini e da ragazzi, fino a diventare col tempo Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi. Valerio per me è come un fratello e mi è venuto naturale pensare a lui per un personaggio che gli somiglia molto. Claudia Pandolfi, con cui avevo già lavorato in Ovosodo è poi un’attrice che adoro per generosità, intelligenza e sottigliezza”.
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