Non sono escluse accuse penali per l’incidente avvenuto giovedì scorso sul set di Rust quando Alec Baldwin ha sparato con un’arma di scena uccidendo accidentalmente la direttrice della fotografia, Halyna Hutchins e ferendo il regista Joel Souza. Lo riferisce la polizia citata dalla Bbc. Gli investigatori infatti hanno parlato di “un po’ di condiscendenza” riguardo alla sicurezza sul set del film. “Tutte le opzioni sono sul tavolo” ha detto il procuratore distrettuale Mary Carmack-Altwies parlando di eventuali accuse. “Nessuno è stato escluso a questo punto”. Presentando i risultati delle prime indagini, lo sceriffo della contea di Sante Fe, Adan Mendoza, ha detto che sarebbero stati trovati “altri proiettili veri sul set. Cercheremo di capire come sono arrivati lì”, spiegando che la polizia ha recuperato finora 600 prove, tra cui tre armi da fuoco e 500 proiettili.
“Penso che i fatti siano chiari: un’arma è stata consegnata ad Alec Baldwin. L’arma era funzionante e ha sparato un proiettile vero uccidendo la Hutchins e ferendo Souza”, ha detto Mendoza a proposito dell’omicidio, sottolineando che sul set del film al momento della sparatoria c’erano circa 100 persone. E ha anche confermato che altre due persone avevano maneggiato la pistola, un antico revolver Colt calibro 45, prima che fosse data a Baldwin: l’armiera del film Hannah Gutierrez-Reed e l’assistente alla regia Dave Halls. Quest’ultimo ha confessato agli investigatori di non aver controllato tutti i colpi inseriti nella pistola prima di consegnarla, secondo un documento del tribunale reso pubblico ieri, mentre la Gutierrez-Reed ha detto che le armi erano state messe al sicuro poco prima della sparatoria, in una cassaforte cui solo poche persone avevano accesso, ma le munizioni no.
Intanto Baldwin e i produttori del film hanno ingaggiato uno studio legale privato per condurre un’indagine sulle circostanze della sparatoria. Diversi esperti legali, tuttavia, hanno affermato che è improbabile che vengano presentate accuse penali contro Baldwin.
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