Premio Zavattini 2023/24, dieci finalisti presentati a Venezia

Svelati ieri titoli, autori e autrici dei progetti in finale


Tutto è pronto per il Premio Cesare Zavattini: ieri, 29 agosto, nell’ambito degli eventi di pre-apertura della 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sono stati resi noti i titoli, gli autori e le autrici dei progetti finalisti dell’VIII edizione.

La selezione è stata comunicata dal presidente della Fondazione AAMOD, Vincenzo Vita, presente all’iniziativa con Giovanni Spagnoletti, consigliere d’amministrazione, e Paola Scarnati, fondatrice dell’AAMOD.

La Giuria, presieduta dal regista e montatore Jacopo Quadri e composta dal regista Franco Angeli, dal critico cinematografico Alberto Crespi, dalla produttrice Antonella Di Nocera, dalla ricercatrice Cecilia Spano, ha apprezzato in generale la qualità dei quasi novanta progetti pervenuti e ha selezionato dieci finalisti all’unanimità, poiché due hanno conseguito la stessa valutazione.

Ecco i titoli e i proponenti, in ordine alfabetico:

Appunti, fantasmi di Noemi Restani, una revisione critica della memoria coloniale italiana, attraverso la ricostruzione della figura di Antonio Locatelli, cui è dedicata una fontana a Bergamo;

Caro Berlinguer di Pietro Bonaccio, sulla vicenda di una bambina che nel 1977 scrive una lettera a Enrico Berliguer per chiedere la corrente elettrica nella sua casa;

Controra di Chiara Tripaldi, su alcuni aspetti irrisolti della propria storia familiare, nel contesto della città di Taranto, ieri e oggi;

Fantasia di Marco Mingolla, in cui un gruppo di bambini viene invitato a inventare una storia secondo il metodo di Bruno Munari: il materiale d’archivio darà corpo alle invenzioni narrative;

Figli di oggi di Camilla Morino e Alberto Sparapan, in cui gli autori si mettono in gioco personalmente per far emergere criticamente gli stereotipi di genere assorbiti dal contesto sociale;

Il tempo negato di Maurizio Dall’Acqua, interrogazione di una storia familiare attraverso gli home movies girati dallo stesso protagonista;

La figura umana di Giulia Claudia Massacci, un’indagine su come l’uomo guarda, umanizza ed esercita il proprio potere sugli animali;

Quelli che restano di Saverio Biancone, in cui l’autore sollecita la memoria di un familiare sull’attentato di Nassirya (2003): la paura, il dolore, gli amici persi, il ritorno a casa;

Riccardo I di Federica Cozzio, che attorno al restauro di una tipica barca di Comacchio, rievoca le vicende di una famiglia della zona e del contesto sociale, dagli anni quaranta a oggi;

When we with daisies lie di Sofia Vecchiato, che si interroga sul rapporto dei bambini con la morte e con le metamorfosi sociali, a partire da una memoria personale.

Gli autori e le autrici dei progetti selezionali potranno partecipare a un Workshop di formazione e sviluppo, il cui primo appuntamento è per sabato 16 settembre 2023, a Roma, presso la Fondazione AAMOD. Al termine del Workshop, previsto nel mese di dicembre 2023, i partecipanti presenteranno un dossier di sviluppo e un teaser dei rispettivi progetti alla stessa Giuria che li ha selezionati e che decreterà tre vincitori, i quali, oltre a utilizzare liberamente per usi culturali il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.

La Giuria assegnerà anche una Menzione speciale dedicata alla giovane filmmaker Chiara Rigione, prematuramente scomparsa, il cui progetto Domani chissà, forse è stato tra i vincitori dell’edizione 2018 del Premio Zavattini.

La realizzazione dei cortometraggi si svolgerà tra Febbraio e Maggio 2024.

redazione
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