Rotting in the sun, su MUBI il punk- noir sexy che abbatte la cultura mediatica narcisista

In esclusiva sulla piattaforma streaming a partire dal 15 settembre


“Solo gli ottimisti si suicidano. Gli ottimisti che non riescono più a essere ottimisti. Gli altri, non avendo nessuna ragione per vivere, perché dovrebbero averne una per morire?”

Sono le prime parole del film, quelle che Sebastián legge sul libro di E. M. Cioran “Il problema di nascere”, in cui il filosofo teorizza che la nascita è l’ultimo “ridicolo incidente”, e che ogni tentativo di suicidio è già troppo tardivo. Mentre cerca su internet “come uccidersi in Messico”.

Siamo in un parco a Mexico City, dove il regista cileno Sebastián Silva vive sia nel film che nella realtà, in un edificio gestito dal suo amico Mateo. Oltre che dirigere il suo ottavo lungometraggio – in Rotting in the sun (letteralmente Marcire al sole) Silva interpreta anche se stesso, un cineasta a corto di soldi e di creatività e in più dipendente dalla ketamina, che sfanga il lunario dipingendo quadri. 

È a pochi minuti dalla sigla iniziale, infatti, che assistiamo al primo ‘viaggio’ psichedelico del protagonista, sdraiato sul letto con le immagini che gli scorrono e gli oscillano nella testa, quasi fossero in un caleidoscopio, mentre il suo amico cerca di svegliarlo. “Essere povero e artista? È disgustoso”, gli dice Mateo, che non ha niente di meglio da consigliare al suo amico se non di andare a uccidersi sulla spiaggia di Zicatela, a Puerto Escondido.

E Sebastián ci va, sperando di fuggire rapidamente dal mondo con una dose di pentobarbital. La location del film è in gran parte romanzata, pur basandosi su un reale luogo ‘queer’ nudista, nella provincia di Oaxaca, che nel film significa il  continuo susseguirsi di inquadrature di peni (le stesse che al Sundance sembrano abbiano fatto molto scalpore).

Ma è proprio qui che a Sebastian si presenta una nuova opportunità, quando incontra l’irriverente influencer gay Jordan Firstman (nomen omen), sul quale il regista è spietatamente critico. Anche Firstman nel film interpreta se stesso, interrogandosi e prendendosi gioco – più o meno consapevolmente – della sua immagine di icona queer contemporanea: tra riprese ruvide, estreme  e selvaggiamente sexy ed un montaggio molto movimentato, e a dispetto delle premesse ultra-depressive, il film inizia qui a rivelare anche un suo aspetto decisamente più allegro. 

Jordan, infatti, sprizza una tale gioia di vivere che non è certo facile immaginare quale tipo di scambio potrebbe mai avere con il cupo e misantropo Sebastián. Ma c’è qualcosa nel primo che attira fortemente il regista, che finirà per cedere alle insistenti richieste di Firstman di collaborare ai suoi show. Quando Jordan torna a Città del Messico, però, Sebastián è introvabile e Jordan si imbarca in una vera e propria caccia per la sterminata metropoli. Non sveliamo qui null’altro su come prosegue la storia un po’ cruda – ma mai banale – di questo coraggioso lungometraggio low-budget in stile punk. Se non il cambio di sapore di fondo, che nella seconda parte si fa sempre più vicino a quello palpitante del thriller.

In esclusiva su MUBI dal 15 settembre. Rotting in the sun di Sebastián Silva (Affetti & Dispetti, Crystal Fairy & the Magical Cactus, Nasty Baby) e prodotto da Jacob Wasserman (The Eyes of My Mother, Tyrel), è interpretato dallo scrittore e fenomeno social media Jordan Firstman nel suo primo ruolo da protagonista, dallo stesso Sebastián Silva e da Catalina Saavedra (The Maid). 

Prodotto da Hidden Content e The Lift, in associazione con la casa di produzione di Robert Pattinson Icki Eneo Arlo, Spacemaker Productions e Caffeine Post, Rotting in the sun è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance 2023 nella sezione Premieres. È la quinta volta che Silva torna al Sundance, dove ha già vinto il World Cinema Grand Jury Prize e il Directing Award. 

Giovanna Pasi
14 Settembre 2023

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