Dopo che Hollywood è stata con il fiato sospeso tutta la giornata di venerdì, con i rappresentanti degli sceneggiatori e dei produttori che si sono seduti attorno a un tavolo per la prima volta dopo tre mesi di sciopero degli uni contro gli altri, in serata, è arrivata la notizia: l’incontro non è andato bene.
Non riparte la contrattazione per il rinnovo del contratto triennale, in cui gli scrittori vogliono inserire garanzie contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, un calcolo più conveniente e chiaro dei diritti d’autore per le opere che vanno in streaming e adeguamenti salariali. Le offerte degli Studios su questi punti chiave sono ancora insufficienti per i lavoratori, secondo quanto hanno scritto in un comunicato al termine dell’incontro. Il negoziato tra gli sceneggiatori di tv e cinema rappresentati dalla Writers Guild of America (Wga) e l’Alleanza dei produttori (Amptp), che riunisce le Majors tradizionali e le piattaforme di streaming, si era interrotto nella notte del 1 maggio, quando il vecchio contratto era scaduto senza una firma sul nuovo. È partito così il primo sciopero della Wga dopo 15 anni. L’ultimo, quello a cavallo tra 2007 e 2008, era durato 100 giorni. Un record che si avvicina anche quest’anno. Lo stesso iter si è ripetuto due mesi dopo con la trattativa per aggiornare il contratto degli attori, rappresentati dalla sigla Sag-Aftra, che si sono uniti ai picchetti il 14 luglio: uno “sciopero doppio” che non si verificava dal 1960.
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