Un poliziotto innamorato nel Brasile diviso in due

'Deserto particular' di Aly Muritiba, nelle sale italiane dall’11 gennaio con Cineclub Internazionale, Premio del Pubblico BNL Gruppo BNP Paribas alle Giornate degli Autori, è un road movie sullo sfondo del Brasile di Bolsonaro


E’ un deserto “privato” la vita di Daniel, poliziotto sospeso dal servizio per aver picchiato una recluta con gravi conseguenze e ora sottoposto a inchiesta. Un uomo all’apparenza tutto d’un pezzo, che però si occupa amorevolmente del genitore, anziano militare affetto da demenza e intrattiene con sua sorella un rapporto fatto più che altro di silenzi. Ma in questo vuoto esistenziale, che è soprattutto povertà emotiva, l’incontro in chat con Sara, una ragazza che vive a 3000 km di distanza, innesca un profondo e radicale cambiamento.

Deserto particular di Aly Muritiba, nelle sale italiane dall’11 gennaio con Cineclub Internazionale, Premio del Pubblico BNL Gruppo BNP Paribas alle Giornate degli Autori, è un road movie sospeso e intimista, che ha però come sfondo, per esplicita ammissione dell’autore, il Brasile di Bolsonaro, reazionario e omofobo.

Un film diviso in due, tra il Sud, ricco e freddo (anche climaticamente) del paese, e il Nord più fisico e solare, ma anche più povero. Realtà distanti, che sembra non possano comunicare. Daniel (Antonio Saboia) decide impulsivamente di partire per raggiungere Sara, la giovane donna di Bahia conosciuta in chat che ora non risponde più ai suoi messaggi e alle sue telefonate, senza dare alcuna spiegazione. Non l’ha mai incontrata ma sa istintivamente che lei è diversa da ogni altra donna, e non immagina quanto. Non casualmente, poi, il film inizia proprio con il viaggio di Daniel, a mezz’ora da una sorta di prologo sulla sua esistenza incolore e triste, come sconnessa dal suo essere profondo, mentre nella seconda parte il regista si concentra di più sull’altro personaggio interpretato da Pedro Fasanaro e inserito in un contesto ultrareligioso. Scena clou, il dialogo sulla prospettiva di una grande diga che imbriglia le acque tumultuose di un fiume, evidente metafora di come il personaggio di Daniel sia prigioniero di una visione stereotipata e rigida della propria identità, ma anche ponte verso un altro essere umano apparentemente irraggiungibile.

Deserto particular – spiega il regista Aly Muritiba – è un film di incontri. Dal 2016, con il colpo di stato che ha rimosso il presidente democraticamente eletto in Brasile, la mia generazione, che si è formata dopo la dittatura, sta vivendo il momento più drammatico della sua esistenza. All’indomani del colpo di stato, il paese è sprofondato in una spirale di odio che è culminata con l’ascesa di un fascista alla presidenza. Con l’elezione di Jair Bolsonaro, tutte le minoranze, le donne, gli indigeni, la comunità LGBTQI+, i neri, sono perseguitate in modo sistematico e il paese è diviso tra il Sud conservatore e il Nord / Nord-est progressista. Molte volte si è giunti sull’orlo dello scontro armato. Proprio quest’odio si è rivelato fondamentale per decidere quale sarebbe stato il mio prossimo film. Ho capito che avrei fatto un film su un incontro. In un’epoca di violenze ho voluto fare un film d’amore”.

Nato in una piccola città del Nord-est del Brasile, Muritiba ha lavorato come agente di polizia penitenziaria mentre finiva gli studi. Da questa esperienza ha tratto spunto per realizzare due cortometraggi e un documentario: A fábrica candidato agli Oscar®; Pátio, selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes, e A gente, documentario che ha per protagonista proprio Muritiba e il suo lavoro nel sistema carcerario. Nel 2015 ha presentato Tarantula alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti. Nello stesso anno ha diretto la sua opera prima Para minha amada morta (Global Filmmaking Award/Sundance Institute 2013) proiettato, tra gli altri, al Festival di San Sebastian. Nel 2018 è stata la volta di Ferrugem, mostrato in anteprima al Sundance. Deserto particular conferma uno sguardo attento e partecipe sulla mascolinità, le emozioni e il non detto.

 

Cristiana Paternò
09 Gennaio 2024

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