‘Thanksgiving’: il ringraziamento di sangue di Eli Roth

Diciamo che con il titolo 'Thanksgiving' Eli Roth serve il calendario della distribuzione su un piatto d'argento.


Il giorno del Ringraziamento è una famosa festa nazionale celebrata in varie date in Canadam, USA, Grenada, Saint Lucia, Liberia e ufficiosamente anche in Brasile e nelle Filippine, in segno di gratitudine per le benedizioni del raccolto e dell’anno precedente. Mentre in Canada cade il secondo lunedì di ottobre, negli USA si usa festeggiare il quarto giovedì di novembre, aprendo al contempo al periodo dei saldi – il cosidetto ‘Black Friday’, primo giorno di sconti, è proprio quello successivo al Ringraziamento – e a quello festivo pre-natalizio, dopo l’abbuffata di dolci di Halloween.

Nel suo horror, forse un po’ convenzionale ma comunque divertente – da noi arriva in sala con Eagle Pictures – la cittadina di Plymouth, in Massachusetts, è sconvolta da una terribile tragedia avvenuta all’interno di un centro commerciale durante il Black Friday.

Un anno dopo, durante i festeggiamenti del Thanksgiving, un misterioso e feroce serial killer comincia ad torturare e uccidere la popolazione locale, seguendo un grottesco piano di vendetta e prendendosela soprattutto con un gruppo di ragazzi, che evidentemente nascondono a loro volta uno scomodo segreto.

Quelli che iniziano come omicidi casuali per vendetta si rivelano presto parte di un più ampio e oscuro piano legato alle festività.

Come il Machete di Robert Rodriguez, il film è ispirato a un fake trailer realizzato da Roth per il precedente Grindhouse (storica prova a quattro mani tra Tarantino e lo stesso Rodriguez, che veniva intervallata da finti trailer realizzati da loro stessi oppure da amici, come nel caso di Roth). Analogo destino fu per l’Hobo with a shotgun con Rutger Hauer, decisamente meno conosciuto.

Va rilevato nel film, oltre a copiose quantità di sangue, il tentativo di satira sociale:

Il Black Friday negli Stati Uniti rappresenta un’eccentrica frenesia capitalista. Mentre in altri paesi gli sconti delle grandi aziende inducono le persone a spese impreviste, negli USA l’esperienza è unica e totalizzante, e richiede un coinvolgimento diretto, con individui che si schierano di fronte ai negozi, pronti ad aprirsi a mezzanotte del venerdì dopo il Ringraziamento, per accaparrarsi articoli apparentemente indispensabili a prezzi drasticamente ridotti, riservati “solo ai primi 200 clienti”.

Televisori, piastre per capelli, pentole e auricolari  ridotti di oltre il 70%: autentica isteria di massa che contrasta, se vogliamo, con la sacralità del giorno festivo precedente che – sebbene si tratti di festa laica – dovrebbe essere simbolo di unione e prosperità, un momento sociale cruciale che commemora anche i nativi americani e il sacrificio dei primi coloni pellegrini. Non a caso, il film è ambientato a Plymouth, Massachusetts, la città del primo banchetto del Ringraziamento.

Nel Giorno del Ringraziamento si mangia il tacchino proprio in ricordo dell’aiuto dato dai nativi che proposero ai coloni inglesi d’intraprendere la coltivazione di granturco e l’allevamento dei volatili.

Ma qui non sono solo i tacchini ad essere macellati.

La gestione degli omicidi nel film presenta un sapore retrò, gustosamente orientato all’artigianato, con l’uso di sangue finto e protesi, talvolta persino evidenti nell’evocare l’horror degli anni ’70, un mix tra aspetti commerciali ed exploitation.

L’impressione però è che ci si accontenti un po’: da un lato puro intrattenimento, dall’altro critica leggera sulla deviazione del Sogno Americano (o forse persino sulla sua estinzione) e sulla deliberata distruzione del significato stesso del Giorno del Ringraziamento.

Come dire che il passato uccide il presente, almeno fino alla prossima festa.

 

Andrea Guglielmino
15 Novembre 2023

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